In Assemblea regionale siciliana tra i partiti di maggioranza e di opposizione c’è stata una spartizione clientelare di fondi pubblici. Incredibile, non era mai successo…

di Giulio Ambrosetti

‘Giuro’ che in tanti anni di frequentazione del ‘Palazzo’ non ho mai assistito a una scena così lamarkiana…

Per circa venticinque anni mi sono occupato del Parlamento siciliano che si riunisce a Sala d’Ercole, nel Palazzo Reale di Palermo. ‘Giuro’ sulla politica siciliana che non ho mai assistito a spartizioni di fondi da parte dei deputati di maggioranza e di opposizione. Il consociativismo, la Tabella H, le leggi omnibus approvate con il concorso di tutti erano solo ‘invenzioni’ di cronisti politici ‘complottisti’. Io, al contrario, ho sempre creduto alla vera Democrazia parlamentare: la maggioranza fa la maggioranza e l’opposizione fa l’opposizione. Quando tanti anni fa – intorno a metà anni ’70 del secolo passato – mi capitò di sentire da mio padre una frase che diceva essere stata pronunciata dal un democristiano ‘mitologico’. Disse a tavola mio padre a mia madre: “U sai chi ci nisciu ra vucca a (al democristiano ‘mitologico): Quannu a pentula vugghi, vugghi pi tutti‘. Ma t’ummagini?” (per i non siciliani: quanto la pentola cuoce la pasta, la carne, il pesce, i legumi o qualunque altra cosa mangiano tutti: come si fa a dire una cosa del genere in una trattativa politica?) Ebbene, avevo quattordici, forse quindici anni. Sapete cosa ho pensato? Che mio padre parlava di uno schiticchio: sapete, noi siamo di Sciacca e a Sciacca lo schiticchio è sacro! Ora leggo che in Assemblea regionale siciliana hanno approvato, addirittura!, una legge omnibus per spartirsi contributi a fondo perduto. Altro che schiticchio! Sono ‘affranto’! E’ la prima volta che sento una cosa del genere. Mai, a mia memoria, il Parlamento siciliano è sceso a un livello così stocastico…

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