America, Cina e Russia d’accordo per porre fine alla guerra in Ucraina e alla guerra nel Golfo? Si torna a parlare di una Tangentopoli europea. Ori e soldi ‘sgamati’ in Spagna sarebbero…

di Giulio Ambrosetti

Xi Jinping sta riflettendo?

Dicono che Xi Jinping sia un grande e astuto politico. Ma cos’ha guadagnato la Cina con la difesa a oltranza dell’Iran? Fino ad ora ha perso tempo e, soprattutto, soldi a palate. In questo momento la guerra infuria. Gli americani tengono sempre chiuso il Golfo. E sferranno piccoli attacchi nel territorio iraniano. A quanto pare, in queste ore qualche bomba ha colpito anche Teheran. Gli iraniani, per tutta risposta, non potendo colpire gli americani, se la prendono con i Paesi del Golfo, considerati filo-americani: per ora Kuwait e Bahrain. E mentre gli israeliani tengono sotto pressione Hamas a Gaza e Hezbollah in Libano, sono ripresi i bombardamenti contro Israele da parte di Hezbollah e da parte dell’Iran. La tregua armata e finita e si torna a combattere. Se negli ultimi anni il regime sciita degli ayatollah non ha brillato nel Golfo, dal momento che quasi tutti i Paesi arabi sunniti non ne vogliono più sapere di una guerra a vita contro Israele, oggi l’Iran non riscuote consensi in quasi tutto il Medio Oriente. Alla fine, oggi, solo la Cina sta con l’Iran. Ci dovrebbe essere anche la Russia, ma nel Paese di Vladimir Putin si comincia a pensare a guardare oltre. I russi sanno che se gli americani non vinceranno in Iran, loro non potranno completare la conquista del Donbas. Mosca continuerà a seguire la Cina nell’appoggio dell’Iran? O il Governo cinese ci sta ripensando? Il dubbio è che Xi Jinping sia giunto a un bivio: o la Russia o l’Iran, tenere entrambe le alleanze sta diventando difficile, se non impossibile. E, soprattutto, per ciò che riguarda l’ex Persia, molto costoso.

La guerra in Ucraina e la guerra nel Golfo sono simmetriche. E allora…

Come abbiamo scritto a fine Maggio, l’accordo di 60 giorni tra USA e Israele da una parte e Iran (e Cina) dall’altra parte non è mai esistito (qui un articolo). Si è trattato, per l’appunto, di una tregua armata. Che, come abbiamo ricordato, è già finita. Dopo di che proseguono i bombardamenti in Ucraina e in Russia. Eh già, perché da quando la Russia si è schierata con la Cina in difesa dell’Iran, non si è fermata solo l’avanzata nel Donbas ma sono cominciati anche i bombardamenti nella città russe. Anche se in modo lieve sono state colpire anche San Pietroburgo e Mosca. Difficile pensare che sotto non ci sta stato lo zampino della NATO. Come scriviamo da tempo, la guerra in Ucraina e la guerra nel Golfo sono simmetriche: i russi non possono completare la conquista del Donbas se gli americani non vincono nel Golfo: e viceversa.

Lo snodo è rappresentato dall’Artico

La notizia di queste ore è che finalmente americani, cinesi e russi si potrebbero essere messi d’accordo. Da cosa lo deduciamo? Da un articolo che abbiamo letto su Il Sole 24 Ore. Che titola: “Dmitriev: anche la Cina potrebbe aderire al progetto del tunnel Russia-Usa” (qui l’articolo). Per la cronaca, Kirill Dmitriev è rappresentante speciale del Presidente dell Federazione Russa, Putin, per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif). Il tunnel sotto lo Stretto di Bering che dovrebbe unire America e Russia è uno dei punti discussi nell’incontro tra il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Putin in Alaska il 16 Agosto dello scorso anno. Allora si era parlato della valorizzazione delle risorse dell’Artico. Tutto si è bloccato con la crisi del Golfo. Ma adesso sembra che lo scenario sia in evoluzione. E tra le ‘evoluzioni’ possibili c’è anche la fine della guerra nel Golfo e la fine della guerra in Ucraina.

Macron, Starmer, Merz e Zelenskyj hanno capito che il loro tempo è scaduto? Il terrore di una Tangentopoli europea

Se, come sembra, c’è un’intesa di massima fra America, Cina e Russia, ebbene ciò significherebbe che la fine delle due guerre – in Ucraina e nel Golfo – potrebbe essere vicina. Il Paese di Putin dovrebbe completare la conquista del Donbas. E i cinesi dovrebbero imporre lo stop alle armi agli iraniani. Se non altro perché senza gli auiti cinesi che arrivano dal Mar Caspio, l’Iran, che ha già un’inflazione al 70%, sarebbe alla fame. Che lo scenario possa essere questo lo si capisce dalla frettolosa riunione convocata in queste ore da Regno Unito, Francia e Germania, tre Paesi europei con alla guida tre Governi semi-falliti e in quasi-crisi. Emmanuel Macron in Francia, Keir Starmer nel Regno Unito e Friedrich Merz in Germania sono ormai in uscita. A loro si è unito il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyj. I quattro hanno capito che la situazione, per loro, si sta mettendo male. Gli scandali per la corruzione esplosi in Ucraina potrebbero aver lasciato un segno anche in Europa. Non a caso Giorgia Meloni, capo del Governo italiano, si è tenuta alla larga da quella che si annuncia come la riunione dei perdenti. Non solo. In queste ore si torna a parlare, per l’appunto, di una possibile Tangentopoli europea che verrebbe ‘pilotata’ dall’America di Trump. Uno scenario che abbiamo anticipato nei giorni scorsi (qui il nostro articolo). Il caos scoppiato in Spagna sarebbe solo l’inizio. ‘Radio tam tam’ (leggere indiscrezioni) racconta di riciclaggio e di rivelazioni sui miliardi spesi per il Covid. Sembra che dalle parti della Commissione europea non stiano dormendo sonni tranquilli.

Ci sarebbero anche rivelazioni anche su Spygate e nell’Italiagate

Proprio ieri sera abbiamo pubblicato un post su Facebook che riprendiamo: “Il presidente americano Donald Trump ha condiviso una foto dell’Altare della Patria di Roma. “È il segnale che sta per iniziare la Tangentopoli alla rovescia contro la Seconda Repubblica dopo gli scandali spagnoli?”. Se lo chiede e lo chiede un canale Telegram. E aggiunge: ‘La classe politica italiana è tra i primi posti nella lista nera di Trump per via del suo ruolo nello Spygate e nell’Italiagate‘. Noi nei giorni scorsi abbiamo ipotizzato l’esplosione di una possibile Tangentopoli europea…”. Qui il nstro articolo che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi: “Dietro gli scandali a nove zeri che stanno colpendo l’Unione europea, dalla Spagna alla Germania, c’è l’ombra dell’amministrazione Trump? Il dubbio di riciclaggio lungo l’asse USA-Ucraina-Ue…“.

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