In prossimità di Piazza Vittorio Veneto a Palermo i residenti hanno ripulito uno spazio verde. Il primo passo per uno spazio identitario per ricordare le vittime della mafia

di Andrea Piazza

Un plauso ai residenti di Viale Croce Rossa

Un plauso ai cittadini residenti di viale Croce Rossa che, in prossimità di piazza Vittorio Veneto, hanno deciso di ripulire uno spazio verde in stato di abbandono. È un piccolo gesto, un sussulto, un germoglio di coscienza civile funzionale a risvegliare le nostre coscienze assopite. È nel nostro essere palermitani attendere (illogicamente) sino all’infinito l’intervento risolutivo pubblico, mentre basterebbe attivare la coscienza civica per proiettarsi in una dimensione dove tutto è possibile, solo se lo desideriamo. Si evidenzia che è stata già presentata nell’Aprile scorso “una mozione con nota tecnica illustrata” dal Capogruppo della Democrazia Cristiana Nuova al Consiglio comunale di Palermo, Domenico Bonanno, (https://drive.google.com/file/d/1qqfQaiLJxEnnbBkEA-4x3dZFsifV-Usf/view?usp=drivesdk ). La mozione si prefigge l’obiettivo non solo del risanamento dei marciapiedi “distrutti” di viale Croce Rossa che è anche un luogo di memoria e riscatto del popolo siciliano. L’idea progettuale è di volere rendere omaggio a tutti i caduti in Sicilia nella lotta contro la criminalità mafiosa, dedicando loro uno spazio IDENTITARIO in centro città. Il proposito sarebbe di valorizzare il percorso pedonale, collocando a terra lastre calpestabili in pietra lavica riportanti i nominativi delle vittime (con procedimento di incisione), preceduto da una pietra marmorea di colorazione diversa per evidenziare l’anno dell’evento delittuoso. Inoltre l’impronta IDENTITARIA SICILIANA sarebbe implementata dalla scelta di procedere all’installazione di materiali esclusivamente isolani, ovvero la pietra lavica, la maiolica siciliana (a mano artigianale) per rivestire gli spazi a verde e pannelli descrittivi in pietra lavica ceramizzata (sopra le aiuole o dove opportuno) riproducenti le attività tipiche siciliane, come la realtà contadina, le attività della pesca, i momenti più importanti della storia siciliana (trinacria inclusa). L’idea progettuale l’ho sviluppata con l’ausilio tecnico dell’architetto Enrico Piazza (https://youtu.be/4yAc16yR28c?si=s5DpVXxoqiYNuN3a).

Un luogo per rappresentare anche le piazze più rappresentative della ceramica siciliana

Sarebbe prevista l’inclusione di tutti i maestri delle piazze più rappresentative della ceramica siciliana: Burgio, Caltagirone, Patti, Santo Stefano di Camastra e Sciacca. Valorizzare i percorsi pedonali con un sistema illuminotecnico a LED a colorazione differenziata per individuare il nominativo delle vittime, l’anno dell’evento delittuoso, gli attraversamenti pedonali e gli spazi di servizio. Sarebbe prevista l’installazione di TOTEM informativi con codice QR Code (Quick Response Code), ovvero con codice a barre a risposta rapida; in questo modo sarebbe possibile con uno smartphone o tablet accedere a tutte le informazioni inerente la storia della singola vittima di mafia.

Un luogo accessibile a tutti per agevolare un cambiamento culturale che dovrebbe proiettarci ad un ricordo collettivo di tutte le vittime di mafia

Ove tale mozione venisse approvata dal Consiglio comunale di Palermo (si auspica all’unanimità), si darebbe vita a un luogo accessibile a tutti, per unire le nostre coscienze ed agevolare un cambiamento culturale che dovrebbe proiettarci ad un ricordo collettivo di tutte le vittime di mafia che hanno versato paritariamente il proprio contributo di sangue. L’idea progettuale, fermo restando la mia disponibilità a titolo gratuito, sarebbe finanziabile ricorrendo alle disponibilità finanziarie dell’assessorato regionale alla Famiglia ma presumibilmente si potrebbero anche intercettare anche risorse nazionali, europee e della Presidenza della Repubblica. Anche lo spazio a verde ripulito dai cittadini residenti “attivi” sarebbe inglobato nel progetto unitamente all’ex cabina elettrica (in attesa di dismissione da prima dei mondiali di calcio Italia 90 ) ed altro spazio in prossimità del piazzale Vittorio Veneto per trasformarlo in una sorta di Agorà, delimitata da gradoni in marmo bocciardato che assolverebbero la funzione di mini tribuna come quella realizzata nella piazzetta della memoria a lato del palazzo di giustizia.

Un luogo di commemorazione collettiva, agevolmente accessibile a tutti

In conclusione diventerebbe il luogo comune senza l’effige di nessuna vittima. Un luogo di commemorazione collettiva, agevolmente accessibile a tutti (visitatori non residenti, turisti) che al contempo attraverso l’arte descrittiva delle nostre maioliche e dei pannelli ceramizzati raffiguranti la nostra storia come popolo siciliano, contribuirebbe a fare comprendere ai visitatori che siamo molto di più dello stereotipo del siciliano con la coppola. Tutto ciò è realizzabile ma in via preliminare deve essere il Consiglio comunale di Palermo ad eseguire il primo passo, portando in discussione la mozione già depositata nell’Aprile scorso. Sarebbe un primo tassello sulla strada dell’antimafia scevra dallo spirito suprematista di taluni, senza privilegi ovverosia il modello sociale che porto avanti da anni: l’ANTIMAFIA FRANCESCANA.

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