La ‘guerra’ per la conquista dello Spazio tra Russia e Stati Uniti d’America dalla prima missione di Juri Gagarin attorno alla terra a Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna

di Nota Diplomatica

Quando nel 1957 i russi scioccarono gli americani

La gara per la “conquista dello spazio” ha un preciso inizio – il 4 Ottobre 1957 – quando l’URSS spedì in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik I, scioccando gli americani, che inizialmente avevano preso assolutamente sottogamba le diavolerie come ‘orbite’ e ‘lanci’. Peggio, i maledetti russi raddoppiarono quasi subito, mandando in volo orbitale il mese dopo la cagnetta Laika. Mancava solo il passo successivo, l’invio di un uomo nello spazio. Il traguardo fu raggiunto nell’aprile del 1961, quando il cosmonauta sovietico Juri Gagarin compì un’orbita completa intorno alla Terra a bordo della navicella Vostok 1.

Come mai nella Luna, oggi, non gliene frega niente a nessuno?

Negli USA la notizia scatenò una “crisi dello Sputnik” e l’allora presidente Eisenhower aumentò immediatamente i fondi per i progetti spaziali. Il primo successo arrivò a fine Gennaio 1958, quando entrò in orbita il primo satellite statunitense, l’Explorer. Nel Luglio dello stesso anno fu istituita la NASA per coordinare i programmi americani di esplorazione spaziale, con l’obiettivo di far arrivare un equipaggio umano sulla Luna. Dopo diverse missioni preliminari, tra il 20 e il 21 Luglio 1969 la navicella Apollo 11 portò Neil Armstrong e Buzz Aldrin sul suolo lunare. Gli Stati Uniti erano riusciti a sopravanzare la Russia nella corsa allo spazio. Al giorno d’oggi è largamente passato l’entusiasmo spaziale, e non è prevedibile che torni presto. Del resto, lo spazio attorno a noi è vuoto e noioso. Forse qualcuno vorrà andare eventualmente su Marte, ma non sembra che per ora ci sia fretta…

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