Accordo Unicoop Sicilia-Agrisat. Va da sé che questo progetto politico è incompatibile con centrodestra e centrosinistra. Gli interlocutori? Vannacci a Roma e Giorgianni in Sicilia. O la solutidine

di Giulio Ambrosetti

La lettera di Felice Coppolino a Franco Calderone

Nella politica siciliana si annuncia qualche novità. Che non arriva dai partiti tradizionali ma da iniziative che nascono da soggetti legati al mondo economico reale. E’ il caso dell’accordo tra il movimento Agrisast presieduto da Franco Calderone (ne abbiamo scritto qui) e Unicoop Sicilia, organizzazione presieduta da Felice Coppolino (foto sotto). “Unicoop Sicilia – si legge in una lettera che Coppolino ha inviato al presidente di Agrisat, Calderone – intende prporre un accordo con l’associazione da Lei rappresentata, al fine di stringere una più stretta collaborazione alivello regionale sulle problematiche della filiera agricola e del suo indotto. n particolare, realizzare studi e ricerche atte ad offrire proposte utili a migliorare lo stato dell’agricoltura e dei suoi comparti. Già in passato Unicoop Sicilia e Agrisat hanno collaborato riunendo conoscenze, competenze e capacità, ottenendo buon risultati. A tal fine, proponiamo una sinergica collaborazione mediante un protocollo d’intesa che ci consenta di offrire proposte adeguate alla difesa del prodotto della filiera agricola siciliana e del suo indotto”.

Né con il centrosinistra, né con il centrodestra

Come si può notare, non si tratta di un linguaggio da solito politichese, ma di fatti concreti. Che, però, hanno bisogno di ‘gambe’ politiche. E’ inutile girarci attorno: oggi l’agricoltura siciliana non è difesa dall’attuale politica europea e italiana. Il centrosinistra è espressione piena dell’Unione europea che sta facendo di tutto per smantellare la cerealicoltura di Sud Italia e Sicilia per sostituirla con immense distese di pannelli fotovoltaici. Lo stesso discorsso vale per l’olio d’oliva extra vergine di Sud Italia e Sicilia. L’Unione europea vuole utilizzare Sud e Sicilia per produrre energia eolica e footovoltaica per sostenere i Data Center, energivori per antonomasia. Un progetto da neocolonialismo di ritorno che Sud e Sicilia debbono contrastare. Morale: un’alleanza con il centrosinistra ‘europeista’ per l’agricoltura siciliana significherebbe un suicidio (sotto foto di Fraco Calderone).

Il trasformismo del Governo di centrodestra di Giorgia Meloni che solo oggi, quando ha capito che Futuro Nazionale gli leva voti, sta provando a cambiare linea politica

Ma se con Atene la morte è sicura, con Sparta non cambierebbe assolutamente nulla. Alle elezioni politiche dell’Autunno 2022 il centrodestra capeggiato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni sembrava distante dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen. Ma appena messo piede a Palazzo Chigi la Meloni ha fatto quello che hanno fatto i grillini nel 2019, quando hanno dato vita al Governo di Giuseppe Conte bis con il PD: ovvero si è consegnata mani e piedi alla Commissione europea. Solo oggi, dopo quattro disastrosi anni, il Governo Meloni sta cercando di prendere un po’ le distanze dalla Commissione europea, perché ha capito che Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci gli sta rosicchiando tanti voti. Della serie, la paura fa 90…

Già lo sappiamo: centrodestra e centrosinistra proveranno a massacrare questa esperienza

In questo scenario non c’è molta scelta. Sia a livello nazionale, sia a livello regionale l’unico interlocutore possibile in alternativa alla solitudine per Unicoop Sicilia e Agrisat non può che essere Futuro Nazionale. Lo sappiamo: ci saranno soggetti che cercheranno di fare ‘abbuccare’ (pendere per i non siciliani) questa esperienza verso il centrosinistra e altri che cerceranno di farla ‘abbuccare’ verso il centrodestra. In entrambi i casi sarebbe la ‘morte in culla’ di questa esperienza. Per un motivo semplice che è così oggettivo che più oggettivo non si può, se è vero che il partito del Generale Vannacci è molto critico con l’Unione europea della von der Leyn. E siccome l’agricoltura siciliana si può salvare solo promuovendo politiche agricole e agroindustriali alternative alla PAC (Politica Agricola Comune) e alternative al centrodestra del Governo Meloni e al centrosinistra ‘europeista’, l’alleanza nello scenario politico nazionale, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, non può che essere che con Futuro Nazionale. In alternativa c’è solo la solitudine, che si potrebbe tentare, ma con esiti piuttosto incerti, soprattutto a livello nazionale. Poi, è noto, in politica tutto è possibile.

I possibili interlocutori in vista delle elezioni regionali siciliane del prossimo anno

Idem per le elezioni regionali siciliane. Nella nostra Isola, oltre ai vannacciani, l’unica voce di rottura è quella dell’ex magistrato Angelo Giorgianni, che si è candidato alla presidenza della Regione. Ci sarebbe anche Ismaele La Vardera. Il problema è che questo ragazzo vuole cambiare la Sicilia con PD e Movimento 5 Stelle, ovvero con due formazioni politiche che hanno affossato la nostra Isola. La Vardera, con PD e grillini, andrà a sbattere, anche perché queste due formazioni politiche, in Sicilia, non adranno oltre il 20%-25%, molto meno se avranno contro l’accoppiata Cateno De Luca-Mirello Crisafulli. Da scartare a priori, per Unicoop-Agrisat, il citato duo De Luca-Crisafulli, due personaggi politicamente intercambiabili, ovvero disposti a governare o con il centrodestra, o con il centrosinistra, o, se serve, anche con entrambi. Due professionisti della politica delle poltrone il cui unico obiettivo, per dirla alla siciliana, è quello d‘assittarisi (acciuffare comunque le poltrone del Governo, per i non siciliani), ovvero la ricerca ossessiva del potere allo stato puro, senza alcun’altra motivazione… Anche nel caso delle elezioni regionali siciliane, per Unicoop e Agrisat ci potrebbe essere la solitudine, con tutte le difficoltà del caso.

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