
di Giulio Ambrosetti
Ma, sempre per dirla alla siciliana, Ucraina, Paesi dell’Est europeo e NATO si attaccheranno all’ascaro…
Bene o male il fronte ucraino resiste. Perde territori, certo. E perde anche molti soldati. Le truppe della federazione Russa, a propria volta, non danno tregua. Il Paese di Putin prosegue la guerra adottando una strategia precisa: un’avanzata lenta nelle Regioni ucraine filorusse o russofone, che dir si voglia; e bombardamenti giornalieri in varie aree dell’Ucraina, Kiev in testa. I russi provano a colpire le infrastrutture ucraine, soprattutto quelle elettriche, ma anche gli acquedotti, le attività industriali, le fabbriche e i depositi di munizioni e, in generale di armi e via continuando. I russi sanno dove andare a colpire. La dimostrazioe che l’Intelligence russa è di gran lunga superiore a quella occidentale. La strategia russa costringe il Governo ucraino e i suoi alleati, ovvero NATO, Unione europea e i Paesi occidentali, ad eccezione degli Stati Uniti d’America, a tenere due posizioni: la difesa di Kiev e dintorni e di altri luoghi del Paese dagli attacchi droni e missili russi; e la difesa delle Regioni russofone dell’Ucraina attaccate dai russi in una guerra corpo a corpo; a reggere la difesa sono in minima parte militari ucraini e in buona parte mercenari. I russi non hanno fretta: si limitano a sfiancare Kiev e altri luoghi abitati dell’Ucraina con bombardamenti senza fine, con scientifica distruzione degli obiettivi sensibili. Bombardano senza tregua anche per mettere in fuga i cittadini ucraini verso l’Europa, soprattutto con l’approssimarsi dell’Inverno. I russi proseguono nel combattimento corpo a corpo nelle regioni russofone dell’Ucraina. Ucraini e occidentali tentano qualche bombardamento quasi sempre ‘stoppato’ dalle difese russe. Inutile girarci attorno: la prevalnza della Russia è netta.
Con i militari americani pronti ad attaccare il Venezuela e i ‘cartelli’ della droga, il Sudamerica deve ridurre l’invio di mercenari in Ucraina
C’è in verità un’anomalia. Negli ultimi tempi i mercenari chiamati a combattere contro i russi a fior di quattrini pagati dagli occidentali sono arrivati in massima parte dal Sudamerica. Ma con i preparativi dell’America di Donald Trump, che ha di fatto messo sotto pressione il Venezuela e, in generale, il mondo della droga sudamericano che esporta droga negli USA – cocaina e fentanyl – sembrerebbe che il continuo travaso di mercenari sudamericani in Ucraina dovrebbe essere diminuito. Da qui la domanda: da dove arrivano i militari che, bene o male, tengono il fronte nelle Regioni ucraine russofone, anche se si nota chiaramente la lenta e inesorabile avanzata russa? La nostra non è una domanda campata in aria. Proprio in questi giorni in Ucraina si sta lavorando per mandare al fronte contro i russi gli ucraini sessantenni. “Ora gli ucraini over 60 possono andare al fronte, se lo desiderano – leggiamo in un post di un canale Telegram -. Il Parlamento ucraino ha confermato che i cittadini sopra i 60 anni possono su base volontaria rivolgersi alle unità militari e ai centri di reclutamento. I centri hanno già ricevuto le istruzioni su come accogliere i pensionati sotto contratto”. Contratti, ovviamente, pagati con i soldi dell’Unione europea e di altri Paesi occidentali, ad eccezione degli USA, che si sono di fatto sfilati dalla guerra in Ucraina, limitandosi a fornire una copertura di Intelligence per contenere i bombardamenti russi.
Volete vedere che il Canada ‘progressista’ sarà il primo Paese al mondo a rimpatriare i giovani ucraini da inviare al fronte contro i russi? Intanto mandano in battaglia i sessantenni..
Insomma, non sapendo dove trovare i militari da mandare al fronte, il Governo ucraino si accinge a mobilitare i sessantenni. In precedenza l’esecutivo ucraino ha provato anche con i giovani di età compresa tra “18 e 24 anni, offrendo incentivi fino a 20.520 euro (1 milione di grivne), di cui 4.104 euro subito e il resto durante l’anno di servizio, più un compenso mensile fino a 2.481 euro”. Non è andata benissimo: i giovani che si sono arruolati, se non hanno perso la vita in combattimento, sono in parte scappati mentre altri giovani hanno lasciato l’Ucraina per sfuggire al servizio militare. Difficile capire quanti ucraini scappati dal loro Paese oggi vivono in Europa e in altri Paesi del mondo: a quanto pare sono tanti, tantissimi. L’Unione europea, specializzata in disinformazione, non tratta l’argomento. Da tempo si parla di far rientrare in Ucraina i giovani di questo Paese fuggiti dalla guerra. Sembra che a cominciare potrebbe essere il Canada governato dai ‘progressisti’. A quanto si legge su canali d’infarmazione non ufficiali, il Governo canadese potrebbe chiedere ai giovani ucraini come mai hanno lasciato il proprio Paese. E’ chiaro che la risposta i canadesi la conoscono già, ma fanno finta di non saperlo. Insomma, per dirla tutta, il Canada potrebbe essere il primo Paese occidentale a rispedire i giovani ucraini a Kiev. Questa sarebbe la dimostrazione che il Governo ucraino e i suoi alleati sono in grande affanno perché a corto di soldati da mandare al fronte.
Gli sconfinamenti di aerei e droni russi sono inventati dagli ‘europeisti guerrafondai che vorrebbero mandare al fronte contro i russi i giovani europei
E’ probabile che la sceneggiata degli ‘sconfinamenti’ di droni russi e anche aerei russi sia una strategia di ucraini, NATO, Unione europea altri alleati occidentali per alleggerire la pressione russa sull’onda dell’indignazione internazionale. I mezzi d’infrmazione di oggi raccontano di altri ‘sconfinamenti’ di droni in Danimarca. I russi, da parte loro, smentiscono lo sconfinamento dei propri aerei in Estonia e la cosiddetta “indignazione internazionale” non sta funzionando, perché i russi continuano a bombardare Kiev e altri luoghi ucraini e continuano ad avanzare nella guerra corpo a corpo nelle Regioni ucraine russofone. Quanto ai droni che nei giorni scorsi hanno sorvolato per 300 km la Polonia e che stanotte avrebbero sorvolato la Danimarca e qualche altro Paese europeo, è probabile che siano stati e continuano ad essere gli stessi occidentali ad aver mandato in tilt i sistemi informatici di tali droni per dirottarli prima sulla Polonia e ora sulla Danimarca per poi gridare allo scandalo. Con molta probabilità, con queste sceneggiate, Polonia, Estonia, Danimarca e gli altri Paesi ex comunisti dell’Europa orientale pensano di far entrare in guerra l’Unione europea contro la Russia. Ci riusciranno? No.
Nel frattempo, grazie a Dio, i due Paesi europei ‘guerrafondai’ per antonomasia, Francia e Regno Unito, stanno affondando
I due Paesi europei che guidano i guerrafondai – Francia e Regno Unito – hanno enormi problemi interni. Il popolo francese vuole mandare a casa il presidente Emmanuel Macron, mentre il Regno Unito è alle prese con le rivolte popolari contro i migranti. In più, per ‘caso’, attacchi hacker hanno gettato nel caos un certo numero di aeroporti europei, così, tanto per mettere i puntini sulle “i”. Nel complesso, i Governi della maggioranza dei Paesi Ue hanno capito che gli ‘sconfinamenti’ sono sceneggiate e, in ogni caso, non hanno alcuna intenzione di entrare direttamente in guerra contro la Russia. Anche perché i governanti di questi Paesi europei verrebbero presi a fischi & piriti dai cittadini. Tutti, tranne la televisione, insuperabile nel lecchinaggio della Commissione europea e dei guerrafndai, hanno capito che gli ‘sconfinamenti’ di droni e aerei russi sono, come si usa dire a Sciacca, sonore “minchiate c’u giummu“: minchiate piene d’aria che galleggiano. Nella testa degli ‘europeisti guerrafondai’ dovrebbero convincere i 27 Paesi europei a inviare soldati in Ucraina, visto che sono finiti anche i ercenari sudamericani impegnati a dinfendere il Venezela con annessi & connessi.
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