di Giulio Ambrosetti

Osserva, per i non siciliani. La verità è che la Sicilia de I Viceré di Federico De Roberto, al cospetto della vecchia politica di oggi, era un’Isola rivoluzionaria…
A meno di un anno dalle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e per l’elezione del presidente della Regione non è esagerato affermare che siamo alla nausea totale. Al confronto con l’attuale dibatito politico in corso nella nostra Isola, la Sicilia de I Viceré di Federico De Roberto era una scuola di alta politica, nel rispetto morale dei ruoli tra i vari partiti. “Destra, sinistra!”, eclama uno dei protagonisti del grande romanzo a un giovane parente che pensa di entrare nell’agone politico facendo prevalere le idee sulle miserie umane. Il giovane viene subito ripreso: la politica serve per salvaguardare i nostri interessi personali e al diavolo l’interesse delle classi meno agiate e, meno che mai, l’interesse pubblico! Una frase di questo grande affresco della Sicilia post unitaria rimane a perenne testimonianza del trasformismo politico dei siciliani: “L’Italia è fatta, ora facciamo gli affari nostri”. C’è qualcuno disposto ad affermare che la politica andata in scena all’Assemblea regionale siciliana non sia stata questa, a parte qualche lodevole eccezione?
Si attende la scissione di Forza Italia per sostenere il candidato a Palazzo Chigi del PD con i relativi effetti in Sicilia
Alla fine, se ci riflettiamo, anche l’Autonomia siciliana, conquistata con il sangue degli Indipendentisti-Separatisti siciliani e non ‘concessa’ dall’Italia, ha fatto la stessa fine: “L’Autonomia è fatta, ora facciamo gli affari nostri“. E’ cambiato l’ordine degli addendi politici-trasformistici, ma il prodotto è rimasto tale e quale. Ed è sotto i nostri occhi. Quattro anni fa, nel centrodestra, arrivò lo stop al presidente uscente, Nello Musumeci. Ora lo stesso Musumeci restituisce pan per focaccia e, da Ministro del Governo di Giorgia Meloni, ha già detto no alla ricandidatura del presidente uscente, Renato Schifani. Inutile fare previsioni nel centrodestra, perché sarebbe in corso una scissione in Forza Italia, come ha scritto Il Riformista (qui l’articolo). Ciò che il quotidiano non dice è che mezza Forza Italia dovrebbe lasciare il centrodestra per appoggiare il candidato premier del centrosinistra (che avrebbe dovuto essere Sigfrido Ranucci: oggi non sappiamo) dal momento che si prevede un crollo elettorale del Movimento 5 Stelle. Il problema è che mentre Futuro Nazionale del Generale Roberto Vannacci cresce (lo danno al 10% ma potrebbe arrivare al 20%), Forza Italia scende. Insomma, gli scissionisti (vicini a Marina e Piersilvio Berlusconi?) potrebbero non bastare per far vincere il centrosinistra, che con l’azzoppamento di Ranucci, riuscito benissimo a chi l’ha organizzato, non ha nemmeno il candidato.
Il grande ‘innovatore’ siculo Ismaele La Vardera che vuole ‘cambiare il mondo’ con PD e grillini…
Ma se il centrodestra siciliano è nel caos, il centrosinistra isolano è tutt’altro che brillante. Ismaele La Vardera, che vuole “cambiare la Sicilia” con il Partito Democratico e con i grillini (e questo è già da Circolo Pickwick…), ha già fatto la fuitina, ovvero si è già autocandidato alla presidenza della Regione. Forte di due elementi oggettivi. Primo elemento: il PD siciliano è un partito alla disperazione: se gli andrà bene arriverà al 10-11% e non ha un solo volto spendibile per la guida dell’Isola. Bisogna solo aspettare: i piddini siculi si arrenderranno, perché non hanno dove andare. Secondo elemento: il Movimento 5 Stelle che è in caduta libera e che accetterà tutto nella speranza di salvare un po’ di poltrone. In questo vuoto politico si è infilato La Vardera.
I ‘pupari’ della politica siciliana (se ci sono loro, ci sono i ‘pupi’…)
Fantapolitica? Non esattamente. Se è vero che, dalle parti del PD, stanno “riflettendo” sull’appoggio a La Vadera. Ma… Ma ci sono i due noti ‘Sfasciacarrozze’ della politica siciliana: il Gatto (Gianfranco Miccichè) e la Volpe (Raffaele Lombardo) che dovrebbero, contemporaneamente, mantenere nel caos il centrodestra siciliano e trovare posto in questa neo Armata Brancaleone di centrosinistra, magari all’inizio un po’ ammucciati (nascosti). Ma… Ma voi riuscite a immaginare La Vardera che tratta per assegnare la poltrona di presidente dell’Ars a Gianfranco Miccichè e un paio di assessorati a Lombardo e ai suoi ‘Autonomisti’ à la page? Vero è che la politica siciliana è da sempre un ‘Teatrino delle marionette’: ma che ci guadagnerebbe Ismaele nelle mani dei ‘pupari’ Lombardo e Antonello Cracolici? Non c’è nemmeno bisogno di nominare i grillini, perché non contano più nulla. Ma…
Cateno nel mezzo (in questo caso fra centrodestra e centrosinistra)
Ma c’è di mezzo Cateno De Luca. Che, alla fine, in questo momento, è quello che ha più voti in assoluto. Quattro anni fa, da battitore libero, nella corsa per Palazzo d’Orleans, la sede del Governo siciliano, è arrivato secondo dietro il candidato di centrodestra Schifani. Qualche mese dopo le elezioni De Luca ‘abbuccò’ verso il centrodestra. Non per le poltrone ma per il futuro che immaginava (male). Quando ha capito che non sarebbe mai stato il candidato del centrodestra al posto di Schifani si è avvicinato al centrosinistra. Ma qui ha trovato il citato La Vardera, che lo stesso De Luca ha portato a Sala d’Ercole quattro anni fa e che, adesso, come già sottolineato, è autocandidato alla guida della Sicilia. Ovviamente, De Luca non appoggerebbe mai La Vardera, che è entrato all’Ars con lui e poi gli ha voltato le spalle. Così Cateno si vorrebbe ributtare nel centrodestra. Anche perché…
“Torna a casa, Mirello!”
Anche perché pare che ci sia mezzo PD siciliano che sta cercando di convincere il Sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, a tornare nel partito (in realtà Mirello non ha mai lasciato il PD, da dove entra ed esce a suo piacimento: obiettivamente è troppo intelligente per restare ancorato in questo partito di mummie: si annoierebbe da morire: meglio tenere il PD a distanza di ‘canna’…). Insomma, vogliono convincere Mirello a far votare Ismaele: “Lo eleggiamo e poi ci acchiappiamo gli assessorati”. Della serie: “Torna a casa Mirello ca n’assittamu tutti ‘nzemmula!” (tutti insieme, per i non siciliani) A dir la verità non è che Mirello sia molto convinto di questa possibile ‘assettatina’, anche perché ha o aveva un mezzo abboccamento con Cateno. I due – Mirello e Cateno – hanno grosso modo il doppio dei voti del centrosinistra. Ma si scantanu (leggere temono) che se spunta un candidato di centrodestra forte, che mette d’accordo tutte le anime di questo rissoso schieramento politico, l’unico modo per vincere è tutti uniti: Mirello, Cateno, PD, La Vardera. E’ chiaro che il candidato dovrebbe essere De Luca. Ma qui scatta la legge dei porcospini di Arthur Schopenhauer: gli esponenti del centrosinistra + De Luca vorrebbero unirsi ma sono, appunto, come i porcospini: appena si avvicinano troppo, zact!, scattano gli aculei e si pungono l’un l’altro… E si allontanano.
Serve qualcosa di diverso
Se ancora non fosse chiaro, gli unici fuori da questi giochi squallidi sono gli elettori siciliani. Ai quali, di questa politica, non gliene può fregare di meno. Già, quello che non hanno capito Ismaele La Vardera e i suoi corifei. Come si fa ad andare a votare questi politici? Non si può. La Vardera e i suoi si illudono di acchiappare la presidenza della Regione e poi fare fuori tutta la vecchia politica di centrosinistra. Quelli (del PD soprattutto) lo sanno e infatti molti di loro non vogliono votare La Vardera e non lo voteranno. E’ chiaro che di nuovo non c’è proprio nulla. Se La Vardera dicesse: on sono interessato alla vecchia politica. Vado da solo e come finisce la raccontiamo. Invece no. Così assistiamo a un balletto indecoroso. Sì, c’è da scappare. Non è solo una questione di agricoltori siciliani, massacrati dal centrosinistra e dal centrodestra, che sono con i cabbasisi rotti. Sono i tanti cittadini siciliani, nauseati da questa politica, che si chiedono: ma a noi, di questi politici di centrodestra e di centrosinistra che cosa ce ne frega? Ma picchì un si v’arriffanu tutti? Ci vorrebbe qualcosa di nuovo e di diverso. Maturerà qualche candidatura veramente alternativa a queste miserie della politica-politicante? Vedremo.







