Autonomia differenziata: i nomi dei senatori di Sud e Sicilia che hanno votato contro gli interessi di Sud e Sicilia

Come cercheremo di illustrare in questo articolo, la responsabilità non è dei senatori ma degli elettori di Sud e Sicilia che eleggono a Roma esponenti dei partiti politici nazionali

Scrive sulla propria pagina Facebook l’europarlamentare Piernicola Pedicini, già esponente del Movimento 5 Stelle, oggi nel Movimento 24 Agosto – Equità territoriale fondato da un gruppo di meridionalisti con in testa lo scrittore e giornalista Pino Aprile: “Con 110 voti favorevoli, 64 contrari e tre astenuti al #Senato, l’#autonomiadifferenziata si avvia alla sua definitiva approvazione. Siamo a un passo dal veder decretata la vittoria di #Salvini, #Calderoli e del Partito unico del #Nord, a spese del #Mezzogiorno d’Italia destinato a veder cancellati per sempre i suoi #diritti e ogni prospettiva di #sviluppo. Una riforma che vedrà la luce grazie alla complicità di #ministri, #parlamentari e #politici eletti al #Sud e che hanno tradito il Sud nell’unità del nostro Paese. Ma noi non arretreremo e continueremo a difendere i cittadini del Sud con ogni iniziativa possibile. Pronti anche a separarci. SE NON POSSIAMO ESSERE UGUALI, ALLORA MEGLIO”. (sopra foto tratta da AgenSIR

L’elenco dei senatori

L’europarlamentare pubblica l’elenco dei senatori di Sud e Sicilia che hanno votato in favore dell’Autonomia differenziata. “Ecco l’elenco dei traditori del Sud. Senatori eletti nelle Regioni meridionali che hanno votato a favore dell’#autonomiadifferenziata.

BASILICATA

ROSA Gianni, FdI

ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta, FI

CALABRIA

MINASI Tilde, Lega

OCCHIUTO Mario, FI

ORSOMARSO Fausto Fdi

RAPANI Ernesto – Fdi

CAMPANIA

SILVESTRO Francesco, FI

CANTALAMESSA Gianluca, Lega

COSENZA Giulia, FdI

IANNONE Antonio, FdI

MATERA Domenico, FdI

PETRENGA Giovanna, UDC

RASTRELLI Sergio FDI

MOLISE

LOTITO Claudio, FI

DELLA PORTA Costanzo, FdI

PUGLIA

SALVINI Matteo, Lega

SISTO Francesco Paolo, FI

DAMIANI Dario, FI

NOCCO Vita Maria – FI

FALLUCCHI Anna Maria, Fd

ZULLO Ignazio, FdI

MARTI Roberto, Lega

MELCHIORRE Filippo, FdI

ABRUZZO

LIRIS Guido Quintino,FdI

SIGISMONDI Etelwardo, FdI

SARDEGNA

SATTA Giovanni, FdI

ZEDDA Antonella, FdI

PERA Marcello, FDI

SICILIA

BUCALO Carmela, FdI

CRAXI Stefania Gabriella Anastasia, FI

TERNULLO Daniela FI

GERMANA’ Antonino, Lega

MUSUMECI Nello, FdI

RUSSO Raoul, FdI

SALLEMI Salvatore, FdI

POGLIESE Salvo, FdI

Il provvedimento è stato approvato in ‘prima lettura’ al Senato. La parola passa adesso alla Camera dei deputati

Detto questo, proviamo a fare un po’ di chiarezza. L’Autonomia differenziata, quando entrerà in vigore, costerà molto cara a Sud e Sicilia, che nel complesso perderanno da 60 a 70 miliardi di euro all’anno. Questo perché ogni Regione si terrà, sostanzialmente, le proprie imposte; e siccome le Regioni del Nord Italia sono più ricche delle Regioni del Sud e della Sicilia, sarà una bella fregatura per queste ultime. Vanno, però, fatte alcune precisazioni. La prima è che siamo davanti alla ‘prima lettura’. Il provvedimento approvato dal Senato, dovrà essere approvato dalla Camera dei deputati. Quando? Prima o dopo le elezioni europee previste per Giugno? Dopo l’approvazione del provvedimento da parte del Parlamento si aprirà la partita del calcolo dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni. Detto in parole semplici, prima di scippare i 60-70 miliardi di euro all’anno a Sud e Sicilia ‘qualcuno’ dovrà verificare il livello dei servizi essenziali nel Mezzogiorno. Si tratta di pura ipocrisia, perché tutti sappiamo che il numero di asili nido, nel Sud e in Sicilia, è inferiore al numero di asili nido presenti nella città del Nord Italia. Lo stesso discorso vale per altri servizi quali scuole, viabilità, assistenza agli anziani e via continuando. Era così, fino a qualche anno fa, per la sanità. Ma oggi la crisi della sanità pubblica in Italia è generale per mancanza di medici e di infermieri. I medici pubblici sono pochi rispetto al fabbisogno, sia perché l’Unione europea ha sostanzialmente imposto il numero chiuso nelle facoltà di Medicina. Gli investimenti nella didattica nelle facoltà di Medicina sono stati tagliati per pagare gli interessi sul debito pubblico: cosa che è avvenuta per le Province, che sono quasi scomparse; per i Comuni, che sono quasi tutti senza soldi; per le Regioni e, in generale, per tutti i servizi pubblici.

La sceneggiata prossima ventura sui Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni. E la barzelletta della perequazione

Insomma, il calcolo dei Lep (foto sopra tratta da Gilda Venezia) dirà che il livello dei servizi essenziali nel Sud e in Sicilia è già basso e che le Regioni del Nord non potranno tenersi tutte le imposte. E allora perché la legge sull’Autonomia differenziata prevede il calcolo dei Lep se si sa in partenza che i Livelli delle prestazioni nel Sud e in Sicilia sono bassissimi? L’abbiamo già sottolineato: pure ipocrisia. Tant’è vero che nell’Autunno del 2019, quando il Governo Conte bis stava per varare l’Autonomia differenziata, l’allora Ministro delle Regioni, Francesco Boccia, esponente del PD e per giunta meridionale pugliese, aveva previsto che i Lep sarebbero stati calcolati non dal Parlamento ma da un’ipotetica commissione di saggi e bla bla bla. Così il Parlamento non si sarebbe occupato della questione Lep: occhio che non vede, cuore che non duole. Allora Movimento 5 Stelle e PD – il primo con qualche ‘mal di pancia’, il secondo con convinzione – stavano per varare l’autonomia differenziata e vennero bloccato dalla pandemia. Oggi grillini e PD sbraitano contro l’Autonomia differenziata, nella speranza che i cittadini meridionali abbiano dimenticato quello che stavano per combinare nel 2019? Un’altra stupidaggine messa in miro per la seconda volta è il Fondo di perequazione. Argomento introdotto con la legge sul Federalismo fiscale (legge 5 maggio 2009, n. 42) voluta sempre dai leghisti per fregare Sud e Sicilia. il Fondo di perequazione avrebbe dovuto ridurre il divario tra Nord e Sud, Sicilia compresa, ma le risorse finanziarie di questa legge non si sono mai materializzate. Né si materializzeranno mai, perché un Paese che mette in vendita anche le Poste è evidente senza soldi. Altro che perequazione in favore di Sud e Sicilia!  

Perché meridionali e siciliani sono i peggiori nemici di se stessi? Lo ha spiegato negli anni ’60 del secolo passato Franz Fanon

Come finirà? Semplice: l’Autonomia differenziata verrà approvata e le Regioni del Nord scipperanno a Sud e Sicilia altri 60-70 miliardi di euro all’anno. Nelle città di Sud e Sicilia aumenteranno caos e povertà. L’Autonomia differenziata verrà applicata tenendo conto di quella che tecnicamente si definisce ‘”spesa storica”. Facciamo un esempio: se le cittadine medie di 20 mila abitanti di Sicilia e Calabria sono andate avanti con due asili nido, mentre le omologhe città del Nord con lo stesso numero di abitanti hanno sempre avuto 20 asili nido, ebbene, si andrà avanti così perché ‘storicamente’ le cittadine di Sicilia e Calabria si sono adattate ad andare avanti con due asili; lo stesso discorso verrà applicato alle scuole superiori, alle università (per la cronaca, le università del Sud e della Sicilia hanno sempre ricevuto meno fondi delle università del Nord: fenomeno che si accentuerà), alla viabilità, all’assistenza sociale e, in generale, a tutti i servizi. Torniamo all’inizio di questo articolo: se è così perché i senatori eletti nel Sud e in Sicilia hanno votato un provvedimento che penalizza i propri elettori? La responsabilità non è loro. Nella cosiddetta Seconda Repubblica chi, nel Sud e in Sicilia, viene eletto nei partiti politici nazionali alla Camera e al Senato sa che, nelle cose importanti, dovrà fare gli interessi dei cittadini del Nord e dovrà penalizzare i cittadini di Sud e Sicilia proprio come è avvenuto con la legge sull’Autonomia differenziata approvata dal Senato. Dovrebbero essere i cittadini di Sud e Sicilia a non votare per i candidati dei partiti politici nazionali. Invece li continuano a votare per “alienazione culturale e mentale”, fenomeno che è stato illustrato negli anni ’60 del secolo passato da Franz Fanon, (foto sopra tratta da Società Missioni Africane) che ha studiato con la precisione di un anatomo-patologo il rapporto tra colonizzatori (nel caso italiano il Nord Italia) e coloni (meridionali e siciliani).

Con l’Autonomia differenziata in vigore il Nord Italia scipperà altri 60-70 miliardi di euro all’anno a Sud e Sicilia ma non si salverà. La guerra in Ucraina e la guerra in Medio Oriente affosseranno l’Unione europea. Già con la chiusura del Canale di Suez entreranno in crisi i porti di Trieste e Genova. le proteste degli agricoltori in tutta l’Europa spia di un malessere sociale in crescita

Concludendo: il Nord Italia, scippando altri 60-70 miliardi di euro all’anno a Sud e Sicilia si salverà? No, perché per una sorta di contrappasso la guerra in Ucraina farà collassare l’Unione europea, Germania in testa, e il Nord Italia affonderà tra mille grida. Mentre nel Sud e in Sicilia sono abituati alla povertà, perché, tra altri e bassi, vengono derubati sistematicamente dal Nord Italia; ma nel Nord Italia non sono abituati alla povertà, per questo motivo il tonfo del Nord Italia sarà rumorosissimo. Facciamo un esempio concreto. La chiusura del Mar Rosso e del Canale di Suez faranno venire meno il 50% dei traffici marittimi non ai porti dell’Italia ma ai porti del Nord Italia. A parte il porto di Gioia Tauro, in Calabra, che veniva ‘sfiorato’ dal traffico marittimo proveniente da Suez, quasi tutte le navi attraccavano a Genova e a Trieste. A noi meridionali della chiusura del Canale di Suez non ce ne può fregare di meno. Cina, Russia, Iran e la maggior parte dei Paesi del mondo arabo – e non i ribelli Houthi! – hanno chiuso Mar Rosso e Suez per ‘stringere le palle’ all’Unione europea che appoggia Israele nella guerra in Medio Oriente e combatte contro la Russia in Ucraina. Le missioni militari dell’Occidente liberare il Mar Rosso fanno solo ridere. Entro la fine di quest’anno la crisi affonderà i porti del Nord Italia, così come l’inflazione che esploderà in Europa sempre a causa della chiusura del Canale di Suez farà collassare la tenuta sociale della Ue. Le proteste degli agricoltori in tutta l’Europa sono la spia di un malessere sociale che si va diffondendo a macchia d’olio in tutti i settori economici. Il crollo si avvicina, altro che Autonomia differenziata!

Un commento

  1. […] e Sicilia, ha approvato il ‘prima lettura’ la legge sull’Autonomia differenziata (qui trovate i nomi dei senatori di Sud e Sicilia che hanno votato sì all’Autonomia differenzi…). Questa mossa è stata avallata dalla Germania per mettere in difficoltà gli americani che hanno […]

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