Anche le pale eoliche inquinano. Il post della pagina Facebook “Klima e Scienza”. Chi pagherà i costi dello smantimento dei rifiuti? Forse è il caso che della vicenda si occupi la Corte dei Conti

di Giulio Ambrosetti

Foto di una pala eolica danneggiata tratta da Unione Sarda

I rifiuti degli impianti eolici e solari si stanno accumulando e vengono dispersi ovunque

E’ vero, le pale eoliche producono energia. Detto questo una domanda: siamo così sicuri che non creino problemi di inquinamento ambientale? Ci sembra interessante un post della pagina Facebook, Klima e Scienza. Già il titolo è piuttosto indicativo: “LE PALE EOLICHE INQUINANO L’AMBIENTE: I rifiuti un problema endemico agli impianti eolici e solari industriali, si stanno accumulando o vengono dispersi ovunque”. Il post cita un articolo di Fernando Arno’.

L’inquinamento riguarda anche il mare, con riferimento ai parchi eolici marini

“Il problema dell’usura avanzata delle turbine, causata da forti venti, pioggia, grandine e altri fenomeni meteorologici che erodono le pale delle turbine e le fanno depositare tonnellate di piccoli residui di plastica/resina/polimeri sui terreni circostanti le strutture terrestri, risulta assai studiato ed evidente in Scozia e Svezia. L’usura avanzata/precoce è ancora peggiore per le strutture eoliche offshore, inquinando il mare e la catena alimentare. I rifiuti causati dal vento sono ancora più evidenti e dannosi quando le turbine esplodono o collassano, cosa non rara, come dimostrano numerosi video… Nel 2023, una pala di una turbina si è spezzata e disintegrata in una turbina facente parte di un gruppo di aerogeneratori sulla costa del Massachusetts, costringendo alla chiusura delle spiagge, con i rifiuti che hanno messo in pericolo la pesca commerciale e ricreativa e i bagnanti. Dopo il guasto catastrofico, tutte le pale furono ispezionate e 68 delle 72 risultarono fessurate o con difetti gravi, tali da dover richiedere la sostituzione. Sono in corso battaglie legali… circa le responsabilità e i danni da 1 miliardo di dollari da pagare”.

Un potenziale pericolo per la salute pubblica

Ancora: “Il materiale di ogni turbina eolica ha valore. Ma se riciclata, il valore è inferiore al 10 percento del costo della dismissione delle turbine terrestri e solo il 3 percento del costo della dismissione dell’eolica offshore. E poiché i materiali nelle pale hanno un valore ancora inferiore e sono legati in modo tale da renderne difficile il riciclo, turbine eoliche, pale, torri e apparecchiature accessorie come gondole contenenti ingranaggi si stanno accumulando, ingombrando vaste aree di terreno in alcune aree degli Stati Uniti trasformate in discariche a cielo aperto. Si trovano facilmente immagini che mostrano turbine eoliche rotte e arrugginite abbandonate alle Hawaii e in avanzata fase di disgregazione, abbandonate lì da anni. In Texas, in assenza di una promessa adeguata di compensazioni economiche per le aziende coinvolte nella dismissione, smaltimento e riciclo non vengono attuati perché poco economici ed hanno trovato più facile accumulare i detriti su terreni aperti, creando un un potenziale pericolo per la salute”.

Il caso del Texas con l’intervento della Magistratura

“Un tribunale del Texas – leggiamo sempre nel post – ha concesso allo Stato un’ingiunzione temporanea per impedire alle aziende di riciclaggio delle turbine eoliche di accettare spedizioni di pale eoliche e richiede loro di iniziare la bonifica di due strutture del West Texas dove le pale sono state scartate illegalmente”. Nel post si cita il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che ha annunciato che il suo ufficio ha ottenuto un’ingiunzione temporanea contro alcune società che sono state chiamate a smaltire le migliaia di pale di turbina scartate in due stabilimenti a Sweetwater, Texas. “Non permetteremo che terreni texani vengano usati come discarica illegale”, ha affermato il procuratore generale del Texas.

Alla fine chi paga lo smantimento dei rifiuti degli impianti eolici e fotovoltaici? Le aziende o i cittadini?

Lo smaltimento corretto delle pale eoliche ha un costo che fino ad oggi è stato ignorato. “Se gli impianti di generazione che costruiscono, operano o appaltano per impianti eolici industriali dovranno coprire l’intero ciclo di vita del loro costo, incluso lo smaltimento corretto – si legge nel post – il costo delle strutture aumenterà, rendendo l’eolico ancora meno competitivo di quanto già non sia, senza sussidi e pagamenti fiscali, rispetto alle fonti tradizionali di generazione di energia elettrica. Altri Stati seguiranno l’esempio del Texas? Chi lo sa? Ma almeno ci sono alcune prove che il flusso di rifiuti proveniente dal vento più verde di ogni altro sia sempre più riconosciuto, un primo passo necessario per una corretta gestione o per prevenirlo completamente fermando nuovi impianti eolici industriali”.

E’ bene che la Corte dei Conti faccia chiarezza sui costi per lo smaltimento dei rifiuti

Ci chiediamo e chiediamo: il problema dello smaltimento delle pale eoliche che non funzionano più, o delle pale eoliche che vanno sostituire dopo un certo periodo di tempo se lo stanno ponendo le Regioni italiane che hanno autorizzato la realizzazione di parchi eolici? A carico di chi sono i costi dello smaltimento? Ce lo chiediamo da siciliani, se è vero che la nostra Isola è piena di pale eoliche. Il Governo regionale siciliano, oltre ad autorizzare gli impianti eolici e fotovoltaici, si è posto il problema dello smantimento dei rifiuti prodotti da tali impianti? A carico di chi sono stati posti i costi di questo smaltimento? Ci auguriamo che la Corte dei Conti faccia chiarezza su questo punto. Un problema che riguarda anche la Sardegna dove l’eolico è stato imposto dalla politica contro il volere della popolazione locale. Ci cittadini della Sardegna hanno avuto risposte dalla politica sullo smantimento dei rifiuti legati alla produzione di energia eolica? Chi pagherà? Il discorso, ovviamente, riguarda anche le altre Regioni italiane.

Noi ci auguriamo che le previsioni di Klima e Scienza vengano smentite

Leggiamo ancora nel post un passaggio che fa riflettere: “Nota di Klima e Scienza: in Italia quando sarà il momento di smaltire le pale eoliche ed anche il fotovoltaico molte società faranno un fallimento anticipato per non sobbarcarsi le ingenti spese di smaltimento che le farebbero andare in bancarotta perché tali spese superano di gran lunga i guadagni ottenuti in 15/20 anni con la vendita della energia elettrica. Questo rischio è concreto e reale e ci porterebbe ad avere tanti bei Eco mostri sparsi sul territorio per decenni e decenni fino a quando poi piano piano verranno smaltiti dallo Stato a spese di tutti i cittadini. Ciò ci farà capire che sia la costruzione, sia la dismissione sarà a carico dello Stato che farà altro debito pubblico”. Soldi che “lo Stato recupererà dalle bollette degli italiani come già sta facendo adesso per riprendersi i costi dei finanziamenti concessi per fare i campi eolici e fotovoltaici”. Noi ci auguriamo che non finisca così e torniamo a invitare la Corte dei Conti ad affrontare questo problema oggi.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *