Omicidio Charlie Kirk: non è un po’ strano che un ragazzo di venti anni spari da una distanza di 121 metri colpendo il bersaglio? Cosa ci potrebbe essere dietro questo assassinio?

di Giulio Ambrosetti

Il ventenne che ha ucciso l’influencer del movimento MAGA (foto sopra tratta da Wikipedia) è un fenomeno, se è vero che ha colpito al collo un uomo a oltre 100 metri di distanza con un fucile bolt-action Mauser calibro .30-06. Un cecchino ‘bravo’ quasi quanto Lee Harvey Oswald, accusato di aver ucciso il presidente John Fitzgerald Kennedy (per chi ci crede)

L’assassinio di Charlie Kirk, influencer del movimernto Maga (acronimo che sta per Make America Great Again, in lingua italiana Rendiamo l’America di nuovo grande) e la quasi immediata cattura del suo ‘assassino’, Tyler Robinson, sembra qualcosa di già visto. Insomma, una ricostruzione, come dire?, un po’ troppo ‘telefonata’. Quindi un ragazzo di 22 anni spara da una distanza di 121 metri con un fucile bolt-action Mauser calibro .30-06 ad alta potenza e colpisce al collo un uomo che sta parlando al pubblico. Un fenomeno. Almeno Lee Harvey Oswald, l’uomo accusato di aver sparato al presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, il 22 Novembre del 1963, era un militare. Questo ragazzo di 22 anni è un semplice appassionato di caccia con la mira di un cecchino di grande esperienza. E’ credibile tale ricostruzione? Oswald venne ucciso 21 giorni dopo l’assassinio di John Kennedy. Siamo certi che il copione non si ripeterà per Tyler Robinson.

La similitudine con il tentato omicidio di Trump

La storia di questo assassinio è veramente strana. Chi ha un po’ di dimestichezza con i romanzi gialli sa che, negli omicidi – soprattutto se si tratta di personaggi noti, come nel caso di Charlie Kirk – una grande quantità di prove dà spesso luogo a certezze ingannevoli. In questo omicidio tutto torna, non c’è un solo elemento fuori posto. Tutte le prove convergono contro Tyler Robinson. E questo è strano. Ma nei fatti di sangue, si sa, i dubbi gettati fuori dalla porta, ogni tanto rientrano dalla finestra. Ricodiamo che prima della sua elezione anche il presidente Donald Trump ha rischiato di essere ucciso. E non si può certo parlare di una sceneggiata. Anche in quel caso tutto è avvenuto alla luce del sole: Trump stava parlando ad un comizio e, solo per miracolo, precisamente perché si è spostato un attimo prima, la pallottola ha colpito l’orecchio ferendolo. Nel caso di Charlie Kirk non c’è stato nulla da fare, perché la pallottola l’ha preso in pieno nel collo. Chi ha sparato a Trump ha cercato di colpirlo alla fronte e per un soffio ha mancato il bersaglio. Chi ha sparato a Kirk ha colpito in pieno il bersaglio.

Saremo anche ‘complottisti’ ma non possiamo non segnalare la novità delle ultime settimane trattata dall’amministrazione Trump: la sanità. Ovvero una potente sanità privata che invece di curare i malati vuole a tutti i costi ‘curare’ le persone sane…

Un altro elemento che solleva qualche dubbio è l’atteggiamento del presidente Trump e dei suoi più stretti collaboratori. Possibile che anche loro diano per buona questa versione? Veramente l’omicidio di un personaggio così importante del mondo che ruota attorno all’attuale presidente deli Stati Uniti d”America non solleva perplessità? Il dubbio è che l’accettazione di questa versione celi una realtà molto più sinistra di quella che potere e informazione, in quest’occasione insieme, stanno ammannendo all’opinione pubblica mondiale. Il dubbio è che questo terribile omicidio, presentato come il frutto della mente perversa di un ragazzo (vedere le parole trovate incise nei bossoli non sparati (qui un articolo), possa essere un messaggio inviato a Trump e alla sua amministrazione. Il presidente di argomenti ne affronta tanti. Ma rispetto alle settimane scorse c’è un argomento che l’amministrazione Trump sta cominciando a sfiorare tra una guerra e l’altra: la sanità. In particolare il grande inghippo del Covid e dei ‘vaccini’ che hanno preceduto e accompagnato tra poche luci e molte ombre la controversa stagione della pandemia. In ballo ci sono miliardi di dollari a palate. Con una sanità nelle mani delle potentissime multinazionali farmaceutiche che, già da alcuni anni, fanno affarri a palate non curando i malati ma ‘curando’ le persone sane. E qui torna il nome di Kennedy, per la precisione Robert Kennedy junior, il nipote del citato John Kennedy assassinato. Kennedy junior, Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America (lequivalente del Ministro della Salute-Sanità in Europa) nella seconda amministrazione Trump, si sta occupando proprio del ‘dossier vaccini’. Ha già scoperchiato e smantellato un sistema di conflitti di interessi spaventosi. Subito etichettato dalla solita ‘macchina del fango’ come no vax. Siamo come al solito ‘complottisti’? Vedremo.

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