Ipocrisia e sfacciataggine della politica dopo la strage ferroviaria con i cinque morti lungo la linea Torino-Milano

I politici italiani – che a partire dalla cosiddetta Seconda Repubblica non hanno fatto altro che svendere l’Italia all’Unione europea ultra-liberista e globalista – quando i lavoratori muoiono sul posto di lavoro ci prendono in giro, facendo finta di non sapere che i responsabili politici di quanto accade sono proprio loro!

Ancora morti sul lavoro in Italia. Questa volta hanno lasciato questa Terra cinque lavoratori che operavano una riparazione nella stazione di Brandizzo, sulla linea ferroviaria che collega Torino con Milano. Sono Giuseppe Lombardo, 52 anni; Giuseppe Servillo, 42 anni; Michael Zanera, 42 anni; Giuseppe Aversa, 49 anni; Kevin Laganà, 22 anni. Lavoravano alla sostituzione di alcune rotaie e sono stati travolti da un treno che viaggiava a 160 Km l’ora. Deceduti sul colpo, raccontano le cronache. Le responsabilità? Difetto di comunicazione. Su FS NEWS Rete Ferroviaria Italiana (RFI) manifesta il cordoglio per l’accaduto e precisa che i lavori sarebbero dovuti iniziare dopo il passaggio del treno. RFI, a quanto pare, non effettua tali lavori direttamente ma li affida a società private. In questo caso, una società privata di Vercelli presso la quale lavoravano gli operai deceduti.

In Italia, negli ultimi anni, una crescita spaventosa dei morti sul lavoro. Ovviamente, muoiono i lavoratori, non certo i politici

Al di là della vicenda in sé sulla quale non rimane che attendere gli sviluppi dell’inchiesta della Magistratura, va detto che in Italia gli incidenti sul lavoro sono all’ordine del giorno. Alla data del 31 Dicembre 2022,  gli infortuni denunciati sono stati 697.773, in aumento del 25,7% rispetto al 2021, del 25,9% rispetto al 2020 e dell’8,7% rispetto al 2019. Come si può notare, il numero di incidenti sul lavoro cresce di anno in anno. Quanto ai morti sul lavoro, nei primi sette mesi di quest’anno (cioè fino al 31 Luglio) si contano 559 le vittime sul lavoro; di queste, 430 sono persone decedute mentre lavoravano (+4,4% rispetto a Luglio 2022) e 129 in itinere (-17,8% rispetto a Luglio 2022). Perché questa strage di lavoratori? La spiegazione sta nel sistema economico liberista e globalista imposto dai falliti dell’Unione europea dell’euro. Le aziende debbono aumentare a tutti i costi gli utili, sennò vengono travolte dalla globalizzazione dell’economia che premia chi aumenta fatturato e utili, risparmiando su tutto, soprattutto sul costo del lavoro. Il resto sono solo minchiate a trecentosessanta gradi.

La globalizzazione dell’economia applicata alle banche: riduzione del personale, chiusura degli sportelli bancari, tanti Comuni senza banche. E i cittadini ‘intelligenti’, invece di eliminare bancomat e carte di credito, continuano a effettuare i pagamenti elettronici aumentando gli utili delle banche che li vessano!

I politici italiani, a partire dalla cosiddetta Seconda Repubblica, hanno svenduto l’Italia pezzo dopo pezzo a un’Unione europea di massoni e banditi. E ciò che rimane dell’economia italiana deve adeguarsi, costi quel che costi, ai ritmi criminali della globalizzazione dell’economia. Così molte imprese agricole vanno piano piano chiudendo, perché in Italia arrivano prodotti agricoli da altre parti del mondo: prodotti agricoli che fanno in buona parte schifo ma che hanno il ‘pregio’ di costare meno (e anche di fare ammalare più persone aumentando gli utili delle multinazionali farmaceutiche). Così le banche – che sono il cuore pulsante del sistema liberista e globalista – riducono il numero di dipendenti e chiudono gli sportelli bancari. Al 31 Luglio di quest’anno, in Italia, ci sono circa 3 mila e 200 Comuni privi di sportelli bancari (in Sicilia i Comuni privi di sportelli bancari sono oltre 120). Notare la contraddizione: mentre, di fatto, si obbligano tutti i cittadini a tenere un conto in banca, le stesse banche, per aumentare gli utili (che finiscono nelle tasche dei banchieri, non certo dei lavoratori bancari!), riducono il personale e chiudono gli sportelli bancari. E gli anziani che vivono nelle città e nei piccoli centri privi di sportelli bancari, se hanno problemi con i pagamenti elettronici che fanno? Si arrangiano! La cosa incredibile è che i cittadini italiani vessati dalle banche, invece di bruciare bancomat e carte di credito pagando in contanti, continuano a credere che con i pagamenti elettronici – che sono fonte di incredibili utili per le banche! – tutto vada meglio! La polemica tra il Governo di Giorgia Meloni e i vertici della banche italiane per il prelievo sugli utili delle aziende di credito disposto dallo stesso esecutivo è una presa in giro. E’ una finta polemica, perché i soldi che il Governo Meloni sta togliendo alle banche, le stesse banche se li riprenderanno aumentando i costi a carico dei correntisti. Non lo diciamo noi: lo scrive anche Il Sole 24 Ore, il quotidiano della Confindustria (come potete leggere qui). In pratica, il Governo Meloni dopo aver fatto ‘cassa’ (circa 2 miliardi e mezzo di euro) con gli aumenti del prezzo di benzina e gasolio sta ulteriormente ‘alleggerendo’ le tasche degli italiani con la sceneggiata della tassa sugli utili delle banche: tassa che pagheranno indirettamente i cittadini. E i partiti e i sindacati dove sono? Tutti d’accordo per penalizzare i cittadini nel nome dell’Unione europea ultra-liberista e globalista.

Le imprese, per aumentare gli utili, abbassano i salari. Quando non possono più ridurre i salari, sempre per ‘risparmiare’, abbassano i costi riducendo la sicurezza nei posti di lavoro. E politici e sindacati? Zitti, perché ce lo chiede l’Europa…

Sempre nel nome della Ue liberista – e torniamo al tema di oggi – tutte le imprese sono chiamate a ridurre i costi. Quindi salari bassi e quando non si può più scendere con i salari non resta che ridurre la sicurezza nel lavoro: da qui i tanti morti nei luoghi di lavoro. E il bello è che, ad ogni morto sul lavoro, i politici italiani – che ormai sono ben oltre la formula della ‘faccia come il culo’ – manifestano “sdegno” per le morti sul lavoro e bla bla bla. Siamo veramente nello schifo più totale della politica e del sindacalismo!

P.s.

Dimenticavamo: non fatevi prendere in giro dal salario minimo chiesto da PD e Movimento 5 Stelle: lo sperimentò il fascismo e le imprese che pagavano i propri dipendenti con retribuzioni superiori al salario minimo – che allora si chiamava minima paga – li licenziavano e li riassumevano con la minima paga. Un fallimento totale!

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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