di Giulio Ambrosetti

Ci sono accordi precisi tra USA e Russia (che dovrà garantire la Cina) sullo sfruttamento delle risorse in Ucraina e nell’Artico. L’Unione europea è fuori da tutti i ‘giochi’
Bisogna essere veramente ciechi per non vedere che Donald Trump e Vladimir Putin filano d’amore e d’accordo. Si sa, in politica tutto è possibile, ma pensare che i governanti di Stati Uniti d’America e Russia, dopo aver siglato un primo accordo sullo sfruttamento dei giacimenti minerari in Ucraina – in testa uranio e titanio – e dopo aver firmato un secondo accordo, in Alaska, per lo sfruttamento delle immense ricchezze dell’Artico, facciano saltare tutto per ‘parare il culo’ all’Ucraina di Volodymyr Zelenskyj e alla fallimentare Unione europea sarebbe troppo (qui un articolo). Insomma, non c’è bisogno di essere grandi strateghi per capire che gli americani mai e poi mai consegneranno all’Ucraina i missili Tomahawk. Peraltro, tali missili possono essere utilizzati solo da militari americani con l’imprescindibile supporto dell’Intelligence americana. Di fatto, nel nome della pace, gli USA dovrebbero entrare in guerra contro la Russia: una grandissima minchiata. Morale: il viaggio di Zele’nskyj a Washington per incontrare Trump è stato solo perdita di tempo.
Il Paese di Putin si terrà le Regioni ucraine vicine alla Russia con il sì di Trump
La verità è che il finale della guerra in Ucraina è già scritto, a prescindere dalla volontà di NATO e Unione europea: la Russia si terrà le quattro o cinque Regioni dell’Ucraina vicine al Paese di Putin. Del resto, non potrà che essere così, perché l’accordo sullo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine tra Russia (che dovrà garantire la Cina) e USA presuppone che i russi si tengano le risorse minerarie delle Regioni vicine alla Russia, mentre gli americani sfrutteranno le risorse minerarie della restante Ucraina. Bisognerà capire quando Trump e Putin decideranno di bloccare la guerra. Ricordiamo che il presidente americano e il presidente della Federazione Russa, oltre agli accordi economici su Ucraina e riserve minerarie dell’Artico, hanno un altro obiettivo comune: logorare l’Unione europea. Questo è sempre stato un obiettivo dei Repubblicani di Trump, ma è anche diventato un obiettivo di Putin. Soprattutto da quando gli ‘europeisti’ hanno cominciato ad attaccare a testa bassa la Russia. Oggi possiamo dire che i russi sono più interessati degli americani al disfacimento delle istituzioni dell’Unione europea. Morale: se Trump e Putin riterranno che l’Unione europea è ‘cotta’, cioe sta per franare (vedere la crisi politica ed economica della Francia che dovrebbe portare alla fine dell’Unione europea dell’euro), chiuderanno la guerra in Ucraina entro la fine di quest’anno. Se invece riterranno che gli ‘europeisti’ debbono ancora ‘rosolare’ per un altro po’ di tempo prima di arrivare al giusto punto di ‘cottura’, rinvieranno la fine della guerra in Ucraina al 2026, senza una data precisa.
Super-scorte di aerei militari per gli aerei che porteranno Trump e Putin in Ungheria
Altro argomento: in queste ore si parla del vertice in Ungheria, a Budapest, fra Trump e Putin. Una vera e propria trave nell’occhio dell’Unione europea, che detesta il premier ungherese, Viktor Orban, reo di non essersi mai piegato alle buttanate ‘europeiste’, ovvero capricci sessuali al posto dei diritti sociali, balordaggini ‘green’, cessione della sovranità politica ed economica alla Germania, pardon, alla stessa Ue, globalizzazione criminale e deviazioni ansiogene woke. Da quello che si capisce, si profila un grande schieramento di forze militari aeree per tutelare sia il viaggio di Trump, sia il viaggio di Putin. Un canale Telegram riporta il probabile persorso aereo di Putin: “Molto probabilmente il presidente russo volerà attraverso il Mar Nero, la Turchia, il Mar Mediterraneo, il Montenegro e la Serbia. Si presume che l’aereo sarà scortato sia da caccia russi che turchi”. Sarà così? L’unica cosa certa è che i due presidenti saranno super-scortati. E, a nostro modesto avviso, non sono da escludere manovre diversive per confondere i possibili malintenzionati.
I russi difenderanno con le armi le proprie navi petroliere
E l’Unione europea? Oltre a ‘ingoiare’ il vertice di Budapest prepara il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Gli ‘europeisti’ si illudono di poter bloccare, per esempio, il commercio russo di petrolio. Peccato che le navi che battono bandiera ombra non possono essere bloccate. Per la Russia non è una questione cruciale, dal monento che vende petrolio (e gas) a tanti Paesi del BRICS, a cominciare dalla Cina. Non tanto per Putin, che tende sempre a ‘frenare’, quanto per i suoi stretti collaboratori, che vogliono vedere affondare l’Europa, invece, la questione delle navi petroloere è una questione di puntiglio. Magari per arrivare a un incidente, se non a uno scontro, con qualche Paese dell’Unione europea: cosa, questa, che aumenterebbe le divisioni non tra i Paesi Ue ma nei contesti politici di ogni Paese Ue. Ricordiamo che in quasi tutti i Paesi Ue sono in grande crescita i partiti politici contrari all’Unione europea. Uno scontro in mare, causa una petroliera russa, farebbe il gioco di America e Russia. Certo, Trump deve fare la parte, dicendo che bisogna bloccare il commercio di petrolio russo e bla bla bla. Ma è una recita. Come già accennato, Trump e Putin lavorano di comune accordo per il disfacimento dell’Unione europea dell’euro. Forti anche del fatto che la Germania, con l’economia alla canna del gas, è costretta ad esportare una parte dei propri beni in Russia (qui un articolo), mentre la Francia non può fare a meno della Russia per il ritrattamento dell’uranio, pena lo spegnimento delle proprie centrali nucleari (la cui energia, per inciso, alimenta non soltanto la Francia ma anche l’economia del Nord Italia).
Kaja Kallas ha tempo da perdere mentre i russi lasciano senza elettricità l’Ucraina
A fare un po’ di ‘scena’ per l’Ue pensa l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, che si è catapultata a Kiev per il solito sostegno finanziario e militare all’Ucraina (Foto sotto tratta da Telegram). Un canale Telegram riporta una sua dichiarazione: “L’Europa si trova ad affrontare un’ondata straordinaria di attacchi ibridi. Ogni volta che un drone o un aereo russo viola il nostro spazio aereo, c’è il rischio di un’escalation, involontaria o meno. La Russia sta giocando d’azzardo con la guerra e stiamo andando oltre i confini di un conflitto ipotetico. Per tenere a bada la guerra, dobbiamo trasformare il potere economico dell’Europa in deterrenza militare” ha dichiarato facendo riferimento all’ondata di droni e jet militari russi che hanno invaso lo spazio aereo dell’Unione.

Tutto questo avviene mentre tante città ucraine sono al buio, dopo che missili e droni hanno distrutto e continuano a distruggere le infrastrutture elettriche (qui un articolo). I russi colpiscono senza sosta anche i depositi di armi, le infrastrutture legate al gas, le strade, i ponti e le linee ferroviarie. Contemporaneamente, i russi avanzano su tutta la linea e non si capisce se si stanno limitando alla conquista delle cosiddette Regioni russofone dell’Ucraina o se si vogliono prendere altre zone. Il fatto che i russi non forzino troppo la mano nell’avanzata e che continuino a bombardare ininterrottamente aree abitate, infrastrutture varie e vie di comunicazione suggerisce che la strategia potrebbe essere quella di costringere la popolazione ucraina a riversarsi nei Paesi Ue per seminare il caos.
Foto tratta da Radio Radio








