Prima la guerra in Ucraina e ora la guerra in Israele e a Gaza riusciranno a bloccare la crisi del dollaro americano? Aspettando la risposta della Cina…

Intanto è arrivato il momento di sbarazzarsi dell’ONU, un ‘carrozzone’ che fa solo gli interessi dell’Occidente e, segnatamente, degli americani

di Ammiano Marcellino II

Cosa hanno prodotto gli otto giorni di guerra tra Israele e la Striscia di Gaza? In primo luogo la questione umanitaria. Era nel conto che gli israeliani avrebbero reagito e che la loro reazione sarebbe stata durissima. I sepolcri imbiancati dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) potrebbero evitare di stracciarsi le vesti, perché non sono credibili. Il caos che si è scatenato in Medio Oriente, come illustreremo, è partito dall’Occidente. Dare un colpo al cerchio (i ‘cattivi’ di Hamas che hanno attaccato Israele) e uno alla botte (Israele non può maltrattare oltre un milione di palestinesi) è solo ipocrisia allo stato puro. L’ONU è un fallimento. Ed è tale, e irriformabile, perché è una creazione occidentale, ‘disegnata’ per tutelare gli interessi di un Occidente che oggi rappresenta, sì e no, il 15-16% dei Paesi del mondo. Non c’è niente di meglio dell’ONU per affrontare i grandi problemi del nostro tempo? Non è così. Molto più logico chiudere l’americanata dell’ONU – la cui sede centrale, non a caso, si trova e New York – e pensare a qualcosa di diverso e, magari, di più serio. Non può essere l’ONU ad affrontare la grande questione umanitaria che è esplosa con l’attacco di Hamas a Israele e con l’ennesimo, grande esodo di esseri umani che ricorda le pagine della Bibbia. Speriamo che Cina, India, Russia e tanti altri Paesi del mondo si liberino e ci liberino dall’ONU.

Bisogna ammettere che l’attacco di Hamas a Israele ha azzerato la politica estera cinese di questi anni in Medio Oriente

Una seconda questione emersa negli ultimi otto giorno è la distruzione, quasi integrale, della politica estera della Cina degli ultimi anni. Il presidente cinese Xi Jinping ha provato a far dialogare Paesi divisi da questioni religiose, storiche ed economiche. La diplomazia cinese si è confrontata con l’Iran, con l’Arabia Saudita, con la Siria, con la Giordania, con l’Algeria e, in generale, con tutto il Continente africano. E anche con Israele. Grazie alla paziente diplomazia cinese esponenti di spicco di Paesi divisi da sempre avevano iniziato a dialogare. L’attacco di Hamas ad Israele ha spazzato via tutto. Davanti all’inevitabile reazione di Israele contro la popolazione palestinese inerme di Gaza tutto il mondo arabo non può non reagire compatto. Sembra di essere improvvisamente tornati al Medio Oriente di trenta, quaranta, cinquant’anni fa. Chi è che sta guadagnando da questa crisi? Sicuramente gli estremisti palestinesi e israeliani. Ma anche gli Stati Uniti d’America.

E’ grazie al dollaro-moneta-speculativa sganciata dall’oro e imposto con le armi che gli Stati Uniti d’America si sono affermati nel mondo

Arriviamo, così, alla terza questione. Dobbiamo partire dal dollaro americano. La moneta non è solo un mezzo, ma anche un fine. Da quando, nei primi anni ’70, in seguito alla Guerra del Kippur, il dollaro americano si è sganciato dall’oro, gli Stati Uniti, piano piano, hanno acquistato un grande potere in tutto il mondo. Mandati in soffitta gli Accordi di Bretton Woods, gli americani si sono imposti, imponendo la propria moneta – ora con la politica, ora con le armi – come riferimento negli scambi commerciali internazionali. Grazie alla gestione speculativa del dollaro, gli statunitensi sono diventati gli attori principali dell’economia mondiale, utilizzando la propria moneta per garantire benessere ai propri cittadini a spese di altri Paesi del mondo. Questo sistema monetario-militare-commerciale è stato messo in discussione dalla Cina e dai suoi alleati, dall’India alla Russia fino a tutti i Paesi del mondo che oggi si riconoscono nei BRICS e nel progetto, dello stesso BRICS, di una moneta unica, legata all’oro e alternativa al dollaro americano. La guerra in Ucraina è stata voluta dagli Stati Uniti d’America per bloccare il progetto della moneta unica del BRICS legata all’oro e alternativa al dollaro. E, in effetti, il progetto BRICS è stato bloccato. Ma Cina e altri Paesi del mondo hanno cominciato a commercializzare i propri prodotti ignorando il dollaro americano.

Le guerre nelle quali gli americani sguazzano freneranno la crisi del dollaro? Per rispondere a questa domanda bisogna aspettare le mosse della Cina

Chi ha sintetizzato quanto sta avvenendo dai primi mesi di quest’anno con la regia della Cina è il Senatore americano del Partito Repubblicano, Marco Rubio: “Il Brasile – ha detto Rubbio lo scorso Aprile – che è il Paese più grande dell’emisfero occidentale a Sud di noi, ha siglato un accordo commerciale con la Cina. In base a tale accordo hanno deciso di commerciare con le proprie valute nazionali. In pratica, hanno deciso di bypassare il dollaro americano. Questi Paesi stanno creando un’economia parallela, completamente indipendente dagli Stati Uniti. In soli cinque anni non saremo più in grado di dettare nulla a nessuno con sanzioni, perché a quel punto ci saranno così tanti Paesi che commerciano con i propri soldi, e non con il dollaro, che non potremo imporre sanzioni a tutti loro”. Siamo arrivati ai giorni nostri. Gli americani non hanno alcuna intenzione di diventare irrilevanti con un dollaro irrilevante. Ed è in questo scenario che è partito l’attacco di Hamas a Israele, Paese di solito molto attento, con servizi segreti d’avanguardia, ma che, stranamente, in quest’occasione, si è fatto trovare impreparato. Impossibile capire se Israele è vittima o protagonista di quanto avvenuto e di quanto sta avvenendo. Fatto sta che ora, tra guerra in Ucraina – passata in secondo piano ma non per questo scomparsa – guerra in Israele e nella Striscia di Gaza, tensioni tra Serbia e Kosovo, tensioni in Armenia, tensioni a Taiwan, i Democratici americani imposteranno la campagna elettorale per le lezioni presidenziali del Dicembre del prossimo anno presentandosi come i “salvatori” del mondo. E poco importa se tutte queste guerre le hanno volute loro. Tutto facile per il presidente uscente Joe Biden e i vari Obama e Clinton? Vedremo come reagirà la Cina e, soprattutto, fino a che punto le guerre freneranno la crisi del dollaro americano e della stessa economia occidentale.

Foto tratta da scenarieconomici.it

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *