
Torna il nostro consueto appuntamento mensile con Mario Pagliaro per parlare di energia, ambiente, meteo, economia ed agricoltura
Ieri, 20 Agosto, è iniziata l’ultima decade del mese che chiude l’Estate. La Sicilia è reduce da 3 mesi di continue ondate di calore, che tuttavia non sono rimaste senza pioggia. Ci sono aree della nostra Isola che da quasi 70 giorni sono con temperature che non sono mai scese sotto i 30 gradi in assenza di piogge e altre zone dove invece non è mancata l’acqua caduta dal cielo. I prezzi di benzina e gasolio sono altissimi, praticamente al record storico, ma nessuno obietta nulla. L’Etna ha paralizzato il traffico aereo a Catania e messo in crisi quello negli altri scali siciliani per 10 giorni a partire dall’8 Agosto. Tempo di tornare a sentire il nostro amico Mario Pagliaro, per il nostro dialogo mensile sui temi di energia, ambiente, meteo, economia ed agricoltura.
PIOGGE IN TANTE AREE DELL’ISOLA MA NON A PALERMO
La prima domanda riguarda le piogge: si sono azzerate come a Palermo oppure ad Agosto in Sicilia sono tornate le piogge?
“Sono tornate le piogge, particolarmente abbondanti in Sicilia centrale, nord orientale e sud orientale. E’ sufficiente andare sul sito dedicato al monitoraggio delle piogge della Regione Siciliana per verificare valori di piovosità che in soli 5 giorni, fra il 14 e il 19 agosto, vanno dai 73 mm (litri per metro quadro) di Palagonia ai 45 di Casteltermini, oppure dai 21 mm di Mascalucia ai 22 di Priolo. Infatti, la Rai ha informato il pubblico del telegiornale regionale del 18 agosto che sono state aperte le paratie di ben 5 dighe per abbassare il livello degli invasi: Paceco, Disueri, Prizzi, Rosamarina, e S. Rosalia”.
Cioè in piena Estate, dopo 3 mesi con la temperatura che ha superato ogni giorno i 30 gradi, la Regione o lo Stato avrebbero fatto aprire ai gestori delle dighe le paratie delle dighe in pieno Agosto e buttato l’acqua a mare?
“E’ così: gli svuotamenti controllati vengono realizzati per ragioni di sicurezza strutturale. E sarà così fino a quando non si realizzeranno gli interventi strutturali sugli invasi artificiali che consentano il collaudo di ogni singolo invaso per riportare la quota di riempimento al livello previsto in sede di progettazione e realizzazione dell’opera. Sono interventi di grande rilevo economico e strutturale. Ed è esattamente per questa ragione che la gestione delle acque deve tornare unicamente nelle mani dello Stato”.
IL FALLIMENTO DELLA GESTIONE DELL’ACQUE DA PARTE DEI PRIVATI E’ STATO TOTALE
Ma lei lo vede possibile? In Sicilia lo Stato dalla fine della Prima Repubblica si distingue solo per ciò che sottrae alla Sicilia: dalla sanità ai soldi presi alla Regione per il fantomatico “Ponte sullo Stretto”, Roma, l’unica cosa che fa con la Sicilia ,è prenderle i soldi.
“Certo che è possibile, e sta già accadendo in tutta Italia. Nei mesi scorsi la Toscana, che nel 1999 era stata la prima Regione in Italia ad applicare la legge ‘Galli’ sul servizio idrico a gestione pubblico-privata aprendo il capitale delle società municipalizzate agli investitori privati, ha riportato in mano interamente pubblica il servizio idrico. Non compete ai privati fare impresa, cioè profitto economico, dalla gestione idrica o dei servizi pubblici in generale. Come la Toscana, una dopo l’altra, tutte le Regioni italiane torneranno alla gestione esclusivamente pubblica del servizio idrico. La cosa è ormai compresa ovunque, a partire dalla Gran Bretagna dove iniziò nei primi anni ’80 del secolo scorso la lunga stagione delle privatizzazioni. Il Governo inglese infatti si accinge a nazionalizzare Thames Water, il maggiore gestione idrico del Paese”.
CON LA STRETTA ECONOMICA AMERICANA SULL’IRAN E SUI PAESI CHE AIUTERANNO L’EX PERSIA SI PROFILANO EFFETTI DEVASTANTI, A COMINCIARE DAI PREZZI DEI CARBURANTI CHE ARRIVERANNO ALLE STELLE
Veniamo all’inflazione e ai prezzi agricoli. Da mesi, il gasolio per autotrazione costa 2,2 euro al litro mentre il gasolio agricolo ha superato gli 1,4 euro al litro, mentre costava 80 centesimi lo scorso anno. Hormuz è ancora chiuso. E gli Stati Uniti d’America hanno avviato una stretta economica micidiale sull’Iran con il ricorso al blocco bancario per i Paesi che aiuteranno l’ex Persia. E dalla Russia non arriva più gas. Sbagliamo a pensare che sia in arrivo un aumento dei prezzi senza precedenti?
“Non sbagliate. L’impatto dell’aumento dei prezzi energetici sui prezzi di beni e servizi non si è ancora dispiegato a causa della lungha pausa estiva di oltre 3 mesi dovuta in Italia all’Estate mediterranea unita ad un forte calo della domanda frutto del perdurante calo della produzione industriale. Ma a Settembre l’aumento atteso per fine 2026 del prezzo del gas per le famiglie è del 23% (+29% per il gas e +11% per l’energia elettrica) e del 54% per le imprese. Il costo altissimo dei carburanti, e in particolare del gasolio, si traduce in un aumento dei costi di produzione agricola e del trasporto di tutti i beni, che non potrà che essere trasferito dalle imprese ai loro clienti. Il Governo ha concesso 90 milioni di credito di imposta alle imprese agricole per il gasolio agricolo. Ma di fronte ad aumenti dei prezzi energetici di questa entità, per essere efficaci le misure di contenimento dei prezzi dovrebbero prevedere ogni mese centinaia di milioni di euro di erogazioni pubbliche dirette alle imprese”.
IN AUMENTO IN SICILIA IL NUMERO DELLE FAMIGLIE CHE PUNTA SUL FOTOVOLTAICO NEI TETTI DELLE PROPRIE ABITAZIONI
Come sempre nel nostro dialogo mensile, vorremmo una buona notizia per i nostri lettori. Ce n’è una che vorrebbe sottolineare?
“Certo. In Sicilia nonostante la fine di molti incentivi pubblici, nei primi 6 mesi di quest’anno sono stati installati 7.146 nuovi impianti fotovoltaici: una media di quasi 1200 nuovi impianti al mese. La quasi totalità, a parte pochi grandi impianti fotovoltaici su terreno, è stata installata sui tetti di abitazioni, negozi, capannoni industriali ed agricoli ed edifici della pubblica amministrazione. Significa che altre 7200 fra imprese, famiglie e pubbliche amministrazioni siciliane vedranno decrescere la propria bolletta fino al 70% per quelli che hanno installato gli impianti insieme alle batterie al litio (poco meno della metà dei 7.146 nuovi impianti), e del 30-40% per quelli che hanno scelto di non installare le batterie. E siccome in Sicilia ci sono ormai oltre 150mila impianti fotovoltaici, per il 98% installati sul tetto di edifici, significa che l’energia solare con oltre 4000 MW (megawatt) di potenza installata è diventata parte essenziale del mix energetico siciliano: un risultato che avevamo previsto nello scetticismo generale quando nel 2008 lanciammo il Polo fotovoltaico della Sicilia. Ora che il costo dell’energia convenzionale è tornato altissimo, la crescita del numero di impianti installati ogni mese sarà ancora più rapida”.







