di Giulio Ambrosetti

Basta televisione
Sulla mia pagina Facebook ci sono almeno venti amici che hanno conosciuto Pippo Baudo. A questi si aggiungono almeno duecento post sul personaggio della televisione che ha lasciato questo mondo. Confesso che conosco poco e male la vita di questo siciliano. Il motivo c’è: dopo i mondiali di calcio del 1982 ho deciso di non seguire più la televisione. Non è che prima, negli anni ’70, ero particolarmente affezionato a questo strumento: al massimo i film la sera. Ma dovevano essere belli, dovevano colpirmi, sennò mi addormentavo. Forse l’unico ricordo che ho di Pippo Baudo risale alla seconda metà degli anni ’60, quando la sera ogni tanto mi capitava di seguire Settevoci. Ammetto che trovavo molto più interessante Rischiatutto di Mike Buongiorno, il Giovedì sera. Di Baudo mi parlò un giorno – se non ricordo male era il 1990 – l’allora presidente della Regione siciliana, Rino Nicolosi, democristiano catanese, per la precisione di Acireale. Non era proprio un’intervista ma una chiacchierata sulle Partecipazioni regionali. Non ricordo nemmeno perché la discussione finì su Pippo Baudo. Però ricordo bene che mi disse che erano amici. Detto questo, per quel poco che so Pippo Baudo era bravissimo, un siciliano che ha onorato la nostr Isola.
Mai regalo fu più sgradito
Ricordo che a fine anni ’90 un mio caro amico, Vania, si mise in testa che dovevo assolutamente avere in casa un televisore. Fu così che a casa arrivò una televisione. Regalo di compleanno. Addirittura c’era il telecomando, cosa che sconoscevo. Non l’ho mai accesa. Ogni settimana veniva un gentilissimo signore indiano ad aiutarmi per tenere in piedi la mia abitazione. “Bellissima!”, disse guardando la televisione. Risposi al volo felicissimo: “Ti piace? Prendila, a me non interessa”. Felicissimo lui, ancora più felice io. Sì e no un mese dopo Vania e altri amici vennero a cena. “La televisione dov’è?”, mi disse un altro mio amico. “E’ uscita”, risposi. “Ma che stai dicendo? – rispose gridando -. Vania, vieni. ‘Sto matto si è disfatto della televisione che gli abbiamo regalato”. Vania, furioso: “A chi l’ha data?”. Io, sereno: “All’indiano che ogni Sabato viene per aiutarmi a sistemare la casa. Sapete, quand’è uscito con la televisione tra le mani era felicissimo. E io ero più felice di lui”. Vania alla fine scoppio a ridere: “Sei completamente matto”. E magari un po’ mi difese: “Ragazzi, è stato onesto: ci aveva avvertiti che non gli interessava”.
Il Covid e la televisione: cronaca di un disastro umano e morale che prosegue ancora oggi
Ho ricominciato a seguite la televisione da quando sono sposato: la sera, solo film e, purtroppo, le pubblicità che interrompono i film. Fino al Settembre del 2019, in casa, non abbiamo mai seguito un Tg. Nel Novembre di quell’anno, sui siti ‘scogniti’ per lo più americani – ‘scognito’ è una parola siciliana un po’ usata anche a Sciacca, che sta per ignoto, non identificato – avevo letto che in Cina c’erano strani movimenti. Si parlava di un virus. Da allora abbiamo cominciato a seguire qualche Tg. Il seguito lo conoscete. La pandemia, o meglio, la disinformazione televisiva sulla pandemia, ha rafforzato in me l’idea che la televisione va usata solo per seguire i film. Per la precisione, due film contemporaneamente: il film primario e il film secondario. Sarebbe bello seguirli entrambi dall’inizio ma è quasi impossibile. Dall’inizio seguiamo il primario, appena arriva la pubblicità, zact!, passiamo sul film secondario. Grosso modo la pubblicità dura tre minuti, certe volte anche quattro minuti. Quando finisce si ripassa sul film primario. Mentre lo segui pensi: “Chissà che succede nell’altro film?”. La risposta arriva con la pubblicità degli assorbenti femminili, dei biscotti, dei preservativi, delle medicine che non ti ha prescritto il medico ma che la televisione presenta come miracolose. Capita anche che il secondario diventa primario. Provateci se, davanti alla televisione, vi volete sbarazzare della pubblicità.
Non dimenticherò mai il ruolo della televisione durante la pandemia
Sto divagando, lo so. Pippo Baudo, che conosco pochissimo, sarà stato bravissimo. Leggo qua e là che ha lanciato tanti bravi artisti. Ancora bravissimo. Ma la televisione resta pessima. La sua bravura non salva, dal mio punto di vista, la televisione, che rimane popperianamente una “cattiva maestra”. Da evitare come la peste. Soprattutto nei momenti in cui serve conoscere la verità. Ricordo la scena dei morti di Covid trasportati dai mezzi militari. Si è scoperto che era una sceneggiata. Ovvero che era una cosa, appunto, da televisione. Che dire di una terapia genica sperimentale contrabbandata come “vaccino” contro il Covid? E dei ‘vaccinati’ contro il Covid che potevano comunque ammalarsi ma che non ‘contagiavano’? E del ‘Green pass’ che isolava i possibili ‘untori’? E della “tachipirina e vigile attesa”? La tachipirina in presenza di una malattia virale? Una follia! E delle persone costrette a farsi iniettare questo ‘vaccino’ pena la sospensione dal lavoro e dallo stipendio? Una persona che nella vita, anche per caso, ha preso tra le mani i libri di Biologia, Microbiologia e Igiene che cosa doveva pensare in quei gioni e cosa pensa ancora oggi di questi ‘scienziati’? La televisione è stata tutto questo. E anche altro. E’ stata il peggio del peggio. E lo è ancora oggi. In questi giorni vengono resi noti i verbali della Commissione parlamentare sulla gestione del pandemia. Si sta scoprendo che a prendere le decisioni che penalizzavano la vita di milioni di italiani non erano i tecnici ma i politici. Una vergogna. La televisione ne sta parlando? Non mi pare. Robert Kennedy junior, Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America, ha mandato a casa decine di medici e ‘scienziati’ in conflitto di interessi perché legati alle multinazionali farmaceutiche americane. E che dicono di lui i cialtroni? Che è un no vax. La televisione? Buttatela.
P.s.
Messaggio ai signori che in Occidente ne hanno combinato di tutti i colori con la pandemia. In America, appena Trump si sbarazza delle guerre, scoppierà un casino. E arriveranno anche a voi. E’ inutile nascondersi: arriveranno. Vi sputtaneranno. Anche perché i morti sono stati tanti – in Italia circa 190 mila morti – più le tantissime persone ha subito effetti avversi dopo il ‘presunto vaccino’. Vi verranno a prendere. A uno a uno.







