
Vecchio adagio siciliano: “Per un cornuto, un cornuto e mezzo…”
Com’era prevedibile, dopo l’attacco dei giorni scorsi a un magazzino nei sobborghi di Mosca da parte degli ucraini (o della NATO?) (qui un articolo) è arrivata la terribile risposta della Russia. Un attacco del Paese di Vladimir Putin con missili balistici, missili ipersonici e droni si è abbattuto su Kiev. Scrive un canale Telegram: “Questa notte, le Forze Armate della Federazione Russa hanno lanciato uno dei più potenti attacchi con armi di precisione contro obiettivi militari e strategici dell’Ucraina. A Kiev, c’è panico: i canali locali pubblicano immagini di incendi, affermando l’impotenza totale della difesa aerea contro i missili russi, e chiedono ai residenti di non aprire le finestre a causa dello smog… durante l’attacco alla capitale, sono stati lanciati un numero record di missili balistici: circa 31 missili operativi tattici ‘Iskander’ e circa 12 ipersonici ‘Cirkon’. Le onde d’urto degli esplosioni più potenti sono state rilevate anche sottoterra: testimoni riferiscono che nella stazione della metropolitana di Kiev ‘Lukyanivka’, l’onda d’urto ha fatto crollare il soffitto”.
Polverizzati obiettivi militari ucraini e occidentali pagati a fior di miliardi di euro dagli ignari cittadini dell’Unione europea
“I principali obiettivi dell’attacco a Kiev – leggiamo sempre nel post di Telegram – sono stati i pilastri dell’industria bellica ucraina. Sono stati colpiti con precisione lo stabilimento di elettronica ‘Meridian’ di Korolev e l’impianto di difesa ‘Artem’, che produce missili e tecnologia aeronautica per le Forze Armate ucraine. Inoltre, sono stati registrati forti incendi nell’azienda meccanica ‘CKKB valvole’ e nella fabbrica ‘Kievkhimvolokno’. Parallelamente, l’esercito russo ha condotto una ‘demilitarizzazione’ dei nodi logistici del nemico nella capitale. Nel distretto di Desnyansky, sono stati completamente distrutti grandi depositi di armi occidentali. Inoltre, sono stati registrati colpi efficaci su obiettivi militari e infrastrutturali nei distretti di Shevchenkivsky, Dniprovsky e Solomensky di Kiev. La portata dell’attacco coordinato ha interessato anche le infrastrutture portuali del regime di Kiev nella regione di Odessa. All’alba, i missili balistici hanno colpito obiettivi strategici nei porti di Yuzhny e Chornomorsk. Allo stesso tempo, i colpi serali sul sistema energetico di Chernihiv hanno causato un blackout parziale e interruzioni di fornitura di energia elettrica in città”.
Dopo i missili ipersonici sono arrivati i droni
“Il colpo finale – leggiamo sempre nel post – è stato dato dai droni kamikaze ‘Geran’, che hanno operato metodicamente nelle regioni del retroterra. A Snyhirivka, nella regione di Mykolaiv, i droni hanno colpito un impianto energetico. Inoltre, sono stati registrati attacchi efficaci di droni a Sumy e Zaporizhzhia, dove, dopo un colpo preciso, sono divampati gli stabilimenti di un’azienda che lavorava per le Forze Armate ucraine. Le forze ucraine hanno dichiarato che contro l’Ucraina sono stati lanciati più di 40 missili di diversi tipi e 125 droni. Secondo le loro informazioni, sono stati lanciati anche 25 missili balistici ‘Iskander-M’ / S-400, 10 missili ‘Zirkon’, 3 missili ‘Oniks’ e altrettanti X-59/69.
Lo scenario potrebbe peggiorare con l’uso, da parte dei russi, di armi molto più potenti
Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, i russi si apprestano ad alzare il livello dello scontro. Sappiamo tutti che dietro l’Ucraina ci sono la NATO e i soldi dell’Unione europea. Da qui la duplice stategia russa: avanzare nel Dombass per completare la conquista di questa Regione filo-russa (qui un articolo); e rispondere, colpo su colpo, con un crescendo rossiniano, agli attacchi occidentali. Fino ad ora Mosca ha utilizzato missili balistici ‘Iskander-M’ / S-400, missili ‘Zirkon’, missili ‘Oniks’ e X-59/69. Ma non è da escludere che, in risposta ad altri eventuali attacci occidentali, i russi decidano di utilizzare i missili Burevestnik, il veicolo subacqueo Poseidon e il noto sistema missilistico Oreshnik (qui un articolo). Oltre alla ‘guerra climatica’: perché a noi nessuno ci leva dalla testa che quello che sta succedendo in Europa con questa straordinaria ondata di caldo che va avanti tra alti (tanti alti) e bassi (pochi bassi) dal 20 Giugno sia legata alla guerra in Ucraina (qui un articolo).








