di Giulio Ambrosetti

Per ora i ‘geni’ anti-Trump stanno pensando come fregarlo. Pensano, pensano, pensano. Ma, si sa, più lunga è la pensata, più grande è la minchiata…
Ieri abbiamo raccontato la nuova strategia americana in Iran. Siccome gli alleati del regime degli ayatollah aiutano l’ex Persia, impedendo ai 92 milioni di cittadini iraniani di morire di fame, l’amminstrazione di Donald Trump ha cambiato musica: ha deciso di colpire con pesanti sanzioni i Paesi che aiutano l’Iran. Tra le sanzioni, per la prima volta in una guerra, ci sono anche quelle bancarie (qui il nostro articolo di ieri). Non sapendo cosa dire per colpire l’America di Trump, i ‘giornaloni’ (che ormai sono letti solo da amici e sodali), hanno tirato fuori la solita solfa dell’alto indebitamento americano. Ovvero: “40 mila miliardi di dollari di indebitamento”, “tempeste monetarie” e buttanate varie.
Chi possiede dollari americani è costretto a reinvestirli in titoli e attività economiche e finanziarie negli USA, perché non ci sono alternative globali
Torniamo a ribadire quello che scriviamo ogni qual volta qualcuno agita lo spettro del ‘crollo’ del dollaro americano per l’alto indebitamento. Questo debito, anche se elevato, non rappresenta una minaccia esistenziale per l’economia USA. Insomma, non è un’arma nelle mani dei tanti nemici di Trump. Il debito USA e l’eccesso di dollari americani in circolazione nel mondo sono gli effetti fisiologici del surplus commerciale che mezzo mondo e forse più (in testa la Cina, ma anche l’Unione europea) accumula vendendo merci negli Stati Uniti d’America. Piaccia o no ai tanti nemici dell’amministrazione Trump – in testa Cina e Unione europea ma non solo – chi possiede dollari americani è costretto a reinvestirli in titoli e attività economiche e finanziarie negli USA, perché non ci sono alternative globali. Tra l’altro, da quando l’amministrazione Trump ha ripristinato i dazi doganali e gli aiuti al settore manifatturiero americano, tantissime imprese europee e di altri Paesi del mondo hanno aperto stabilimenti in America.
I teorici della caduta del dollaro statunitenze somigliano tanto agli ‘scienziati’ che cercano di contrabbandare le immunoterapie per ‘vaccini…
Resta una domanda: la Cina e, in parte, l’Unione europea colpite al cuore dalla nuova strategia americana fatta di attacchi economici e soprattutto attacchi bancari verso i Paesi che aiuteranno l’Iran possono rivalersi sugli USA attaccando il dollaro americano? Assolutamente sì. Il problema è che se il dollaro americano verrebbe attaccato al 50%, il 90% delle economie cinesi ed europee crollerebbe: e crollerebbero anche le economie di tantissimi Paesi legati al dollaro americano. Ne consegue che i ‘pericoli’ paventati oggi da chi blatera che il debito USA giunto a 40 mila miliardi di dollari potrebbe provocare il crollo economico americano racconta una grandissima minchiata. Che è pari – per citare un esempio concreto – agli ‘scienziati’ che stanno cercando di far passare le immunoterapie per ‘vaccini’ per cercare di ‘parare il culo’ ai lestofanti che hanno guadagnato montagne si soldi durante la pandemia, vera o presunta, con i ‘vaccini ad mRna sperimentali che si sono rivelati poco efficaci e, in parte, dannosi. Siccome in America cominciano a fioccare gli arresti per la controversa stagione del Covid, è iniziata la cosa a difendere i lestofanti… Ma questa è un’altra storia. Per ora dobbiamo tornare a precisare che chi racconta dell’imminente caduta del dollaro americano o non sa quello che dice, o lo sa e fa finta di non saperlo…







