Veramente Merz pensa che siamo tutti così scemi da credere che la Russia spedisca un drone carico di bombe nell’aeroporto di Lipsia? Forse c’entrano le elezioni in Sassonia dove AfD è in vantaggio?

di Giulio Ambrosetti

La seconda domanda è fondamentale, perché Domenica prossima si vota in questo Stato federale della Germania. Dove i sovranisti potrebbero fare il pieno di consensi!

Non c’è bisogno di essere raffinatissimi analisti militari per capire che il drone carico di bombe rinvenuto nell’aeroporto a Lipsia, in Germania, non ha nulla a che vedere con la Russia. Ha l’aria, insomma, di una grande sceneggiata a sfondo elettorale. Se il drone fosse esploso provocando una strage, beh, l’ipotesi russa avrebbe potuto essere presa in considerazione. Ma siccome non è esplosa una beata mazza, questa storia potrebbe essere stata messa in piedi dal Governo tedesco del Cancelliere Friedrich Merz (foto Wikipedia), un esecutivo che sta letteralmente affondando. L’economia tedesca è alla frutta. Il Paese è pieno di migranti che sono arrivati e arrivano da dove capita: dall’Ucraina e, in parte, anche dalla Turchia e dalla Bielorussia. Pur avendo drenato una barca di soldi ai Paesi dell’Europa mediterranea finiti nella ‘trappola’ dell’imbroglio-euro, i teutonici, per la prima volta dopo decenni e decenni di benessere, sono in grandissima difficoltà. Non sono ancora alla canna del gas ma ormai è questione di tempo. Oltre all’economia che cade a pezzi, a cominciare dall’industria automobilistica, Merz e la sua scalcagnata maggioranza debbono fare i conti con l’avanzata dei sovranisti di Alternative für Deutschland (AfD). Con molta probabilità, la pagliacciata del drone nell’aeroporto a Lipsia è stata messa in piedi per cercare di alzare lo scontro per guadagnare qualche volto alle elezioni previste il prossimo 6 Settembre in in Sassonia-Anhalt. Vediamo di illustrare quello che sta succedendo e che succederà.

Lo sanno pure le pietre che se tra quattro giorni AfD si prenderà la sassonia alle prossime elezioni politiche si prenderà tutta la Germania

Il drone carico di bombe nell’aeroporto di Lipsia sembra essere ciò che a Sciacca viene definita “una grande minchiata”. La vera ‘bomba’ Merz, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e i vari esponenti di CDU, SPD e Verdi ce l’hanno ‘sotto il culo’ in Sassonia, dove AfD ‘viaggia’ intorno al 42% dei voti: e si tratta di una stima ottimistica per Federico, per Ursula e per i cantori delle idiozie greendilliane. Insomma, i sovranisti di AfD si potrebbero prendere la Sassonia. Per poi prendersi tutta la Germania alle elezioni politiche. La verità è che in Germania – e quindi anche in Sassonia – i cittadini sono stanchi della cretinaggine della CO2 responsabile del riscaldamento climatico. Per dirla in breve, le balordaggini del Gree Deal, che in Germania hanno sempre avuto grande successo, hanno finito per rompere i cabbasisi anche ai cittadini tedeschi, bravissimi nella musica, nella filosofia e nella letteratura ma forse un po’ meno ferrati in materia di scienze. Tra l’altro, i cittadini tedeschi, come i cittadini di altri Paesi europei, non ne possono più dei migranti, delle violenze nelle città piccole e grandi e della stessa Unione europea. Quando le cose andavano bene e l’euro consentiva ai tedeschi di esportare senza limiti le proprie produzioni nei 20 Paesi Ue che hanno aderito alla truffa dell’euro (il 21esimo Paese è, appunto, la Germania) tutto filava liscio. Ma oggi che mezza Unione europea è alla fame e l’altra mezza a ‘dieta’ l’euro è solo un grande ostacolo per l’economia tedesca.

La mossa di Merz rischia di essere un autogol, perché gli elettori ora avranno un motivo in più non per fare vincere AfD ma per fare perdere il Cancelliere meno amato della storia della Germania post Seconda Guerra Mondiale

Merz, la von der Leyen e via continuando queste cose le conoscono benissimo. E siccome sanno sempre benissimo che le elezioni in Sassonia potrebbero essere vinte da AfD, stanno giocando la carta disperata del “drone russo carico di armi” per drammatizzare lo scenario politico interno, nella speranza che i cittadini della Sassonia ‘abbocchino’ e votino per i partiti politici falliti: popolari, socialdemocratici, Verdi. Per rendere credibile questa sceneggiata mediatica non hanno esitato a chiudere il Russkiy Dom (Casa russa) a Berlino e il consolato generale russo a Bonn. Con i governanti degli altri falliti Paesi Ue che reggono il gioco. Ridicoli! Del resto, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, li ha già ‘pittati’: “Accusano la Russia per ragioni di politica interna”. Federico, Ursula e via continuanto otterranno qualcosa? Sì: se prima di questa stupidaggine mediatica avevano qualche speranza di contenere l’avanzata di AfD, adesso i cittadini della Sassonia saranno ancora più incazzati e potrebbero regalare la vittoria ai sovranisti!

Intanto Maria Zakharova non le manda a dire. con un preciso richiamo al 1° Settembre 1939…

Intanto la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha colto la palla al balzo. In un post di un canale Telegram leggiamo la sua replica: “Sia il Russkiy Dom che il nostro consolato generale a Bonn da tempo non davano pace alla leadership. Ora hanno trovato un pretesto. Bene, riceveranno una risposta adeguata. Con un pretesto assolutamente infondato e forzato, Berlino ha nuovamente scelto di esacerbare le relazioni bilaterali. Come al solito, non sono state presentate prove convincenti e serie. Semplicemente non esistono e non possono esistere”. Nel suo canale Telegram, Zakharova pone una domanda in verità un po’ inquietante: “Rilasciando dichiarazioni anti-russe proprio il 1° Settembre Berlino ha pensato di dimostrare ancora una volta stupidità e ignoranza, oppure sta letteralmente dichiarando un ritorno alle origini, mostrando ritualmente le proprie intenzioni?”. Il riferimento è al 1° Settembre 1939, quando, scrive sempre la portavoce del Ministero degli Esteri russo, “la Germania scatenò la Seconda guerra mondiale, uccidendo 70 milioni di persone insieme ai Paesi dell’asse nazista, di cui 27 milioni erano i nostri”.

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