di Giulio Ambrosetti

… che ormai sa chi sono i Paesi europei che forniscono armi e ‘altro’ all’Ucraina. Intanto Giorgia Meloni e i suoi Ministri cercano di ingraziarsi il presidente USA. Che risponde picche. Soprattutto con il capo del Governo del nostro Paese…
La Russia di Vladimir Putin si è stancata dell’Unione europea. Di tutta l’Unione europea e non soltanto dei Paesi Ue che aiutano l’Ucraina a costruire armi, come fa la Polonia. Se verso il presidente americano, Donald Trump, gli ‘europeisti’ si sono calmati un po’, nella speranza – a nostro avviso vana – che il capo della Casa Bianca eviti di assestare nuove ‘botte in testa’ all’economia del Vecchio Continente (il nuovo attacco di Trump al capo del Governo italiano, la neo-europeista Giorgia Meloni, è la dimostrazione che gli americani vogliono la fine dell’Unione europea), l’atteggiamento verso la Russia dell’Europa e del Regno Unito rimane arrogante. Un esempio concreto. I media europei si stracciano le vesti per il bombardamento di Kiev di queste ore ad opera dei russi con una decina di morti e una cinquantina di feriti. Ma qualche giorno fa è stato quasi ignorato dai media occidentali l’attacco non degli ucraini ma degli occidentali al mercato di Tokmak, nella regione di Zaporizhzhia controllata dai russi. Un bombardamento che ha provocato la morte di cinque civili e una ventina di feriti, alcuni gravi (foto sopra e sotto tratte da un canale Telegram).

L’attacco ucraino-occidentale al mercato russo di Tokmak. Vicenda quasi gnorata dai media europei
Eppure non è stata una cosa da nulla: anzi. Ma, a quanto pare, se, causa bombe russe, muoiono civili ucraini bisogna indignarsi; se le bombe occidentali – e, ribadiamo: non bombe ucraine – ammazzano civili russi, beh, cavoli loro! Leggiamo in un post di un canale Telegram che pubblica le foto del mercato di Tokmak dopo il bombardamento: “Le immagini 18+ di un attacco mirato dei terroristi ucraini contro i civili nel mercato di Tokmak, nella regione di Zaporizhia. Cinque persone sono morte e 18 sono rimaste ferite. Le pubblichiamo senza censura, perché possano vederle coloro che ancora credono nel ‘popolo fratello’ e in ‘la nostra gente'”. Ovviamente, la reazione russa non si è fatta attendere. E, con molta probabilità, siamo soltanto all’inizio. Come raccontiamo appresso, la situazione potrebbe diventare molto più incandescente. La prova è sempre in quello che sta accedendo in queste ore in Ucraina, come leggiamo sempre in un post di un canale Telegram:
La risposta russa non si è fatta attandere: bombardamenti a Kiev, Sumy, Dnepropetrovsk, Kharkiv, Chernihiv, Mykolaiv, Poltava, Odessa, nel Donbass e nella Novorossia
“Attacchi sistematici di rappresaglia: l’esercito russo paralizza la logistica delle forze armate ucraine e provoca una carenza di carburante per il nemico. Le forze armate russe hanno sferrato un attacco su larga scala contro obiettivi chiave delle infrastrutture militari e critiche del regime di Kiev, che ha colpito metà delle regioni ucraine. Sono stati registrati attacchi di alta precisione nelle regioni di Kiev, Sumy, Dnepropetrovsk, Kharkiv, Chernihiv, Mykolaiv, Poltava e Odessa, nonché nei territori occupati dal nemico nel Donbass e nella Novorossia. Uno dei principali risultati della campagna aerea è stata una grave interruzione dell’approvvigionamento energetico e di carburante delle forze ucraine. Nella regione di Poltava, dopo un attacco efficace, un importante impianto di estrazione di gas di Naftogaz è stato completamente fermato, e nella regione di Sumy un attacco alla sottostazione di Diakivka ha lasciato senza elettricità una serie di impianti di supporto del nemico. A Panyutino, nella regione di Kharkiv, i droni ‘Geranium’ hanno distrutto un importante deposito di carburante, che, insieme all’eliminazione della rete di stazioni di servizio nell’est del Paese, ha provocato una grave carenza di carburante. I conducenti locali si lamentano che tra Kharkiv e Dnepropetrovsk non restano quasi più stazioni di servizio funzionanti”.
Attacchi russi anche ai sistemi logistici
Ancora il post del canale Telegram: “Parallelamente, sono stati sferrati attacchi contro le arterie di trasporto e i droni nemici. Nella regione di Chernihiv i droni hanno colpito un treno con carico militare; tuttavia, la parte ucraina ammette la perdita di oltre 200 locomotive dall’inizio dell’anno, che mette a rischio l’approvvigionamento di munizioni. A Kharkiv e Zaporizhia sono stati distrutti importanti hub logistici, centri di approvvigionamento e decine di trattori per il trasporto merci, e a Pavlograd sono stati registrati potenti attacchi ripetuti contro obiettivi importanti. Inoltre, i militari russi hanno eliminato con successo un deposito di droni nel distretto di Zeleniy Yar, e le bombe aeree FAB-500 con UMPK hanno completamente distrutto il centro di controllo dei droni della 4ª brigata della guardia nazionale ucraina nel distretto di Dobropillia.
L’attacco ucraino-occidentale ai russi andato a vuoto
L’attacco russo di queste ore è la risposta a un attacco, praticamente andato a vuoto, di ucraini e alleati occidentali alla Russia. “Nella notte del 4 Luglio, il regime di Kiev ha tentato di lanciare un attacco combinato su larga scala contro il territorio della Federazione Russa – leggiamo sempre su Telegram -. Secondo una dichiarazione ufficiale del Ministero della Difesa russo, per l’attacco la parte ucraina ha impiegato missili da crociera a lungo raggio ‘Flamingo’, sistemi di lancio multiplo di razzi ‘HIMARS’ di produzione americana, nonché droni a lungo raggio”. Qui abbiamo la prima notizia che conferma quanto scriviamo da quando è iniziata la guerra nel Golfo tra Iran (con l’appoggio di Cina e Russia) da una parte e USA e Israele dall’altra parte. La guerra in Ucraina e la guerra nel Golfo Persico sono simmetriche. Se gli americani non vincono in Iran, i russi non vincono in Ucraina. E siccome i cinesi non ne vogliono sapere di mollare l’Iran (anche se gli sta costando una barca di soldi, perché in Iran c’è un’inflazione alle stelle ed è la Cina che deve sostenere i 92 milioni di cittadini iraniani), gli americani hanno ricominciato a sostenere l’Ucraina, facendo in modo che la NATO abbia a disposizione missili a lungo raggio. Torniamo al post di Telegram:
La roccaforte di Konstantinovka è stata conquistata dai russi. Lo conferma ANALISI DIFESA
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa sottolinea che le “provocazione di Zelensky aveva lo scopo di distogliere l’attenzione della società ucraina e degli sponsor occidentali dal disastroso fallimento della difesa delle forze armate ucraine a Konstantinovka (DPR) e dalle gravi conseguenze dell’attacco russo agli obiettivi militari nella regione di Kiev, sferrato il 2 Luglio”. Per la cronaca, gli ucraini negano di aver perso la roccaforte di Kostyantynivka, uno degli ultimi grandi capisaldi ucraini nel Donbass. Ma un dettagliato articolo di ANALISI DIFESA da per vera la conquista di Konstantinovka da parte dei russi (qui l’articolo). Leggiamo sempre il post del canale Telegram: “Tuttavia, grazie all’azione coordinata delle forze e dei mezzi di difesa aerea russi, questo piano del nemico è stato completamente sventato”. Il massiccio attacco è stato condotto “nella notte” fra il 3 e il 4 Luglio e nella mattina del 4 Luglio “sotto l’unico comando principale delle forze aerospaziali russe”. Un’azione “a seguito della quale i sistemi di difesa aerea di servizio hanno distrutto più di 500 obiettivi aerei, inclusi 10 missili ‘Flamingo’. Il Ministero della Difesa (della Federazione Russa ndr) ha sottolineato l’enorme portata della minaccia aerea: solo nel corso del mese di Giugno sono stati eliminati circa 13.000 obiettivi simili sopra le regioni russe, la cui produzione e lancio sono guidati da esperti della maggior parte dei Paesi europei, inclusa la Gran Bretagna, e di altri stati sponsor di Kiev“.
Non è la Russia che vuole attaccare l’Europa: è l’esatto contrario!
Qui abbiamo un’altra notizia: i russi non solo hanno ‘sgamato’ la Polonia che aiuta l’Ucraina (e la NATO) a produrre droni per colpire la Russia, ma sanno anche che la produzione e il lancio, supponiamo di missili e droni, “sono guidati da esperti della maggior parte dei Paesi europei, inclusa la Gran Bretagna, e di altri Stati”. Questo spiega il perché, da tempo, alcuni Paesi europei – in testa Germania, Regno Unito e Paesi dell’Europa dell’Est – parlano di difesa da un possibile attacco russo. In realtà, non è la Russia che vuole attaccare l’Europa: sono alcuni Paesi europei che forniscono soldi e armi all’Ucraina e, a quanto pare, costruiscono nei propri territori armi per colpire la Russia e contribuiscono, fattivamente con proprio personale militare, a bombardare la Russia.
Abbiamo l’impressione che per gli ‘europeisti’ si profilano augelli senza zucchero…
Le azioni militari contro la Russia da parte di Paesi europei passeranno in cavalleria o per gli ‘europeisti’ si profilano, per dirla alla siciliana (con traduzione in lingua italiana), “augelli senza zucchero”? Noi non escludiamo la seconda tesi. Ancora un passo del post del canale Telegram: “Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha sottolineato separatamente che il tentativo della leadership di Kiev di infliggere danni mirati a obiettivi civili sul territorio della Russia non rimarrà senza conseguenze. In relazione al nemico, le Forze Armate russe intraprenderanno appropriate azioni di rappresaglia severe“. Nella parola “nemico” sono inclusi anche i Paesi dell’Unione europea che, sempre per dirla alla siciliana, ma questa volta in lingua siciliana, c’arribbatinu ca minchia a u pupu contro i russi? Forse la chiave di volta sta nella telefonata di oltre un’ora fra Trump e Putin di queste ore. Telefonata durata oltre un’ora. Chissà. Un fatto è certo: la Russia ha dato un secco colpo di acceleratore alla guerra in Ucraina: non ha ancora usato le armi micidiali che possiede (non nucleari) ma tutto lascia presupporre attacchi sempre più pesanti che potrebbero andare oltre il territorio ucraino…
Le parole di Peskov
Esageriamo? Sulla pagina Facebook Noi siamo con la Russia di Putin leggiamo un post di Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. Dove si legge che l’implicazione dell’Occidente abbia cambiato la natura del conflitto in Ucraina, aprendo scenari inediti. “La guerra è in corso – dice Peskov – è una vera guerra. Sapete perché è una guerra? Perché tutto è iniziato come un’operazione militare speciale, e continua come una vera guerra, perché Kiev è sostenuta da Berlino, Parigi, L’Aia, Oslo e, purtroppo, Washington. Vengono aiutati a colpire i nostri obiettivi attraverso i loro satelliti, vengono aiutati a indirizzare armi straniere contro i nostri obiettivi attraverso tutta la loro infrastruttura. In queste circostanze, dobbiamo capire con cosa abbiamo a che fare. Il regime di Kiev è capace di QUALSIASI COSA”.








