Il Congresso americano approva un provvedimento da 70 miliardi di dollari voluto da Trump per combattere l’immigrazione illegale. Sconfitti i globalisti e il Vaticano

di Giulio Ambrosetti

Tutte le sceneggiate messe in piedi per cercare di bloccare lo stop all’arrivo e alla presenza di immigrati fuori legge sono fallite. I due rami del Parlamento americano approvano la linea politica dell’attuale amministrazione USA

C’è una notizia che sta passando inosservata. E che viene ignorata dai baciapile del globalismo economico. Il Congresso degli Stati Uniti (foto sopra tratta da Wikipedia) ha approvato un provvedimento che stanzia 70 miIiardi di dollari per finanziare fino alla fine del mandato di Donald Trump, cioè sino a fine 2028, la polizia Ice (Immigration and Customs Enforcement) e la Border Patrol (USBP), la principale agenzia federale di polizia addetta al controllo dei confini terrestri e marittimi degli Stati Uniti d’America. La votazione è stata sofferta: 212 voti favorevoli contro 211 contrari. Ma, contrariamente a quanto ci si aspettava alla vigilia, con i sondaggi che danno in caduta libera l’attuale presidente USA, si dava per assodata la sconfitta della linea politica della Casa Bianca sullo stop ai migranti. Invece, a sorpresa, ha vinto l’amministrazione Trump. Le risorse stanziate sono principalmente indirizzate all’incremento degli arresti, delle espulsioni e all’espansione dei centri di detenzione per migranti sul territorio nazionale.

E’ un colpo durissimo agli spacciatori di cocaina e fentanyl

Di fatto, i due rami del Parlamento statunitense hanno premiato la linea politica di Trump: stop ai migranti che arrivavano dal Messico, in tanti casi carichi di fentanyl e cocaina con la costruzione del muro tra Texas e lo stesso Messico, che va avanti; e via libera a quella che in Europa chiamano remigrazione: acciuffare i migranti senza permesso di soggiorno e mandarli via, possibilmente nei Paesi di origine. Anche in America i migranti abbassano i salari e comprimono i diritti dei lavoratori. Questo non piace all’amministrazione Trump, che punta anche a rimettere ordine nelle città americane nelle quali i migranti fuori legge, senza arte né parte, sopravvivono, spesso esercitando attività illegali, a cominciare dallo spaccio di droga. Questa mossa dell’attuale amministrazione americana va in uno con la lotta ai trafficanti di droga in Sudamerica, con il continuo affondamento di navi cariche di cocaina, che va avanti senza sosta anche se non se ne parla. Trump, oltre a fermare, o quanto meno a ridurre l’arrivo di cocaina e fentanyl in America (quest’ultima droga droga ha creato una vera e propria emergenza tra i giovani americani), sta anche provando a mettere in difficoltà i produttori di cocaina in Sudamerica, a cominciare da chi opera in Colombia, in Perù e in Bolivia.

Il voto americano dà forza ai movimenti europei che si battono contro l’arrivo incontrollato di migranti voluto dal ‘Padronato’ e dalle multinazionali per abbassare i salari e ridurre i diritti dei lavoratori. Un colpo in testa ai finti socialisti europei che hanno venduto l’anima al diavolo del capitalismo

Tornando al voto del Congresso americano, questo passaggio parlamentare dice due cose. Prima cosa: la lotta agli immigrati clandestini portata avanti da Trump e dal Partito Repubblicano contro i Democratici (che sono notoriamente al servizio dei globalisti) va avanti ed è maggioritaria negli Stati Uniti d’America. Di poco, certo, ma è maggioritaria. La vittoria al Congresso, anche se risicata, fa seguito alla votazione del Senato, dove il provvedimento è stato approvato con 52 voti contro 47. Questi sono i numeri veri. Seconda cosa: la vittoria di Trump dà forza ai movimenti europei che si battono contro l’invasione dei migranti patrocinata da quello che un tempo si chiamava il ‘Padronato’ oggi rappresentato da globalisti e multinazionali. L’arrivo incontrollato di migranti, infatti, abbassa i salari e riduce i diritti dei lavoratori locali. Un fenomeno che è avallato dalle finte ‘sinistre’ europee e, in generale, occidentali, che sono legate ai globalisti e alle multinazionali. Proprio in questi giorni va in scena una rivolta contro i migranti a Belfast, nell’Irlanda del Nord, Paese che fa parte del Regno Unito. In realtà è tutta l’Europa, dove più, dove meno, che oggi si ribella al globalismo che vuole l’immigrazione senza fine per ridurre salari e diritti (qui un articolo).

E’ anche la sconfitta del Papa ‘mondialista’ Leone XIV che continua a magnificare i migranti

La secca sconfitta dei globalisti, che soprattutto in questo momento storico caratterizzato da guerre e da crisi economiche hanno bisogno di ridurre salari e diritti dei lavoratori per aumentare i propri beceri profitti, si pone in contrapposizione alla linea politica di Papa Leone XIV, che in queste ore si è catapultato in Spagna, per la precisione nelle isole Canarie, per magnificare non solo i migranti che attraversano il Mediterraneo ma anche i migranti che solcano l’Oceano Atlantico per acquartierarsi in Europa. Con la chiusura delle frontiere negli Stati Uniti d’America, anche i migranti d’oltreoceano si riversano nel Vecchio Continente per la gioia del ‘Padronato europeista’ che ha così a disposizione un raddoppio della manodopera a basso costo: i migranti che arrivano dall’Africa e i migranti che arrivano dall’Atlantico. Non sfugge agli osservatori che l’attivismo papalino a sostegno dei migranti arriva proprio quando l’Unione europea sta provando ad affrontare il tema del migranti con un timido sì ai centri di rimpatrio. Un’iniziatiiva ancora tutta da definire che il ‘Padronato’ globalista che comanda in Europa vuole bloccare sul nascere.

Come il suo predecessore, l’attuale Papa, invece di occuparsi di teologia, si occupa di politica

La verità è che, come il suo predecessore, l’attuale Pontefice, invece di occuparsi della teologia che sta andando a rotoli con interpretazioni sempre più bizzarre del Vangelo, si occupa di politica e, in particolare, di migranti, con la solita solfa della solidarietà umana e bla bla bla. E dire che il Santo Padre ha a disposizione l’Italia, dove alla fine vive, per verificare con i propri occhi lo sfascio sociale provocato dall’arrivo incontrollato dei migranti che il Governo di Giorgia Meloni ha ridotto, certo, ma senza aver eliminato i problemi sociali legati alla presenza degli stessi migranti, soprattutto nelle città del Centro Nord Italia. Forse sarebbe il caso di ricordare all’attuale Santo Padre che Papa Leone XIII, nel 1894, con la celebre enciclica Rerum novarum, puntava a sottrarre i lavoratori ai socialisti, difendendo le ragioni degli stessi lavoratori, non solo le ragioni dei migranti…

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