The Telegraph: oltre 650 mila ucraini in età di leva sono fuggiti dal proprio Paese. Solo sette Paesi Ue hanno acquistato armi americane da dare all’Ucraina

Questi dati indeboliscono la posizione di Zelen’skyj e dell’Unione europea nella trattativa fra Trump e Putin

Oltre 650 mila ucraini in età di leva sono fuggiti dal proprio Paese. Lo scrive The Telegraph, noto quotidiano del Regno Unito. L’articolo viene ripreso anche dall’Agenzia NOVA. News. A coloro i quali fuggono vanno aggiunti gli ucraini che si nascondono per non partire per il fronte. Secondo il giornale britannico, i disertori sono in aumento: “ogni giorno più di 400 militari abbandonano le loro posizioni al fronte. Gli autori dell’articolo – leggiamo sempre nel posto del canale Telegram – osservano che ora il Paese somiglia sempre più a due realtà: una parte della popolazione combatte, mentre l’altra evita di partecipare ai combattimenti”. L’aumento delle diserzioni unitamente alla difficoltà nel reperire mercenari da inviare al fronte contro la Russia e all’avanzata dell’esercito di Putin indebolisce la posizione dell’Ucraina. E’ chiaro che nella trattativa di stasera in Alaska tra il presidente americano, Donald Trump, e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, non si potrà tenere conto di questi dati.

Di fatto, l’appoggio Ue all’Ucraina riguarda i governanti mentre non tutti i cittadini europei sarebbero d’accordo. I referendum che l’Unione europea ha abolito potrebbero dire come stanno le cose

E’ evidente che il popolo ucraino non sente la guerra contro la Russia come le sente il presidente, Volodymyr Zelen’skyj, e come la sentono i governanti di 25 dei 27 Paesi dell’Unione europea che appoggiano l’Ucraina. Nell’Ue, infatti, bisogna considerare che i governanti di Ungheria e Slosvacchia, rispettivamente, Viktor Orban e Robert Fico, sono contrari all’appoggio dell’Unione europea all’Ucraina. Se l’Unione europea non avesse ‘taroccato’ le elezioni politiche in Romania, anche questo Paese sarebbe contrario all’appoggio Ue all’Ucraina. Per non parlare di alcuni Paesi Ue i cui governanti ormai ex ‘populisti’ si sono ‘consegnati’ alla Commissione europea di Ursula von der Leyen o perché ricattati politicamente, o per tornaconto personale. Da considerare anche il fatto che non tutti i cittadini dei 25 Paesi dell’Unione europea sono d’accordo con i propri governanti. Se consideriamo i recenti risultati elettorali di alcuni Paesi Ue, non è da escludere che il numero dei cittadini europei che sono contrari all’appoggio dell’Unione all’Ucraina sia in aumento.

Ormai tra i Paesi Ue quando si tratta di ‘cacciare’ i soldi per le armi da dare all’Ucraina si registra un fuggi-fuggi: anche di questo si dovrà tenere conto nell’incontro in Alaska

Stando sempre a quanto leggiamo su un canale Telegram, solo sette Paesi Ue in queste ultime settimane hanno finanziato l’acquisto di armi americane da consegnare all’Ucraina. Al primo posto, come ammontare della cifra, ci sono i Paesi Bassi con 545 milioni di euro. Al secondo posto la Germania con 500 milioni di euro. Al terzo posto la Svezia con 275 milioni di euro. Al quarto posto la Norvegia con 118,1 milioni di euro. Al quinto posto la Danimarca con 87 milioni di euro. A sesto la Lituania con 32,7 milioni di euro. Al settimo posto la Lettonia con 2,18 milioni. In totale sono 1,56 miliardi miliardi di euro. Gli altri 18 Paesi Ue continuano di dire di essere solidali con l’Ucraina ma non hanno tirato fuori soldi, magari perché, come l’Italia, sono ‘al verde’.

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