Il Consiglio regionale della Puglia ricorda Michele Verdi l’allevatore che si è tolto la vita per protestare contro chi si voleva prendere la sua azienda per pochi soldi

Una notizia molto triste che dovrebbe fare riflettere tutti, non soltanto gli agricoltori

C’è una notizia triste che siamo certi interesserà tutti gli agricoltori. Domani, 4 Marzo 2024, il Consiglio regionale della Puglia ricorderà Michele Verdi, un imprenditore agricolo di 53 anni, nato a Laterza, cittadina della provincia di Taranto, titolare di un’azienda zootecnica. Questo imprenditore allevava gli animali in una zona al confine tra la sua cittadina e Altamura, Comune della provincia di Bari noto per il grano e per un tipo particolare di pane. Michele Verdi il 4 Gennaio scorso si è tolto la vita dopo che la sua azienda è messa all’asta. Una tragedia terribile che ripropone n tutta la sua drammaticità i problemi degli imprenditori agricoli che debbono fronteggiare una crisi senza precedenti. Ricordiamo che la rivolta dei Forconi, in Sicilia, nei primi giorni di Gennaio del 2011, scoppio proprio contro le esecuzioni immobiliari che erano state messe in moto contro un gran numero di agricoltori in difficoltà. oggi la situazione è ancora più grave rispetto a 13 anni fa, perché – come scriviamo spesso – l’Unione europea punta a sostituire buona parte dei prodotti agricoli freschi e trasformati presenti in Europa con prodotti agricoli africani, cinesi e anche sudamericani per favorite le multinazionali che vanno a fare affari in questi Paesi.

C’era chi non gli pagava il latte e poi la crisi economica provocata dal Covid ha fatto il resto

La storia di Michele Verdi è simile a quella di tanti imprenditori agricoli e allevatori alle prese con la crisi economica. la sua azienda allevava animali da latte. Come succede purtroppo a tanti allevatori, Michele verdi ha dovuto affrontare problemi legati a chi si prendeva il suo latte e non pagava. Una situazione che si è ulteriormente aggravata con l’esplosione della pandemia di Covid. Già l’imprenditore era in difficoltà per i mancati introiti, con il blocco delle attività provocate dalla pandemia i problemi della sua azienda si sono aggravati. Come tante imprese agricole e zootecniche la ripresa dopo il Covid non è stata immediata. Nel suo caso c’erano i mancati introiti di chi gli doveva dei soldi che non è mai riuscito a recuperare. La sua azienda era gravata da un mutuo agrario da 60 mila euro. Nonostante le difficoltà era riuscito a pagare 20 miloa euro ma i creditori – supponiamo le banche – non si sono accontentati. Così sono intervenute due societò per il recupero dei crediti. Nel frattempo il valore della sua aziende era crollato. Insomma, la sua azienda zootecnica stava per essere venduta per 25 mila euro. Michele Verdi non ha resistito all’amarezza e al dispiacere e si è tolto la vita nel giorno in cui la sua azienda avrebbe dovuto essere venduta. La vendita è stata momentaneamente sospesa e la politica pugliese si è finalmente accorta di questo dramma. Forse se la politica regionale pugliese fosse intervenuta prima si sarebbe potuto evitare un epilogo tragico. Ma tant’è.

QUI UN ARTICOLO SULLA STORIA DI MICHELE VERDI

Foto tratta da Terra e Vita – Edagricole

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