Il bombardamento alla sede dei servizi segreti in Russia, a Kherson, è un avvertimento dell’America di Trump a Cina e Russia che insistono a tutelare l’Iran?

di Giulio Ambrosetti

L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: le guerre nel Golfo Persico e in Ucraina sono simmetriche: i russi (e i cinesi) possono vincere in Ucraina solo se gli americani vincono in Iran. E viceversa

L’abbiamo scritto lo scorso 5 Aprile e lo ribadiamo oggi: “Le guerre in Ucraina e nel Golfo Persico sono simmetriche: i russi possono vincere solo se gli americani vincono in Iran. E viceversa“. L’attacco non dell’Ucraina ma dei militari pagati dai Paesi occidentali, Unione europea in testa, alla sede dei servizi segreti in Russia, a Kherson, non è un fatto casuale. Potrebbe anche essere un avvertimento che l’America di Donald Trump ha lanciato alla Cina di Xi Jinping e alla Russia di Vladimir Putin. La ‘traduzione’ del messaggio potrebbe essere: se volete vincere la guerra in Ucraina dovete sistemare la questione Iran. Vista dalla parte degli USA non si tratta soltanto di eliminare l’uranio arricchito degli iraniani: questo è un fatto già acquisito, non è nemmeno in discussione. L’America di Trump chiede a Cina e Russia un cambio di regime in Iran, altrimenti si rischia di mandare tutto a carte quarantotto. Quando il presidente americano dice che “la guerra in Iran finirà presto”, ebbene, si rivolge proprio a cinesi e russi e li invita a chiudere la questione iraniana.

E’ evidente che le viste di Trump e Putin nella Cina di Xi Jinping non hanno ancora risolto i problemi geopolitici

Contrariemente a quanto scrivono e dicono i denigratori di Trump, l’assedio sempre più stringente a Cuba non è un’azione di distrazione ma la terza gamba del progetto americano: Venezuela, Iran e, per l’appunto, Cuba. In cambio Cina e Russia ‘sistemano’ la questione Ucraina e i cinesi mettono la parola fine alla sceneggiata ‘indipendentista’ di Taiwan, isola che, piaccia o no, fa parte della Cina come, di fatto, ha riconosciuto lo stesso Trump. Ribadiamo: l’attacco alla sede dei servizi segreti russi a Kherson potrebbe essere un segnale di Trump a Xi e a Putin che in Iran continuano a tergiversare. In ballo non c’è la presenza geopolitica della Cina in Medio Oriente, che l’America di Trump garantirebbe. L’obiettivo che gli americani inseguono dal lontano 1979 è il cambio di regime in Iran. Se gli USA non raggiungeranno tale obiettivo, Russia e Cina non rimarranno soltanto impantanati nel Donbas, ma gli ucraini, o chi per loro, potrebbero cominciare a bombardare ‘in profondità’ la Russia. Certo, cinesi e russi potrebbero rispondere picche e, magari, si materializzerebbero atti di terrorismo in America. Per non parlare degli ormai soliti, mostruosi uragani ‘naturali’ che comincerebbero a colpire Cina, Russia e Stati Uniti d’America. Ovviamente, il prezzo del petrolio schizzerebbe a 200 dollari al barile eccetera eccetera eccetera. Insomma il ‘Bordello’ mondiale sarebbe assicurato. Siamo sicuri che i protagonisti di queste guerre vogliano tutto ciò?

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