Elezioni in Israele: 1) non ci sono risultati definitivi; 2) fino ad ora Netanyahu non è stato sconfitto; 3) la ‘sorpresa’ dei partiti arabi che il completamento dello spoglio potrebbe ridimensionare

di Giulio Ambrosetti

I dati definitivi si conosceranno il 4 Noembre

Elezioni in Israele: tre le notizie. Prima notizia: lo spoglio delle schede non è concluso, ciò significa che non ci sono risultati definitivi. Seconda notizia: il Likud, il partito del premier Benjamin ‘Bibi’ Netanyahu, nonostante la martellante campagna di odio orchestrata soprattutto dal mondo globalista e dalla parte del mondo arabo che vuole la distruzione di Israele (da notare il binomio globalisti e arabi che vogliono la distruzione di Israele) non solo non ha perso le elezioni ma è sempre il primo partito politico a spoglio delle schede ancora in atto. Terza notizia: la crescita dei partiti arabi che operano in Israele.

All’appello manca il voto di 60 mila elettori circa, per la stragrande maggioranza militari

Fare previsioni sul futuro Governo è prematuro. In questo momento è stato scrutinato l’86% del totale delle schede. All’appello mancano ancora le cosiddette “buste doppie” , ovvero quelle che arrivano dagli elettori non in sede: militari impegnati nella guerra (che, lo ricordiamo, è ancora in corso), i cittadini ricoverati negli ospedali, i diplomatici che vivono all’estero e i detenuti. Complessivamente, si dovrebbe trattare di cira 600 mila elettori. Di questi, la stragrande maggioranza è rappresentata dai militari.

Qualche precisazione sui partiti arabi di Israele

In questo momento la ripartizione dei 120 seggi del Parlamento monocamerale israeliano (Knesset) vede in testa il Likud di Netanyahu con 53 seggi, mentre il blocco dell’opposizione dell’ex generale Gadi Eisenkot può contare su 48 seggi; rimangono 19 seggi per ora assegnati ai partiti arabi. Ribadiamo che si tratta di una ripartizione provvisoria dei seggi. Per la cronaca, tornaando ai partiti arabi che operano in Israele, almeno fino ad oggi sono a stragrande maggioranza sunnita e non sciita. Precisazione importante, perché i sunniti non vogliono più la guerra contro Israele, a differenza degli sciiti iraniani che invece sono contro lo Stato di Israele. Fino ad oggi è sempre stato così: se in occasione di queste elezioni siano intervenute novità non lo sappiamo. Chi in questo momento ipotizza “governi di unità nazionale” dovrebbe avere la pazienza di aspettare il 4 Novembre, quando verranno resi noti i risultati definitivi delle elezioni politiche israeliane.

Il completamento dello spoglio delle schede potrebbe riservare sorprese

Fino ad ora le nostre previsioni sulle elezioni in Israele sono corrette. Non c’è stata la sconfitta di Netanyahu che potrebbe essere rconfermsto alla guida del Governo (qui il nostro articolo). Le nostre previsioni sono esatte anche per le elezioni in Brasile, dove il voto è stato ‘sistemato’ con l’intervento della solita Magistratura brasiliana che ha fatto vincere Lula (ne parleremo in un prossimo articolo). Tornando al voto in Israele, ribadiamo che bisogna aspettare il completamento delle scrutinio delle schede. E’ chiaro che può succedere di tutto. Anche se facciamo un po’ di fatica a pensare che i militari israeliani, impegnati in una guerra contro gli arabi sciiti dell’Iran, voteranno per i partiti arabi. A New York, dove gli elettori sono particolarmente intelligenti, questo potrebbe succedere… In Israele nutriamo qualche dubbio. Insomma, con il completamento dello scrutinio la ripartizione dei seggi potrebbe cambiare. Potrebbe risultare vincitore il partito dell’attuale opposizione di Eisenkot; ma non è da escludere che possa vincere Netanyahu, che potrebbe conquistare la maggioranza dei seggi. Se ciò avverrà diranno che le elezioni sono state ‘truccate’… Come in Brasile, ribatterebbe qualcuno…

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