La follia di un Paese – l’Italia – che per pagare i debiti e tirare a campare aumenta il debito facendo crescere gli interessi che paga ogni anno. Perché Lomonte (Siciliani Liberi) ha ragione

Italia avvolta-travolta da un’atmosfera di degrado economico e sociale sempre più evidente. Ma non si deve dire

Mentre gli italiani si baloccano con il calcio, con il tennis e con le demenziali trasmissioni televisive, l’Italia si accinge a una nuova emissione di titoli di Stato per tirare a campare: pagare le spese obbligatorie fino dove sarà possibile. Ovvero gli interessi sul debito pubblico (circa 90 miliardi di euro all’anno), le diarie e i vitalizi dei parlamentari, gli stipendi dei pubblici dipendenti, mentre continuano i tagli alla sanità pubblica con la cronica mancanza di medici, infermieri, posti letto, reparti (a Palermo, di fatto, è stato quasi smantellato il reparto di Ortopedia di Villa Sofia: un’assurdità, perché in questo grande ospedale cittadino c’è il Trauma Center, reparto che si occupa di traumatizzati gravi in terapia intensiva). Follie. In un Paese dove l’informazione nasconde ai cittadini la grave situazione economica e finanziaria, assistiamo sempre più sbalorditi a una politica che continua a indebitare l’Italia per pagare i debiti. Provate a immaginare una famiglia con 100 mila euro di debiti che deve pagare mille euro al mese di rata e che, ogni mese, si fa prestare 2 mila euro: mille euro per pagare la rata e mille euro per mangiare. Non c’è bisogno di precisare che il debito aumenterà e, soprattutto, aumenterà la rata che deve pagare ogni mese. Non a caso se fino a qualche anno fa l’Italia pagava circa 70 miliardi di euro di interessi sul debito all’anno, oggi, come già ricordato, con poco meno di 3 mila miliardi di euro di debito, paga circa 90 miliardi di euro all’anno. (sopra foto tratta da Oipa Magazine)

Il Governo nazionale sta utilizzando il Fondo di sviluppo e coesione (Fsc) sequestrato alle Regioni e alle città del Sud per coprire i buchi del Bilancio dello Stato. Ma non si deve dire

A questo punto un nomale cittadino italiano, che magari non segue le cronache economiche ma che ha la curiosità di sapere che cosa sta succedendo e, soprattutto, che cosa succederà, si chiede: scusate, ma chi sono i temerari che finanziano questa follia? Risposta semplice: i cittadini italiani che sottoscrivono le continue emissioni di titoli di Stato, attirati da tassi di interesse tutto sommato molto interessanti, se non competitivi, considerato ‘attuale momento storico: infatti il tasso di interesse, dopo un anno, è di poco superiore al 3%. Questo tema è affrontato in un post da Ciro Lomonte, Segretario politico di Siciliani Liberi, uno dei pochi politici italiani che denuncia i pericoli legati alla mancanza di soldi: “Ospite della Tv di Stato, il capo del Governo Giorgia Meloni – scrice Lomonte – ha schernito il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che il 16 Febbraio aveva guidato sotto Palazzo Chigi un corteo di Sindaci del Sud, giunto a Roma per protestare per i fondi del mega Fondo di sviluppo e coesione (Fsc) sequestrato da Roma alle Regioni e alle città del Sud per coprire i buchi del Bilancio dello Stato, ormai ad un passo dalla dichiarazione di insolvenza sul debito pubblico. ‘Se uno guarda l’utilizzo dei fondi in Campania – ha detto il presidente del Consiglio – ho trovato la Festa del fagiolo e della patata, la rassegna della zampogna, la festa del caciocavallo podolico, la sagra dello scazzatiello. Spendere i soldi in modo più strategico può dare risultati migliori’. Siciliani Liberi lo aveva detto e scritto la scorsa Estate, quando l’innocuo presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, aveva esultato per ‘gli oltre 6 miliardi del Fsc che vanno alla Sicilia’”. Su questo punto il leader degli Indipendentisti siciliani è tranciante: “Non arriverà un centesimo – scrive Lomonte – perché Roma è a un passo dall’insolvenza. E così come ha già fatto sparire le prime due rate dei fondi del Pnrr (le altre, non avendo più Bruxelles un centesimo, semplicemente non esistono), ancor più lo avrebbe fatto con i fondi del Fsc”. (sopra foto di Giorgia Meloni, sottofoto di Ciro Lomonte)

I dati discutibili sull’inflazione italiana

“Siciliani Liberi – prosegue la nota del leader del Movimento indipendentista – è una forza politica pacata e propositiva: sarebbe facile fare inutile demagogia tanto sul capo del Governo che schernisce un collega presidente di Regione, che su quest’ultimo che ancora pochi giorni fa scherniva a sua volta il presidente del Senato. Nel concreto, la situazione già grave del Sud e della Sicilia è peggiorata dalla grave situazione in cui si trovano le una volta floride Regioni del Nord. Il commissario nominato dal Governo per la ricostruzione delle zone alluvionate della scorsa Estate in Romagna sta per lasciare l’incarico in scadenza a Giugno: ‘I fondi ci sono, mancano i periti e io scado a Giugno’, ha detto salutando e attribuendo il fatto che nulla sia stato realizzato non all’ovvia mancanza di denaro ma di ‘periti’, di cui forse in Emilia Romagna ce ne sono molte migliaia in ognuna delle categorie previste dal titolo di perito”. In realtà, il Governo nazionale è in bolletta anche se tale notizia viene nascosta da tutti i partiti politici per non far venire fuori la notizia che è l’Unione europea che ha fatto fallire l’Italia. “A Roma – scrive Lomonte – provano ogni tipo di inganno comunicativo, per nascondere la realtà. Per mesi hanno provato a simulare un’inesistente riduzione dell’inflazione attraverso i soliti trucchi statistici, nella speranza che la BCE procedesse ad una impossibile riduzione dei tassi di interesse. Ma ora politica e media devono arrendersi alla realtà di un’inflazione inarrestabile: +5,1% per il cosiddetto ‘carrello della spesa’ a Gennaio (https://www.iltempo.it/…/prezzi-cibo-inflazione-istat…/)”. In realtà, il dato +5,1% potrebbe essere (ma non è nemmeno detto) l’inflazione di fondo, ovvero l’inflazione calcolata senza tenere conto degli aumenti dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari: del resto, basta entrare in un centro commerciale per rendersi conto che ci sono beni alimentari i cui prezzi sono aumentati del 70% circa e, in alcuni casi, del 100% e oltre.

Di fatto, la politica ha trovato il modo di cominciare a mettere le mani nel risparmio privato degli italiani, che ammonta a oltre 5 miliardi di euro… Ma non si deve dire

Qui arriva la parte più interessante del post di Lomonte: “Ecco dunque, in assenza della terza e della quarta rata del Pnrr, il terzo Btp Valore in nemmeno 12 mesi. Riservato ai piccoli investitori pagherà il 3,25% fino al terzo anno. Poi, il 4%: cioè, per l’Italia che affoga strozzata dai tassi Bce al 4%, tassi al limite dell’impagabile. Si parte con la raccolta il 26 Febbraio. Non appena il Tesoro avrà raggiunto il pari importo Btp Valore con la terza o quarta rata del Pnrr, il Tesoro chiuderà la raccolta. Come possa pretendere di pagare simili tassi di interesse con la situazione delle casse dello Stato disastrata e l’economia in ginocchio (undici mesi consecutivi di calo della produzione industriale, agricoltura in ginocchio, Ilva di Taranto fallita e nazionalizzata, raffinerie in vendita, fuga degli eredi Agnelli etc. etc.) è qualcosa che un giorno gli storici si chiederanno quando scriveranno degli ultimi giorni della seconda repubblica italiana”. In realtà, aggiungiamo noi, il problema non sta nella politica italiana nel suo complesso ma nei cittadini che vanno dietro alla stessa politica italiana. Volendo, la politica ha trovato il modo di cominciare a mettere le mani nel risparmio privato degli italiani, che ammonta a oltre 5 miliardi di euro… Contenti i cittadini che ‘investono’…

Solo gli agricoltori hanno capito il disastro che sta per travolgere l’Italia

Lomonte conclude il suo post con un auspicio che noi condividiamo ma che è un po’ troppo ottimistico: “Siciliani Liberi è una forza politica responsabile e propositiva: dopo la caduta del Governo in carica – non per nulla guidato da esponenti dell’ex MSI – l’Italia è attesa da profondissimi rivolgimenti sociali e politici per cui è necessario formare oggi gli uomini capaci di poter guidare le varie comunità del Paese in giorni che sarannno più duri di quelli dell’immediato dopoguerra”. Non crediamo che gli italiani si sveglieranno dal torpore in cui sono intrappolati e cominceranno a preoccuparsi di “formare oggi gli uomini capaci di poter guidare le varie comunità del Paese in giorni che sarannno più duri di quelli dell’immediato dopoguerra”. Gli italiani continueranno a seguire il calcio, il tennis, la televisione e via continuando. In Italia trionfa la convinzione che non succederà niente e che tutti possono vivere sulle spalle di tutti, senza che nessuno paghi il conto. Tale convinzione profonda resiste, nonostante l’Italia sia ormai un Paese non più ricco come lo era negli anni ’80 del secolo passato, ma un Paese povero. Tra i pochi che hanno capito il disastro in cui sta precipitando l’Italia governata da un’Unione europea di ‘banditi’ sono gli agricoltori, che infatti protestano. Il resto è ‘anestesia’ sociale…

Tutte le reazioni:

66

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *