La guerra nel Golfo porta nel Sud Italia e in Sicilia i turisti che non vanno più in Medio Oriente, nel Mar Rosso e in Nord Africa. Boom di traffico commerciale nei porti siciliani. Bene le raffinerie. Parla Mario Pagliaro

di Giulio Ambrosetti

Rieccoci con il nostro appuntamento mensile con il chimico del Cnr. Turismo, energia, acqua, ambiente e agricoltura i temi che affrontiamo

Siamo giunti quasi alla fine di Maggio. La chiusura dello Stretto di Hormuz continua da 80 giorni. Il  prezzo di benzina, gasolio, e kerosene continua a salire, trascinando in alto tutti i prezzi, a partire dai generi alimentari. Sta per concludersi una Primavera fredda e piovosa. In Sicilia però ci sono sviluppi inattesi che vanno dal turismo ai porti. E’ tempo dunque di tornare a sentire il il nostro amico Mario Pagliaro per il dialogo mensile sui consueti temi di energia, acqua, turimo, ambiente e agricoltura. Dialogo letto e atteso in molte regioni d’Italia, e anche all’estero dove vivono milioni di italiani emigrati durante gli altri 20 anni in cui l’adozione dell’euro ha devastato l’economia italiana.

PREVISIONI ESATTE

Partiamo dal turismo. Lei a Marzo ci aveva detto che il turismo in Sicilia sarebbe cresciuto ancora proprio a causa della guerra. Poi ad Aprile ci aveva detto che “ai timori per la situazione conflittuale in Medio Oriente si aggiungono quelli relativi alla disponibilità di kerosene per gli aerei, che ha spinto molti a non comperare biglietti aerei per i mesi estivi”. Pochi giorni fa abbiamo letto sul Corriere della Sera la notizia che le prenotazioni dei voli estivi sono calate del 70%. Come ha fatto a prevederlo?

“Perché grazie ad internet ormai le persone sono largamente informate. Quando hanno letto o sentito che molte compagnie avevano difficoltà a reperire carburante e che molti voli estivi venivano tagliati, con il proprietario della maggiore compagnia low cost europea dichiarare che ‘se la guerra non finisce arriveranno molti fallimenti’, ne hanno tratto le conseguenze. Lo stesso vale per lo spostamento massivo delle vacanza nel Sud Italia. Quando i cittadini dei vari Paesi europei hanno visto che alcuni connazionali erano rimasti bloccati per giorni nei Paesi della penisola arabica all’inizio del conflitto nel Golfo Persico, ebbene, ne hanno tratto le conseguenze. Di qui il fatto che gran parte del flusso turistico tradizionalmente diretto in Medio Oriente, incluse le località balneari sul Mar Rosso e del Nord Africa, si sta riversando sul Sud Italia, e in particolare sulla Sicilia”.

LA NOSTRA ISOLA E LE REGIONI DEL MEZZOGIORNO IN GENERALE STANNO FACENDO IL PIENO DI PRENOTAZIONI TURISTICHE PER L’ESTATE CHE IN VERITA’ SI STA FACENDO UN PO’ ATTENDERE

Ed è già così? Come vanno i flussi turistici e le prenotazioni in Sicilia quando siamo ormai alla fine di un mese di Maggio insolitamente fresco?

“Benissimo. Turisti e visitatori vengono sempre più in nave, in auto, e persino in pullman. Infatti il traffico passeggeri negli aeroporti di Catania e Palermo ad Aprile è stato relativamente contenuto, in crescita di poco più dell1% a Catania e del 3% a Palermo. Ma è cresciuto moltissimo quello navale e quello veicolare. Ormai è facile assistere allo sbarco in un paio di giorni di 15 mila passeggeri dalle navi crociera che attraccano a Catania o a Palermo. Quanto alle prenotazioni per i tre mesi estivi, ormai oltre l’80% delle prenotazioni i turisti le fanno online per cui gli operatori turistici, inclusi i piccoli proprietari di innumerevoli B&B e Case vacanze, possono monitorare la domanda praticamente in tempo reale: si registra un boom di prenotazioni e di arrivi. La crisi economica italiana, che ha fatto diminuire in modo significativo le presenze di italiani già lo scorso anno e fino all’inizio delle ostilità nel Golfo Persico a fine Febbraio, non impatta più: gli italiani che possono ancora viaggiare e che prima sceglievano i grandi viaggi, inclusi quelli in Nord America, scelgono di andare in vacanza nel Sud Italia. Lo stesso fanno i cittadini della Germania e dei suoi Paesi satelliti che, dall’avvento dell’euro per oltre 20 anni, hanno tratto grandi benefici economici. Si va a Napoli e in Costiera amalfitana, in Salento e a Bari, nelle stupende spiagge della Calabria ionica e tirrenica, in Sardegna e in Sicilia: che è la regione italiana più grande, più soleggiata, e con la maggiore estensione costiera. Per non dire delle numerose isole che circondano la Sicilia di cui sono ben note bellezza ed ospitalità delle popolazioni”.

IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE ESALTA LA CENTRALITA’ DELLA SICILIA NEL MEDITERRANEO. BOOM DELLE RAFFINERIE DI PETROLIO SICILIANE E DEL TRAFFICO COMMERCIALE NEI PORTI COMMERCIALI DELLA NOSTRA ISOLA

Un’altra cosa che ci ha colpito è la notizia che sarebbe in corso pure un boom del traffico commerciale nei porti siciliani. E’ vero? E a cosa sarebbe dovuto?

“E’ verissimo. E la causa è la stessa: i conflitti in Medio Oriente. Con la crisi dello Yemen che aveva preso di mira la navi chiudendo per settimane l’accesso al Mar Rosso e a Suez, e la più recente chiusura dello Stretto di Hormuz. In breve, la crisi del traffico navale in Medio Oriente esalta la centralità della Sicilia nel Mediterraneo, unita alla presenza delle tre maggiori raffinerie di petrolio d’Italia. Da un lato, è tornato ad aumentare in modo significativo l’afflusso di petrolio da raffinare nelle raffinerie siciliane che ora devono operare ad alta o persino piena capacità per compensare il flusso di carburante raffinato che non riesce più ad arrivare dalle numerose raffinerie dei Paesi del Golfo Persico. Dall’Algeria alla Libia, fino all’Egitto il Nord Africa è pieno di petrolio ma non ha capacità di raffinazione sufficienti. Infatti una delle raffinerie siciliane appartiene alla compagnia petrolifera di Stato dell’Algeria. Quindi, il petrolio greggio prende la strada della Sicilia. Dall’altro lato, molte navi provenienti dall’Asia preferiscono evitare le zone di guerra: fanno il periplo dell’Africa ed entrano nel Mediterraneo da Gibilterra. Così, invece di attraccare nei porti della Grecia o della Turchia che si troverebbero davanti per primi entrando da Suez, sempre più attraccano in Sicilia per scaricarvi i loro carichi, che vanno dai pannelli fotovoltaici ai motocicli, dalle automobili convenzionali ed elettriche all’elettronica oggi pressoché interamente prodotta nel Sud Est Asiatico”.

ANCORA PIOGGE FINO ALLA PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO. IL FREDDO DI APRILE E MAGGIO HA DANNEGGIATO GRAVEMENTE LE COLTURE DI POLONIA, FRANCIA, GERMANIA, UNGHERIA, AUSTRIA, GRECIA E DEI PAESI BALCANICI. PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI IN SALITA

Un’ultima domanda prima di risentirci a Giugno. Dopo mesi e mesi di piogge le prime tre settimane di Maggio in Sicilia sono state finalmente soleggiate, anche se insolitamente fresche. L’Etna ad esempio ha ancora la sommità innevata. Che tempo dobbiamo attenderci nei prossimi giorni e nelle prossime settimane?

“Le Alpi e buona parte dell’Appennino sono ancora innevate. Il tempo resterà instabile anche nella settimana dal 25 al 31 Maggio, con giornale fresche e soleggiate che si alterneranno a piogge particolarmente abbondanti nella Sicilia centrale, nel vasto territorio etneo, oltre che sui Nebrodi come previsto dagli ultimi calcoli del modello meteorologico europeo. Da Giovedì 28 le piogge torneranno su tutta Italia con l’Europa che tornerà ad essere investita dal continuo afflusso di correnti fredde di origine artico-russa che caratterizza il quadro meteorologico europeo dallo scorso Autunno e che ha portato la neve a bassa quota sulle Dolomiti e in Appennino ancora fra il 14 e il 16 Maggio e al riempimento degli invasi di tutta la Sicilia e dell’intera Italia. Analoga instabilità i modelli intravedono anche per la prima settimana di Giugno. Le temperature eccezionalmente fredde di Aprile e Maggio hanno causato gravi danni alle colture in Polonia, un grande Paese agricolo, ma anche in Francia, Germania, Ungheria, Austria, nei Balcani e persino in Grecia. Il che, unito al costo altissimo dei carburanti, determinerà un’ulteriore crescita dei prezzi agricoli in tutta Europa”.

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