Il Mercosur? Pronta nel Parlamento europeo la mozione di censura per Ursula von der Leyen. Già all’opera chi cerca di far fallire le proteste che inzieranno il 19 Gennaio. Sicilia in ritardo

di Giulio Ambrosetti

Ancora una volta la Germania sta cercando di usare l’Unione europea per fare i propri interessi. Ma questa volta i governanti tedeschi andranno a sbattere

Quando lo scorso Dicembre, poco prima di Natale, è andata in scena la prima manifestazione di protesta degli agricoltori a Bruxelles, in tanti hanno scrollato le spalle: “Vabbé, sono sì e no diecimila, forse anche meno, ora si calmano. Si lamentano perché la Commissione europea gli ha ridotto i fondi. Il Mercosur? Non sanno nemmeno cos’è. Tranquilli: gli promettiamo un po’ di soldi e li facciamo stare zitti”. Per la cronaca, l’unica organizzazione agricola italiana che ha appoggiato la prima protesta a Bruxelles è stata Confagricoltura (qui un articolo). Oggi, a distanza di quasi un mese, dopo la manifestazione di protesta degli agricoltori francesi a Parigi di due giorni fa (qui un VIDEO), il ‘culo’ comincia a tremare a tanti ‘europeisti’. Eh già, perché invece di desistere gli agricoltori sono tornati in piazza in Francia e torneranno a sfilare per le vie di Bruxelles il 20 Gennaio, cioè tra quattro giorni. Torneranno pieni di rabbia con i trattori e il letame. Da quello che si racconta, la protesta sarà a oltranza. Sarà una battaglia politica contro la Commissione europea di Ursula von der Leyen (foto sopra tratta da Wikipedia), che vuole a tutti i costi appplicare il Mercosur – il trattato commerciale tra Ue e quattro Paesi del Sudamerica (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay a cui si dovrebbe aggiungere la Bolivia) – nell’illusione di salvare l’industria automobilistica tedesca e, in generale, l’industria europea. Ancora una volta la Germania sta cercando di usare l’Unione europea per fare i propri interessi. Ma questa volta i governanti tedeschi andranno a sbattere. E andranno a sbattere anche gli industriali che vogliono fare ‘cassa’ a spese degli agricoltori.

La prossima settimana Ursula dovrà scegliere: o volare in Sudamerica per firmare il Mercosur che gli agricoltori europei contestano, o restare nel Parlamento europeo per difendersi dalla mozione di censura (leggere sfiducia)

Come abbiamo raccontato in un’intervista a Sandro Puglisi, analista dei mercati internazionali, anche se i governanti di cinque Paesi dell’Unione europea sono contrari al Mercosur (Francia, Polonia, Austria, Ungheria, Irlanda, mentre il Belgio temporeggia con l’astensione), il trattato si dovrebbe applicare anche in questi Paesi. Ed è anche logico: per potere invadere l’Europa con la propria ortofrutta a basso prezzo i quattro-cinque Paesi sudamericani non possono fare a meno dei mercati di Francia, Polonia, Austria, Ungheria, Irlanda e Belgio. Ma gli agricoltori di questi Paesi hanno deciso di dare battaglia. E a loro si dovrebbero unire gli agricoltori degli altri 21 Paesi Ue. A nostro modesto avviso, la von der Leyen e la sua fallimentare Commissione europea si ‘rimangeranno’ il Mercosur, i tagli alla Politica Agricola Comune (PAC) e via continuando, perché il ‘bordello’ sociale che sta per scoppiare li sommergerà e, con molta probabilità, li costringerà alle dimissioni. Forse, prima delle dimissioni, la prossima settimana potrebbe arrivare il ‘siluramento’ della presidente della Commissione europea, sulla quale, nel Parlamento europeo, pende una mozione di censura pronta per essere discussa e votata (tecnicamente è una mozione di sfiducia che ci auguriamo mandi a casa la disastrosa von der Leyen). La von der Leyen dovrà sceglere: o volare in Sudamerica per firmare il Mercosur, o difendersi contro la mozione di censura nel Parlamento europeo. In discussione c’è anche una mozione per sospendere l’applicazione del Mercosur che, lo ricordiamo, sarebbe comunque temporanea, perché si dovrebbero pronunciare i Parlamenti dei 27 Paesi Ue. Lo capiranno la von der Leyen e il suo degno ‘compare’ Friedrich Merz che non si può andare in Paradiso a dispetto dei Santi?

Già all’opera in Italia chi cercherà in tutti i modi di sfasciare le manifestazioni di protesta che inizeranno il 19 Gennaio per ‘parare il culo’ alla vecchia politica

Ricordiamo che un giorno prima dell’inizio delle proteste degli agricoltori a Bruxelles, e precisamente il 19 Gennaio, cioè fra tre giorni, inizieranno le manifestazioni di protesta anche in Italia. Dove, come abbiamo raccontato, nelle piazze di tante città del nostro Paese non ci saranno soltanto gli agricoltori ma anche gli esponenti di altre categorie sociali: pensionati che non arrivano alla fine del mese, esponenti del ceto medio impoverito, artigiani, cittadini comuni (qui un’intervista a Danilo Calvani del movimento C.R.A. Agricoltori Traditi). Le proteste partiranno in tutta l’Italia. Bisognerà comunque fare i conti con chi cercherà di saltare sul carro della protesta e con chi fingerà di prendere parte alla protesta per affossarla. Ricordiamo che l’ultima volta si sono aggregati soggetti riconducibili al centrodestra che, a metà manifestazione, sono andati a trattare con i rappresentanti dell’attuale Governo nazionale di centrodestra. Il tutto per fare fallire le manifestazioni di protesta. Le solite schifezze politiche italiane. Questa volta gli organizzatori della vera protesta – che è contro tutta la politica italiana oggi impresentabile perché al servizio dei falliti dell’Unione europea dell’euro – si sono impegnati a sputtanare coloro i quali si aggregano alla protesta per farla fallire.

La manifestazione di Vittoria prevista per oggi non ha nulla a che spartire con le proteste che si apriranno il 19 Gennaio. Il solito trasformismo di certe organizzazioni agricole

Riassumendo, centrodestra e centrosinistra non hanno nulla a che vedere con le proteste che inizieranno il 19 Gennaio. Peraltro, sono minoranza, se è vero che ormai a votare vanno meno di 4 elettori su 10. Non a caso, quando la prossima settimana nel Parlamento europeo si voterà la mozione di sfiducia alla presidente della Commissione europea questi due schieramenti politici saranno costretti a sputtanarsi cercando di salvare la stessa von der Leyen. Le arrampicate sugli specchi della Lega, che a Roma fa parte del Governo di Giorgia Meloni favorevole al Mercosur e nelle piazze manifesta contro il Mercosur non incantano più. “I politici della Lega debbono essere coerenti – ci dice Lorenzo Giocondo, tra i protagonisti delle proteste in Sicilia -. Se la Lega è veramente contraria al Mercosur esca dal Governo Meloni”. Quanto alla Sicilia, la situazione è in divenire. Non è solo una questione di organizzazione. Sfilare con i trattori ha un costo e oggi la situazione economica è difficile. Ma si sta lavorando per fare partire le proteste anche nella nostra Isola. In queste ore si parla di coinvolgere anche i protagonisti della rivolta dei Forconi siciliani del Gennaio 2012. Ma anche su questo punto il dibattito è aperto. C’è anche qualche fuga in avanti. Da quello che noi sappiamo, la manifestazione prevista per oggi a Vittoria non rientra tra le proteste che inizieranno il 19 Gennaio. La vecchia politica siciliana cerca di cavalcare il malcontento per controllarlo? Il dubbio del solito, immarcescibile gattopardismo è legittimo. L’unica cosa certa, in Sicilia, è che la protesta del 19 Gennaio partirà a Trapani con agricoltori e pescatori. Previste manifestazioni anche a Palermo, Catania, Messina, Agrigento, Ragusa e Siracusa. E le organizzazioni agricole? Come già accennato, l’unica che ha protestato lo scorso Dicembre a Bruxelles è stata Confagricoltura. Non ci risulta la presenza di esponenti della Coldiretti, della CIA e altri soggetti. Da quello che leggiamo qua e là, la Coldiretti cerca di stare con due piedi in una scarpa: a Roma sta con il Governo Meloni, mentre nelle strade cerca di accreditarsi come avversaria del Mercosur: insomma, un po’ come i leghisti-cerchiobottisti. Dalle parti della CIA tergiversano: vogliono vedere come getta. La coerenza, prima di tutto…

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