Per riflettere

Apri un giornale online e… ti cunfunni, per dirla alla siciliana. Banner pubblicitati sopra la testata, banner pubblicitarti a destra, banner pubblicitari a sinistra, banner pubblicitari a metà articolo. Dopo un minuto o giù di lì, ecco una pubblicità in basso a destra. Una persona che vuole leggere un articolo è letteralmente assediata dalla pubblicità. C’è anche un’altra forma di pubblicità totalizzante: scompare l’articolo che state leggendo e compare una pubblicità a tutta pagina: questa, anche per qualche secondo, la devi vedere per forza. Geniale chi l’ha inventata, fastidiosa per i lettori, che debbono andare in alto sulla destra per toglierla. Un’altra cosa che abbiamo notato sono i quadrati con fotografia in basso e ai lati: alcuni sono articoli, altri pubblicità. Leggendo un articolo abbiamo contato una volta dieci, una volta dodici banner pubblicitari. Ci chiediamo e chiediamo: i lettori sono felici di leggere un giornale online con tutta questa pubblicità che non è esagerato definire aggressiva? La pubblicità è al servizio dei giornali o sono i lettori a servizio della pubblicità? Per carità, la pubblicità serve ai giornali. Però c’è, ci deve essere un limite, passando il quale diventa anche tediosa.








