di Frate Domenico Spatola

Commento a un celebre passo del Vangelo di Matteo (25,1-13)
La parabola delle dieci vergini, nel giorno delle nozze della loro compagna. Dovevano illuminare il tragitto con le fiaccole accese. I matrimoni si celebravano nelle ore notturne. Delle vergini, cinque definite “sagge”, perché con le fiaccole avevano l’olio. Le altre, erano “stolte”, come pazze, perché avevano le fiaccole inutili perché senza combustibile. A mezzanotte, il confronto. Le sagge poterono partecipare al corteo nuziale, mentre le “stolte”, prive di carità, vennero escluse. Le loro fiaccole spente erano inservibili. Né valse cercare in tempo scaduto. Erano credenti (e le fiaccole lo denunciavano), ma prive di amore. Fede inutile, dunque: “Non vi conosco!”, dirà implacabilmente lo Sposo, perché “la fede, senza le opere, è morta”.
Foto tratta da Unità Pastorale San Salvaro







