
Fino ad oggi il presidente americano Trump ha detto che non attaccherà l’Iran prima delle elezioni di metà mandato. Ma il personaggio è imprevedibile. E i segnali che arrivano…
C’è una notizia che merita di essere riportata e commentata. Non arriva dall’America di Donald Trump, anche se riguarda proprio questo Paese. “Questa settimana – leggiamo in un post di un canale Telegram vicino alla Russia – il Dipartimento di Stato ha ordinato al personale non essenziale e a tutti i membri delle famiglie di lasciare l’Arabia Saudita, a seguito dell’aumento degli attacchi degli Houthi contro il regno”. Lo stesso Dipartimento di Stato americano, contemporaneamente, “ha ridotto in modo discreto il personale nelle ambasciate di Giordania, Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Libano, senza annunci pubblici“.
Troppe le stranezze di queste ore
E’ singolare che questa notizia si sia materializzata poche ore prima del voto in Israele. I media globalisti sono quasi impazziti. Dopo le elezioni-imbroglio andate in scena in Brasile, dove i soliti ‘pupari’ globalisti e la magistratura brasiliana hanno rimesso in sella Lula (ma questa volta senza assicurargli la maggioranza nel Parlamento di questo Paese: e questo dovrebbe fare riflettere), c’è chi spera che le elezioni israeliane regalino non si capisce bene che cosa. Tutti le danno in testa al premier uscente Benjamin ‘Bibi’ Netanyahu, perché è “cattivo”, perché è protagonista di un “genocidio” e perché, magari, è il responsabile della strage del 7 Ottobre 2023. Al netto di queste cretinaggini, invito i lettori a riflettere su quanto sta avvenendo in Medio Oriente in queste ore, se è vero che stanno accadendo troppe cose strane.
I due possibili scenari
In genere, quando gli Stati Uniti d’America invitano i propri cittadini che vivono in un determinato Paese del mondo a rientrare, ebbene, il segnale è preciso e ‘disegna’ due possibili scenari: 1) una stategia per seminare terrore, facendo balenare l’ipotesi di un attacco militare senza indicazioni precise; 2) l’avvertimento che sta per scatenarsi il finimondo. Sapete perché il secondo scenario non è da escludere, magari subito dopo i risultati elettorali in Israele? Perché proprio in queste ore i cosiddetti servizi di intelligence occidentali-globalisti hanno messo in giro la voce che l’Iran avrebbe conservato circa il 75% del proprio arsenale di missili balistici nonostante gli attacchi che ha ricevuto. Se ci riflettiamo, questa mossa, presentata come una manifestazione di forza, potrebbe anche essere letta come una disperata manifestazione di debolezza.
Il ‘carrozzone’ ONU e l’ironia su Trump
Un’altra dichiarazione strana arriva dal Governo dell’Oman, stando al quale l’Iran non sarebbe la principale moinaccia per la Regione. Sicuramente non lo è per lo stesso Oman, ma forse in Israele non sarebbero tutti d’accordo. O no? Sempre in queste ore dal ‘carrozzone’ ONU sono tornate ad arrivare le solite accuse a Netanyahu del solito “genocidio”. C’è anche chi fa ironia sul presidente Trump che, pur avendo schierato sette portaerei, mille caccia di quarta e quinta generazione e cinquantamila militari non sarebbe in grado di piegare l’Iran. Sarà così e l’ironia potrebbe rivelarsi mal riposta? Quello che invece si sussurra è che Israele avrebbe potenziato le proprie difese aeree con i laser per intercettare eventuali missili in arrivo dall’Iran.







