Un ultimo saluto a Giancarlo Felice, in ricordo di un’amicizia che ci legava da oltre quarant’anni

Una notizia che mi addolora

Leggo sulla rete che è venuto a mancare Giancarlo Felice. Un amico prima che un collega giornalista. Abbiamo lavorato insieme per quattro anni, dal 2006 al 2010, nell’ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana. In realtà, io e Giancarlo ci siamo conosciuti, mettiamola così, ‘qualche anno prima’. Precisamente nei primi anni ’80 del secolo passato. Io ero un ventenne che si avvicinava al mondo del giornalismo, lui era già inserito e lavorava. Se non ricordo male, presso una redazione televisiva. E’ stato l’indimenticabile Tonino Zito, per me amico importantissimo, a presentarci. In quegli anni, con Giancarlo, non ci incontravamo spesso. Ma quando ci vedevamo, soprattutto se era presente anche Tonino, era uno spasso con il trionfo dell’ironia. Tonino non perdeva mai occasione per le battute, Giancarlo non era di meno.

Una persona di rara educazione e di rara gentilezza

Di Giancarlo ricordo la sua gentilezza, la sua disponibilità, la sua educazione. Era una persona di altri tempi, Giancarlo. Mai sopra il rigo, mai una parola fuori posto. Un gran signore. Negli anni in cui abbiamo lavorato insieme nelle stanze di Palazzo d’Orleans ogni tanto rievocavamo i tempi del ‘Grattacielo’. A Palermo, negli anni ’80, per ‘Grattacielo’ s’intendeva il palazzo di fronte la Camera di Commercio nel quale c’erano quattro o cinque redazioni, la segretaria regionale della Democrazia Cristiana e anche lo studio di Tonino. Era un via vai di politici e giornalisti. Anni belli che ricordo con un po’ di nostalgia. Oggi, nell’apprendere la notizia della sua scomparsa, il magone non mi dà tregua. Un abbraccio a tutti i suoi familiari.

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