A quanto pare globalismo, pedofilia e satanismo vanno di comune accordo. Gli scenari in Europa tra le notizie del caso Epstein e le crisi economiche di Francia e Germania

In questo momento i Paesi europei governati da globalisti a rischio, anche se per motivi diversi, sono Regno Unito, Francia e Germania

Il globalismo rischia perdere un altro ‘pezzo’ del proprio sistema di potere? Bloomberg, la multinazionale dell’informazione con sede a New York e filiali in tutto il mondo, qualche giorno fa ha scritto che il Primo Ministro britannico, Keir Starmer, potrebbe dimettersi nei prossimi giorni. Motivo: il ‘caso’ Jeffrey Epstein. Il condizionale è d’obbligo, perché i grandi poteri bancari e finanziari legati al mondo della globalizzazione stanno cercando in tutti i modi di non perdere il controllo del Regno Unito. L’eventuale caduta di Starmer sarebbe un colpo durissimo per l’Ucraina di Volodymyr Zelensky e per l’Unione europea di Ursula von de Leyen. Ma la situazione si aggrava di giorno in giorno e sembra che alcuni esponenti di rilievo del mondo laburista ritengano un errore continuare a mantenere Starmer a capo del Governo. Questo perché la calma di questi giorni sul ‘caso’ Epstein potrebbe essere la quiete prima della tempesta. La verità sul finanziare pedofilo e a qaunto pare anche satanista non è noto soltanto negli Stati Uniti d’America ma anche dai Governi di altri Paesi, a cominciare dalla Russia (qui un articolo). Insomma, sono in tanti a conoscere le cose che contano del caso Epstein. E questo per i ‘pezzi da novanta’ europei coinvolti in questo giro di depravati non è una cosa buona. Peraltro qualche testa nel Regno Unito è già caduta. Intanto circolano i nomi dei possibili successori di Starmer: sono il Ministro della Salute, Wes Streeting, e l’ex vice Primo Ministro, Angela Rayner.

Starmer rischia con il caso Epstein. Mentre la Francia Macron e la Germania di Merz sono alle prese con crisi economiche gravi

Per la cronaca, Starmer è già stato travolto dalle dimissioni dell’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, che è stato coinvolto nella vicenda Epstein. Il capo di gabinetto di Starmer, Morgan Maxwell, si è già dimesso, assumendosi la responsabilità per la nomina di Mandelson ambasciatore negli Stati Uniti d’America. La mossa di Maxwell dovrebbe allentare la pressione su Starmer: e per ora è stato così. Questa, almeno, è la speranza dei globalisti, che si ritrovano con i governanti di tre Paesi europei in crisi. Oltre a Starmer sono in grande difficoltà il presidente francese, Emmanuel Macron, e il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Francia a Germania sono alle prese con crisi economiche gravi.

Una crisi nel mondo politico anglosassone potrebbe spianare la strada alla candidatura di Niger Farage

Quanto sta avvenendo è la dimostrazione che la vicenda Epstein, nonostante i tentativi di coinvolgere l’attuale presdente USA, Donald Trump, tocca, in realtà, gli esponenti progressisti e globalisti di mezzo mondo. E c’è infatti chi sostiene che globalismo, pedofilia e satanismo procedano di comune accordo. Insomma, più tentano di coinvolgere Trump, più i fatti che vengono fuori incasinano i suoi avversari globalisti. Questi ultimi possono contare sul ‘lecchinaggio’ dell’informazione occidentale che, in stragrande maggioranza, appoggia i globalisti non certo per questioni filantropiche. Ce la faranno a resistere Merz, Macron e Starmer? Il Cancelliere tedesco è avvantaggiato dal fatto che in Germania è scomparsa l’opposizione del partito Alternative für Deutschland (AfD tradotto Alternativa per la Germania) di Alice Weidel. Tant’è vero ch la Germania, insieme agli altri 26 Paesi Ue, si sta indebitando per foraggiare l’Ucraina senza passare dal Parlamento, come ha stabilito la Corte Costituzionale tedesca. Macron presiede un Paese che sta affondando e, peraltro, è in polemica con Merz che gli rinfaccia l’alto indebitamento della Francia. Starmer aspetta gli eventi del ‘caso’ Epstein che, con molta probabilità, travolgeranno personalità molto in vista dell’Inghilterra: è probabile che la bufera che ha colpito l’ex principe britannico, Andrew Mountbatten-Windsor, sia solo l’inizio. C’è addirittura chi sostiene che il vero obiettivo del caos che si potrebbe scanetare nel Regno Unito sono le elezioni anticipate per preparare la strada alla candidatura di Niger Farage, il protagonista della Brexit oggi in grande crescita.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *