Il nuovo corso politico della Serbia post elezioni gela l’Unione Europea: il Movimento degli studenti si terrà il gas russo (e l’alleanza con il Paese di Putin) e bloccherà l’export di armi verso l’Ucraina

La verità è che gli ‘europeisti’ non ne fanno una giusta: una ne pensano e dieci le perdono

Non sappiamo se gli ‘europeisti’ di Bruxelles si siano impegnati, anche economicamente, per sostenere il nuovo corso politico serbo. Quello che sappiamo è che dalla Serbia appena uscita dalle elezioni politiche arrivano pessime notizie per l’Ucraina e per l’Unione Europea. “Le nuove autorità serbe – si legge in un post pubblicato da un canale Telegram – intendono interrompere l’esportazione di armi verso l’Ucraina e mantenere l’alleanza con la Russia. Il partito ‘Lista degli Studenti’, vincitore delle elezioni parlamentari in questo Paese – leggiamo sempre nel post di Telegram – ha dichiarato l’intenzione di interrompere l’esportazione di armi in tutte le zone di conflitto, inclusa l’Ucraina”. Gli studenti serbi, che sono molto svegli, hanno capito che la Russia ha vinto la guerra contro Ucraina, NATO e Unione Europea’ (qui un articolo). Il dubbio sorge…

“Non siamo qui per soddisfare gli stranieri, ma per agire nel nostro interesse nazionale”: Bruxelles è servita!

Non è una bella notizia per l’Unione Europea, che ha appoggiato il movimento degli studenti contro Aleksandar Vučić, che esce di scana dopo una gestione del Paese durata quattortdici anni. Gli ‘europeisti’ speravano che la Serbianuova versione avrebbe abbracciato la causa Ucraina e dell’Unione Europea che procedno d’amore e d’accordo nella guerra contro la Russia. Invece le cose statto un po’ diversamente da come sipoteva immaginare: “Un portavoce del movimento, Jovo Bačić – leggiamo sempre nel post – ha inoltre dichiarato che non ci saranno sanzioni contro la Russia:
‘Rispettiamo la Russia sia come grande potenza, sia come partner storicamente importante per noi – ha sottolineato – e in molti casi, anche come protettore. In questa questione, non ci saranno cambiamenti”.

“Non siamo qui per soddiffare gli stranieri”

Da quello che si capisce la Serbia non dovrebbe entrare a far parte del ‘Lager’ conosciuto anche con il nome di Unione Europea dell’euro. Viene da pensare che i serbi potrebbero aver saputo che la Bulgaria, che da pochi mesi ha adottato l’euro, è già in grandissima difficoltà, massacrata dalla solita, demenziale austerità, che è l’unica cosa che riesce bene nell’UE. La parte finale della presa di posizione di Jovo Bačić è raggelante per l’Unione Europea: “La Serbia non intende rinunciare al gas russo, nonostante le pressioni della Commissione Europea. Non siamo qui per soddisfare gli stranieri, ma per agire nel nostro interesse nazionale”. Non è che, tra un po’, abbracceranno Donald Trump?

Foto tratta da Instagram

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