Chissà perché, ma dove ci sono di mezzo Unione europea, Ucraina, armi & soldi spuntano sempre ‘intrighi’: il ‘caso’ del Ministro della Difesa dell’Estonia che si è dimesso per una storia da 70 milioni di euro…

In questa storia c’è anche una società italiana in affari con giovani dell’India. Comunque tranquilli: alla fine pagheranno gli ignari cittadini dei Paesi Ue…

“Il ministro della Difesa estone, Hanno Pevkur (foto sopra tratta da Telegram), si è dimesso dopo che è emerso che il Paese ha pagato in anticipo circa 70 milioni di euro per l’acquisto di munizioni, destinate all’Ucraina, da una società italiana… che non ha precedenti nella vendita di proiettili per artiglieria. Nessun proiettile è mai arrivato alle forze ucraine”. La notizia la leggiamo in un post di un canale Telegram. Insomma, un raggiro dove c’è di mezzo anche il nostro Paese.

Scopriamo che il Fondo europeo per la pace dell’Ue serve in realtà per acquistare armi per l’Ucraina ma anche per altro…

La Commissione europea sta esaminando i fatti, “per capire se l’Estonia – leggiamo sempre nel canale Telegram – dovrà rimborsare i 70 milioni di euro, poiché i fondi provenivano dal Fondo europeo per la pace dell’UE, specificamente destinato a fornire munizioni all’Ucraina. Il portavoce della Commissione, Christian Wigand, ha confermato che Bruxelles è in contatto con le autorità estoni in merito alla questione. Al momento, non è stata presa alcuna decisione formale né è stata avanzata alcuna richiesta di rimborso. Questo, inoltre, si aggiunge ai tentativi separati dell’Estonia di recuperare i soldi attraverso i tribunali estoni e l’arbitrato internazionale”.

L’articolo di skytg24: da leggere

La vicenda è raccontata con dovizia di particolari in un articolo pubblicato da skytg24: “Un affare da 70 milioni di euro per acquistare munizioni destinate all’Ucraina, mesi di ritardi. E, alla fine, la fornitura contestata perché definita di scarsa qualità. È lo scandalo che scuote l’Estonia e che ha portato il ministro della Difesa, Hanno Pevkur, a rassegnare le dimissioni. Al centro della vicenda c’è Datasel Srl, società italiana con sede alla Spezia controllata dall’indiana Neco Defense Munition, alla quale Tallinn aveva affidato una parte della fornitura (qui per esteso l’articolo di skytg24: da leggere).

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