Lo ‘scivolone’ di Lagalla al Pride di Palermo svela il gioco trasformista di Lombardo & Miccichè. Le tre novità delle elezioni siciliane 2027: il ciclone Vannacci, l’accoppiata Crisafulli-Cateno De Luca e Angelo Giorgianni

di Giulio Ambrosetti

Il caos nel centrodestra siciliano tra Raffaele & Gianfranco

Certe volte anche i professionisti della politica commettono errori. E’ il caso del Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla (nella foto in alto con Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè tratta da ilSicilia.it) che per eccesso di zelo verso i suoi alleati ha lasciato capire, almeno in parte, il ‘gioco’ in atto contro il centrodestra siciliano. Va detto che gli alleati politici del primo cittadino del capoluogo siciliano non sono più i partiti che lo hanno eletto, ovvero i partiti di centrodestra ma due personaggi che, da dietro lo quinte, stanno scompaginando lo stesso centrodestra dell’Isola per cercare di far vincere le elezioni reginali siciliane del prossimo anno al centrosinistra. Si tratta dei soliti Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè, veri e propri professionsti del trasformismo politico. E’ con questi due soggetti che ormai da tempo si accompagna il Sindaco Lagalla. Non abbiamo ancora capito come si chiama il nuovo soggetto politico fondato da Lombardo e Miccichè. è il ridondante Grande Sicilia – Civici, Autonomisti e Democratici? Oppure Stella del Sud? Vattelappesca. Quello che abbiamo capito è che Lombardo ha ormai quaalche voto tra Catania, Enna e Agrigento. Mentre Miccichè, come diciamo noi in Sicilia, sotto il profilo elettorale, a picca unn’avi mancu l’occhi pi chianciri… Eppure i due ‘spatuliano’ sempre. In queste ore Gianfranco Miccichè ci racconta che nel centrodestra siciliano “si odiano”, come se lui e Lombardo fossero estranei al caos dello stesso centrodestra siciliano. La verità è che in questi ‘giochi’ Lombardo e Miccichè sono due insuperabili maestri, specie se hanno a che fare con chi di dà ancora spago!

I giovani lasciano in massa la Sicilia? Facciamola governare dai vecchi arnesi della politica isolana…

Eppure questi due soggetti continuano a ‘rutuliare’, sfruttando le divisioni del centrodestra siciliano per dividerlo ancora di più e spianare la strada al centrosinistra come hanno già fatto nel 2012 quando, grazie anche all’allora presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, hanno fatto vincere Rosario Crocetta contro l’allora candidato del centrodestra, Nello Musumeci. Il tutto dopo aver governato la Sicilia, con Lombardo presidente, dal 2009 al 2012 in forza di un ribaltone, ovviamente all’insegna del trasformismo. Lombardo, infatti, nel 2008, è stato eletto nel centrodestra con quasi il 70% di voti di lista. Un anno dopo è passato con il centrosinistra siciliano che ha ‘vinto’ perdendo le elezioni… Oggi Raffaele e Gianfranco sono di nuovo insieme, magari per tornare a governare la Sicilia con l’armata Brancaleone del centrosinistra siculo: magari per far tornare Gianfranco Miccichè alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana all’insegna del ‘rinnovamento’ della politica (Raffaele Lombardo, classe 1950, Gianfranco Miccichè, classe 1954). Del resto, se i giovani lasciano in massa la Sicilia perché non farla governare da chi è su con gli anni?

Il vero significato del Pride visto dal punto di vista marxista

Ma torniamo a Lagalla. Che ha combinato il primo cittadino di Palermo? Sabato scorso si è unito al Pride, ben sapendo che questa manifestazione d’ispirazione capitalista-globalista non piace al centrodestra che l’ha eletto. Cosa sia il Pride lo spiega bene il filosofo marxista Diego Fusaro: “Sul Pride: molti ancora non hanno capito che parrucche fucsia, uomini camuffati da donne e trampoli con soggetti discinti non sono momenti di emancipazione dal capitalismo, ma di emancipazione del capitalismo stesso, che si libera dall’idea di famiglia naturale e dal concetto di dimorfismo per poter estendere in maniera totale il dominio della forma merce e la neoliberalizzazione del mondo della vita” (qui).

Il Sindaco di Palermo rischia di risvegliare i rissosi esponenti del centrodestra siciliano

Non sappiamo se la filosofia sia stata e sia ancora una passione del professor Lagalla, eminente cattedratico della facoltà di Medicina di Palermo, bravissimo radiologo, già rettore della stessa Università. Ma questi sono i fatti. Non sappiamo nemmeno se gli esponenti di Fratelli d’Italia, sul Pride, la pensino come il filosofo Fusaro. Quello che sappiamo è che Lagalla ha usato il Pride per segnare la sua distanza politica dalla maggioranza di centrodestra che lo tiene ancora seduto sulla poltrona di Sindaco di Palermo. Una mossa un po’ azzardata, quella del primo cittadino, non perché rischia di andare a casa (con gli attuali chiari di luna nessuno lascia la poltrona che occupa in politica), ma perché rischia di far capire agli addormentati e rissosi esponenti del centrodestra siciliano che Lombardo & Miccichè sono il Gatto e la Volpe che stanno cercando di fargli perdere le elezioni regionali del prossimo anno, pur avendo, lo stesso centrodestra, una maggioranza di voti schiacciante. Perfino il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che si tiene nella sua Giunta soggetti legati al Gatto e la Volpe, potrebbe addirittura scoprire come stanno le cose…

Non è vero che il centrosinistra ha la maggioranza dei voti in Sicilia

Detto questo, siccome noi siamo ‘insirrigghiusi’, ci poniamo la domanda: il centrosinistra ha la possibilità di vincere le elezioni regionali siciliane del prossimo anno? Sì, ma solo se gli esponenti di centrodestra continueranno a dividersi tra di loro. E, magari, se qualche ‘pezzo’ di centrodestra, come avvenuto, appunto, nel 2012, passerà, armi e bagagli, nel centrosinistra. Cogliamo l’occasione – con la nostra modesta esperienza di venticinque anni di onorevole lavoro di cronista politico in Sicilia – per sottolineare che le analisi politiche che abbiamo letto con riferimento ai risultati delle ultimi elezioni comunali in Sicilia sono fantasiose. Non è vero che il centrosinistra ha la maggioranza dei voti in Sicilia. Può succedere in qualche Comune isolano medio e soprattutto piccolo. Ma non in tutta la Sicilia. Due eclatanti esempi su tutti: i Comuni di Marsala e Agrigento, dove il centrosinistra ha vinto. A Marsala ‘pezzi’ del centrodestra sono passati nel centrosinistra: e infatti lo stesso centrosinistra ha eletto il Sindaco e ha la maggioranza in Consiglio comunale. Ad Agrigento l’operazione trasformista è riuscita a metà: è stato eletto un Sindaco di centrosinistra ma in Consiglio comunale il centrodestra ha eletto 19 consiglieri comunali su 24. Il PD ha eletto solo 2 consiglieri comunali, mentre i grillini hanno eletto zero consiglieri comunali… E questi due partiti dovrebbero ‘vincere’ le elezioni regionali del prossimo anno? Con quali voti? Contrariamente a quanto pensano gli esponenti di centrosinistra che plaudono alle inchieste penali sugli esponenti di centrodestra, noi che viviamo di dubbi e senza mai certezze abbiamo invece l’olimpica certezza che in Sicilia le disavventire giudiziarie, in termini elettorali, sortiscono l’effetto contrario rispetto a quanto pensano dalle parti del centrosinistra. E’ il nostro pensiero ed è giusto metterlo nero su bianco.

Nell’attuale confuso scenario politico siciliano se il generale Vannacci indovinerà il candidato alla presidenza della Regione siciliana si potrebbero materializzare sorprese

Cosa stiamo cercando di dire? Che a meno che non siano in corso ‘operazioni’ che ‘trascendono la politica’, il centrosinistra non ha né i numeri né i titoli per vincere le elezioni siciliane del prossimo anno. Il PD non raggiunge il 10% ed è anche diviso al proprio interno. Il Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Conte in poppa, anche in Sicilia non andrà oltre il 6-7% (e siamo molto generosi). La nuova formazione politica costituita da Mario Monti, Carlo Calenda, Carlo Cottarelli e Pina Picierno (leggere qui), se andrà bene, arriverà al 3-4%: e sarebbe comico vedere questi quattro personaggi ultra-liberisti-europeisti accompagnarsi al centrosinistra! I Verdi e Sinistra in Sicilia non esistono, a meno che non decidano di proporre come candidato alla presidenza della Regione siciliana Leoluca Orlando, attuale eurodeputato di questo schieramento politico. Ma questo incasinerebbe ulteriormente il centrosinistra siciliano dove oggi si vedono solo ‘monadi senza finestre’. E il ‘fenomeno’ Ismaele La Vardera? Prenderà meno voti di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, che anche in Sicilia spopolerà, togliendo voti a tutto il centrodestra e, in parte anche ai grillini e, soprattutto, facendo tornare alle urne tanti siciliani nauseati dall’attuale politica. E’ questo il vero terrore di tutta la vecchia politica italiana, a Roma come in Sicilia. Il perché lo illustreremo in un altro articolo. Non stiamo esagerando: se Vannacci indovinerà il candidato, magari alleandosi con i movimenti siciliani che sono al di fuori del centrodestra e del centrosinistra, non escludiamo grandi sorprese. Fantapolitica? Vedremo.

L’accoppiata Mirello-Cateno

La vera incognita delle prossime elezioni regionali siciliane sono Cateno De Luca a Messina e dintorni e Mirello Crisafulli che non è presente solo a Enna ma che è in grado di intrufolarsi nelle altre province dell’Isola. I due, che si sono già ‘annusati’ durante le ultime elezioni comunali siciliane, potrebbero presentarsi in coppia alle elezioni regionali del prossimo anno. Di fatto ‘bruciando’ sul nascere qualunque candidato di centrosinistra. Ricordiamo che Crisafulli, come ha affermato lui stesso, è stato eletto Sindaco di Enna proprio perché non si è presentato con il simbolo del Partito Democratico. Se proprio la dobbiamo dire tutta, conoscendo un po’ Crisafulli, classe 1950, una vita nel vecchio PCI e poi esponente di spicco in tutte le altre formazioni che hanno preso il posto dello stesso PCI, non crediamo proprio che il suo ritorno nell’agone politico-elettorale sia legato solo a Enna. Noi non escludiamo un accordo De Luca-Crisafulli con il motto “chi ci crede ci segua”. Fantapolitica anche in questo caso? Vedremo.

Un’altra possibile sorpresa: la candidatura di Angelo Giorgianni alla presidenza della Regione siciliana

Noi insistiamo: se non ci fosse stato di mezzo Vannacci, magari con un centrodestra spaccato dal Gatto e la Volpe, convincendo La Vardera a farsi da parte magari con l’improbabile promessa di una poltrona di assessore regionale, l’operazione De Luca-Crisafulli potrebbe anche riuscire. Ma con il generale Vannacci in pista e con un centrodestra siciliano liberato dal trasformismo del Gatto e la Volpe e, quindi, riunificato, dubitiamo che Cateno & Mirello riusciranno a conquistare Palazzo d’Orleans, la sede del Governo siciliano. Da non sottovalutare anche la presenza di Angelo Giorgiani, ex magistrato e candidato alla presidenza della Regione. Giorgianni, per la prima volta, è riuscito a riunificare tutti i movimenti autonomisti, sicilianisti, separatisti e indipendentisti della Sicilia. A differenza di altri politici siciliani, che nel corso degli anni si sono presentati come ‘sicilianisti’ per gabbare gli elettori che credono in una Sicilia libera dagli ‘ascari’, Giorgianni è un personaggio credibile che conosce molto bene i problemi economici della Sicilia. Ci sarà anche la candidatura alla guida della Sicilia del leader di Forza del Popolo, Lillo Musso, vera e propria mina vagante del quale non si conosce la capacità elettorale (qui un’intervista a Lillo Musso).

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