Gli incendi hanno colpito il mondo: prima l’emisfero australe, oggi quello boreale. A Maggio un allarme ignorato. In Sicilia chi ha raccontato della siccità di Inverno e Primavera non ha aiutato: anzi

Il problema degli incendi dolosi

Sicilia a fuoco. Incendi nell’Agrigentino, nel Catanese, nel Palermitano. In questo momento, stando a quanto leggiamo qua e là, nella nostra Isola si contano 200 incendi. Come racconteremo, il fenomeno degli incendi boschivi è mondiale. Per noi non è una novità. Ecco un nostro articolo dell’Agosto 2023: “Gli incendi boschivi? Fenomeno mondiale frutto di una setta di invasati“. Nell’Agosto del 2023 avevamo ‘naschiato’ qua e là di alcune sette di matti che danno fuoco a boschi e foreste del mondo. Un mase dopo – per la precisione il 15 Settmbre del 2023 – abbiamo pubblicato un articcolo illuminante: “La sigla è Voluntary Human Extinction Movement ed è un ente che si batte per l’estinzione della specie umana“. Ci potrebbe essere un legame tra queste sette e gli incendi boschivi che funestano il mondo? La nostra è solo una domanda. Vediamo cosa racconta l’intelligenza artificiale di Google sugli incendi nel mondo: “Oltre il 75% di tutti gli incendi boschivi nel mondo ha origine antropica (dovuti a incuria, incidenti o dolo)“. Insomma, di diritto o di rovescio c’è la mano dell’uomo. Ancora: “Nelle regioni come l’Amazzonia o il Sud-est asiatico, la maggior parte dei roghi legati alla conversione dei suoli e alla deforestazione è deliberata (dolosa), sebbene statisticamente inserita tra le pratiche di gestione agricola o disboscamento”. Ancora: “Iin zone come il Nord America, la Scandinavia o la Siberia prevalgono nettamente le cause naturali legate ai fulmini (che possono coprire fino al 70% degli eventi locali)”. Ancora: “Nel Mediterraneo l’origine umana sale a oltre il 95% dei casi totali, e in Paesi come l’Italia la quota di incendi accertati come dolosi oscilla storicamente tra il 45% e il 60% (con punte ministeriali superiori al 57%)”.

Il 2023 anno funesto per gli incendi boschivi

Torniamo all’articolo di questo BLOG del 2023. Ecco un sommario: “Se da tre anni la Sicilia è la Regione italiana con il maggiore numero di incendi boschivi (e con il maggiore numero di aree verdi bruciate) un motivo ci sarà“. Per la cronaca, il 2023 era il terzo anno consecutivo in cui la nostra Isola registrava incendi boschivi spaventosi. Già allora era un problema mondiale: “Gli incendi boschivi, non soltanto in Sicilia ma in tutto il mondo – citiamo sempre il nostro articolo di tre anni fa – stanno incenerendo milioni di ettari di boschi e foreste, dalla California all’Australia, dalla Siberia al Canada, dall’Alaska (come potete leggere qui: https://www.innaturale.com/incendi-in-alaska-perche-lo-stato-americano-brucia-sempre-di-piu) al Sudamerica, dall’Africa all’Europa (https://www.istituto-oikos.org/notizie/gli-incendi-in-europa-non-sono-mai-stati-cosi-tanti)”.

Un articolo de I Nuovi Vespri del 2023

Nel 2023, nel mondo, sono andati in fumo 400 milioni di ettari di foreste e vegetazione. Nel solo Canada, tre anni fa, sono andati in fumo 18 milioni di ettari di boschi e foreste, su un totale di circa 360 milioni di ettari, sempre di boschi e foreste. Anche allora, come sta avvenendo in questi giorni, gli incendi dei boschi canadesi creavano enormi problemi agli Stati americani Nord-orientali, da New York al South Carolina. Nel Giugno del 2023, poco prima di andare in rete con l’attuale BLOG (The hour Sicilia), abbiamo scritto un articolo sugli incendi per I Nuovi Vespri. In quel momento in Canada si contavano 4 milioni di ettari di boschi e foreste andati in fumo. Scrivevamo il 9 Giugno 2023: ” In Canada ci sono più di 20 mila persone che sono state costrette ad allontanarsi dalle proprie abitazioni e milioni di cittadini canadesi, in questo momento, respirano un’aria che definire inquinata è un eufemismo. Fino a ieri la nube di cenere era lunga 4000 km e copriva 3.600.000 km²; oggi potrebbe essere più estesa. Poiché gli incendi hanno iniziato a bruciare nei primi giorni di Maggio – stranamente nello stesso periodo in cui è iniziata la controffensiva ucraina e occidentale in Russia e sono piano piano aumentati un crescendo rossiniamo – già ci sono 13 Stati americani sommersi dal fumo. Si parla di problemi per circa 100 milioni di abitanti americani, con riferimento agli Stati del Nord Est degli Stati Uniti. Possibili problemi anche in Europa. Gli svizzeri hanno già calcolato che il grande incendio dista dal loro Paese 8 mila km  e che la nube, tra poche ore, o al massimo tra qualche giorno, arriverà anche dalle loro parti. Secondo alcune testimonianze – da prendere con le pinze – ci sarebbero cittadini svizzeri che in queste ore avrebbero notato una riduzione della visibilità. Ciò significa che nel Nord Europa i fumi tossici prodotti dagli incendi in Canada – grazie alle correnti atmosferiche e, in particolare, alla corrente e getto – potrebbero già essere arrivati. E infatti in Norvegia i fumi sono già arrivati” (qui l’articolo de I Nuovi Vespri del 9 Giugno 2023).

2026: tra Gennaio e Aprile nel mondo sono già bruciati 150 milioni di ettari, il 20 per cento in più rispetto al record precedente per questo periodo

Andiamo ai nostri giorni. In questo momento il mondo, dove più, dove meno, o ha già fatto i conti con gli incendi boschivi, o fa i conti con gli incendi boschivi. Nell’emisfero australe gli incendi hanno già prodotto enormi danni: “Incendi catastrofici nello stato di Victoria, in Australia“. Ancora emisfero australe: “Incendi in Patagonia, l’Argentina dichiara lo stato d’emergenza“. Il 15 Maggio scorso Internazionale, alla luce degli incendi boschivi registrasti nei primi dell’anno nell’emisfero australe, pubblicava un articolo che, letto in queste ore, fa rabbrividire: “Il 2026 si avvia a diventare l’anno peggiore della storia dal punto di vista degli incendi, hanno avvertito gli scienziati del consorzio di ricerca internazionale World weather attribution. Tra Gennaio e Aprile nel mondo sono già bruciati 150 milioni di ettari, il 20 per cento in più rispetto al record precedente per questo periodo” (qui per esteso l’articolo). Avrebbe dovuto suonare un campanello d’allarme in tutto l’emisfero boreale. E’ stato così? Non sembrerebbe proprio.

Fuoco in Francia, in Spagna e in Italia. Gli incendi devastanti in Sardegna, Calabria e Sicilia

Anche quest’anno grandi incendi in Canada con i fumi che arrivano negli Stati Uniti d’America: “Incendi in Canada, Trump insiste sul risarcimento agli Usa. E intima al primo ministro Carney: ‘Devi impedire che arrivino e avvelenino la nostra aria’”. Incendi in Africa: “Incendi boschivi in Algeria, almeno sei i morti“. E ancora: “Incendi aumentati del 32% in Marocco, nel 2026 devastati quasi 2mila ettari di foreste“. Incendi boschivi in Europa: allo stato attuale sarebbero andati in fiamme quasi 120 mila ettari di territorio all’interno dell’Unione europea. In questo momento i Paesi europei più colpiti dagli incendi boschivi sono Francia, Spagna e Italia (qui un articolo). In Spagna l’incendio in Andalusia è stato devastante (qui un articolo). Da quando l’ondata di calore intenso ha colpito Sud e Sicilia, con temperature intorno a 40 gradi, Sardegna, Calabria e Sicilia sono letteralmente assediate dal fuoco.

Una precisazione sulla Sicilia: chi, nei mesi scorsi, parlava di siccità non ha aiutato: anzi. Illustriamo il perché

Con queste temperature c’è poco da fare. Sulla Sicilia, però, una cosa la vogliamo sottolineare. Nei mesi scorsi questo BLOG ha ripeturamente segnalato che chi, in Inverno e in Primavera di quest’anno, lanciava allarmi sulla siccità nella nostra Isola stava disinformando. In Sicilia, dall’Agosto dello scorso anno fino alla fine della Primavera di quest’anno, di pioggia ne è caduta tanta. Raccontare di una siccità che non c’era non ha aiutato. E illustriamo anche il perché. Se in Inverno e in Primavera ci fosse stata siccità, ebbene, il fuoco avrebbe avuto difficoltà a propagarsi. Non siamo particolarmente bravi a rintracciare gli articoli che abbiamo scritto. Poco prima dell’arrivo della stagione estiva abbiamo pubblicato un articolo che sintetizzo: 1) in Sicilia Inverno e Primavera 2026 sono state stagioni piovose, molto piovose; 2) grazie alle piogge invernali e primaverili la Sicilia è piena di verde; 3) con l’arrivo del caldo intenso questa enorme massa di verde si sarebbe trasformata in pochi giorni in erba secca e arbusti secchi; 4) questa enorme massa di vegerazione va levata prima dell’arrivo del caldo intensp insieme con la realizzazione degli interventi per la prevenzione degli incendi: viali parafuoco e via continuando. Tutte operazioni che l’amministrazione regionale deve coordinare con i Comuni, con i privati e con chi si occupa della manutenzione delle strade. Questo perché, spesso, gli incendi boschivi si propagano dai fondi comunali, dai fondi privati e dai lati delle strade. Oggi prendersela solo con la Regione serve a poco, soprattutto dopo che un’informazione martellante – che può essere rintracciata sulla rete – ha fatto passare la tesi che in Sicilia, in Inverno e in Primavera, c’è stata siccità…

Foto tratta da Il Secolo d’Italia




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