di Nota Diplomatica

L’Italia aveva anticipato gli eventi con la resa incondizionata firmata in Sicilia, a Cassibile, contrabbandata come ‘armistizio di Cassibile’
Quest’anno, il 2025, segna l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, chiusa – in Europa almeno – con la resa incondizionata della Germania nazista firmata a Berlino la sera dell’8 maggio 1945 dal feldmaresciallo tedesco Wilhelm Keitel (foto sopra). L’Italia aveva già abbandonato i tedeschi due anni prima, nel 1943, concludendo l’Armistizio di Cassibile che prevedeva la cessazione delle ostilità con gli Alleati. La capitolazione giapponese avvenne invece nel settembre del 1945 – dopo i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
I dati sulle distruzioni degli edifici più solidi del reale numero di persome morte
È difficile oggi rendersi conto della scala del conflitto. Si stima che costò direttamente la vita a un numero compreso tra i 40 e i 50 milioni di persone. Colpisce come i dati relativi alla distruzione delle proprietà edilizie sembrino più solidi di quelli riguardanti le perdite umane; forse perché gli edifici non scappano… In Europa quasi un terzo di tutte le case nel Regno Unito e in Polonia furono seriamente danneggiate o distrutte, come circa il 20% di quelle della Francia, del Belgio, dell’Olanda e della Jugoslavia. Nelle città tedesche si calcola che la distruzione raggiunse il 40% delle residenze. Nell’Unione Sovietica occidentale andò anche peggio, per non parlare del Giappone, dove gli aerei americani martellavano i centri urbani con bombe incendiarie; tornando poi con le atomiche… In Cina i giapponesi fecero schiave circa 200mila donne, poi costrette nei bordelli militari per fornire ‘conforto’ ai propri soldati. Il ricordo di queste atrocità – e molte altre – sta sbiadendo. Vista in un cinema o alla televisione, la guerra sembra una faccenda pericolosa, questo sì, ma lontana e relativamente semplice e sterile. Invece, non dobbiamo dimenticare: non solo per ‘onorare i nostri caduti’, ma soprattutto per non tornarci mai più.







