di Giulio Ambrosetti

Il suicidio di questo oscuro personaggio non è mai stato molto covincente: anzi
Provo, in un momento di relativa calma, a raccontare, da normale giornalista, quanto so del ‘caso’ Jeffrey Epstein. Lo faccio partendo da una domanda di un’amica che mi conosce da anni. “Ricordo un tuo articolo dell’Agosto 2019 – mi scrive in privato – in cui manifestavi dubbi sulla tesi ufficiale della morte di Epstein, catalogata come suicidio. Ricordo che davi credito a chi diceva e scriveva che il noto finanziere era stato ucciso. Ti scrivo perché in queste ore ho letto che la tesi dell’omicidio di Epstein sta prendendo piede (qui un articolo e qui un altro articolo). Perché non scrivi un articolo su quello che sta succedendo? Come mai mentre la maggior parte di mezzi d’informazione occidentali cerca in ogni modo di tirare dentro questa storia l’attuale presidente americano Donald Trump vengono fuori nomi di personaggi legati al mondo politico progressista americano ed europeo?”.
Con molta probabilità, il protagonista di questa storia diabolica era in contatto con i servizi segreti di mezzo mondo. Forse era anche un modo per tutelarsi e, magari, per fregare chi avrebbe potuto eliminarlo. Si chiamano vendette postume. Ammesso, ovviamente, che Epstein sia morto…
Intanto qualcosa ho già scritto (qui un mio articolo dello scorso 4 Febbraio). E anche se la sua tesi mi sembra un po’ forte, mi è sembrato giusto riportare anche le dichiarazioni dell’ex fidanzata dell’ormai non più principe britannico Andrew Mountbatten-Windsor, coinvolto nello scandalo Epstein. Si tratta di Lady Victoria Hervey che, in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi a LBC Radio, dice che Jeffrey Epstein è ancora vivo e che potrebbe trovarsi in Israele. Ribadisco: è una tesi assai ardita ma l’ho ripresa perché l’ex fidanzata del principe britannico non mi sembra una persona disinformata e, soprattutto, perché sono molto ‘gettonati’ sui mezzi di informazione i rapporti di Epstein con il Mossad, la nota agenzia di Intelligence israeliana. Secondo tanti commentatori, Epstein avrebbe fornito al Mossad video, file, e-mail e foto compromettenti che riguardano eminenti personaggi politici americani ed europei che venivano così ricattati. Era un uomo del Mossad? Secondo alcuni osservatori sì, secondo altri no. Di certo ha avuto contatti con il Mossad, così come li ha avuto con la CIA, con i servizi segreti britannici e anche con i servizi segreti russi e di altri Paesi. Era lui che forniva notizie agli 007 di mezzo mondo o era il contrario? Probabilmente entrambe le cose. Questo ci dice che alcuni dei grandi segreti di Epstein potrebbero non essere custoditi solo negli Stati Uniti d’America.
Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov che meriterebbero più attenzione
E’ probabile che Epstein abbia giocato su più tavoli. Non è da escludere che, per auto-tutelarsi, anche dai suoi amici americani veri o presunti, abbia fornito informazioni a Paesi stranieri. Per esempio alla Russia. In questi giorni c’è anche anche il tentativo, un po’ maldestro, di tirare in ballo il Paese di Vladimir Putin. Da qui la tesi ridicola che Epstein sarebbe stato uno spione russo. Una balla. Semmai il discorso è un po’ diverso. I russi potrebbero avere acquisito informazioni – sempre foto, file, video, e-mail – soprattutto su personaggi americani, europei e di altri Paesi del mondo della politica, della finanza e delle banche americane. Da cosa si può dedurre? Da una dichiarazione rilasciata in questi giorni dal Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov. Stiamo parlando di uno dei diplomatici più abili e più preparati del mondo. Lavrov, soprattutto quando affronta certi argomenti, è sempre preciso. Dice il diplomatico russo: “I file di Epstein hanno rivelato il puro satanismo delle élite occidentali. Questo argomento riguarda la rivelazione di ciò che viene chiamato ‘Occidente collettivo’ e l’alleanza segreta che governa tutto l’Occidente e cerca di governare il mondo intero. È qualcosa che va al di là della comprensione umana. È puro satanismo, e non c’è bisogno di spiegarlo a una persona normale”. E’ semplicemente incredibile che una dichiarazione così precisa e così pesante sia passata sotto silenzio. Se un uomo attento come Lavrov parla senza esitazione di “satanismo” è chiaro che il Governo russo conosce molto bene come stanno le cose. Il quadro che emerge è terribile. Non si tratterebbe soltanto di uomini maturi – politici di altissimo rango, finanzieri, banchieri, diplomatici – che fanno sesso con ragazze minorenni. Di mezzo ci sarebbero anche riti satanici,ovvero torture e uccisioni di uomini, donne e minori. Tutti documentati anche con foto, video e altro materiale che sarebbero anche nelle mani dei russi.
La video-intervista di Byoblu al giornalista Marcello Foa
Quello che racconto sono in parte ricostruzioni di cronaca e, in parte, interpretazioni, perché, in questo momento, solo pochi conoscono la verità sull’archivio di Epstein. La possibilità che i russi conoscano bene questa storia è una mia deduzione. Andiamo al personaggio. Epstein è sempre stato legato al mondo dei progressisti americani. La precisazione è importante. Perché in certi ambienti culturali statunitensi lontani mille miglia dal mondo conservatore la pedofilia non è mai stata criminalizzata: anzi. Farebbe parte della natura umana. Non mancano gli intellettuali che la pensano così. L’avventura di Epstein si snoda tra banche, alta finanza e politica. Sempre sotto l’egida del Partito Democratico americano. Epstein viene definito un finanziere di successo. In realtà è un grande affarista. Specializzato in affari illeciti. Che coinvolgono grandi personaggi del mondo della finanza e delle banche. La storia di Epstein è ben raccontata in un video di Byoblu che vi consiglio di seguire con attenzione. Si tratta di un’intervista a Marcello Foa, un giornalista che segue questa vicenda con grande attenzione (qui la video-intervisa di Byoblu).
I primi guai giudiziari finiti in una bolla di sapone
E’ opinione comune che i guai giudiziari di Epstein comincino nel 2005. In realtà, c’era già stata una denuncia nei suoi riguardi nel 1996. Una brutta storia finita nel nulla. Insabbiata. Già questo la dice lunga sulle protezioni di cui questo finanziere ha sempre goduto. Tra i fatti del 1996 e il 2005, l’anno della prima, vera inchiesta giudiziaria a carico di Epstein, c’è una storia, apparantemente minima. Siamo nel periodo in cui il quarantenne Trump orbitava nel Partito Democratico americano, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000. Allora l’attuale presidente USA era amico di Epstein. Si narra di una battuta di Trump che pare abbia dato molto fastidio a Epstein. “Il mio amico Jeffrey è sempre circondato da donne, tante belle donne, in alcuni casi forse un po’ troppo giovani…”, ebbe a dire Trump. Lì per lì sembrò, per l’appunto, una battuta, ma dal 2005 in poi quella battuta è stata interpretata con una luce un po’ diversa. Fatto sta che, dal 2005 in poi, i rapporti tra Epstein e Trump si interrompono bruscamente. Epstein viene accusato di aver abusato di una minorenne. La ragazzina in questione è la figlia quattordicenne di un amico di Trump. Poi si scoprirà che erano state abusate altre minorenni. Trump, si racconta, andò su tutte le furie. Come già accennato, è la prima vicenda giudiziaria a carico di Epstein. Un anno dopo, 2006, anche l’FBI aprirà un’inchiesta su Epstein. Entrambe le inchieste finiranno in una bolla di sapone.
Fine prima puntata/ Continua








