di Giulio Ambrosetti

“… perché Forza Italia potrebbe far cadere il Governo se Giorgia Meloni ‘sgarra’, per andare al Governo con le opposizioni”
Qualche giorno fa ho letto un articolo sul quotidiano La Verità che mi ha colpito. Si illustra il grande imbroglio planetario della terapia genica sperimentare contrabbandata come “vaccino contro il Covid”. Il finale, in particolare, è importante per i possibili risvolti politici, da Roma alla Sicilia: “Il Governo tuttora in carica (il rifermento è al Governo di Giorgia Meloni ndr) – leggiamo nell’articolo – include tra i suoi componenti Forza Italia, e questo vuol dire che è sotto possibile ricatto, perché Forza Italia potrebbe far cadere il Governo se Giorgia Meloni ‘sgarra’, per andare al Governo con le opposizioni. Le aperture di Forza Italia al vaccinismo e all’immigrazionismo, alla cultura woke o almeno a quella Lgbt, non lasciano dubbi sulla sua vera attuale vocazione. Forza Italia appartiene alla famiglia Berlusconi, come Mediaset, ora spostata a sinistra, o appartiene ai suoi elettori? Tutto questo spiega il comportamento di Schillaci (Orazio Schillaci, l’ondivago Ministro della Salute-Sanità, che è stato imposto nel Governo Meloni dall’Unione europea a ‘trazione’ tedesca che, è noto, controlla i Governi italiani soprattutto a partire dal ‘golpe-spread’ contro il Governo Berlusconi 2008-2011 ndr). Come se ne esce? Con il voto. In Italia può governare un partito che vinca le elezioni con il 51% dei voti. Il Governo attuale è sotto ricatto e deve soprattutto cercare di sopravvivere, per evitare di consegnare il Paese a Elly Schlein, con il beneplacito di Antonio Tajani (attuale Ministro degli Esteri e numero uno di Forza Italia, ufficiale dell’Aeronautica militare italiana, ottima conoscenza di inglese, francese e spagnolo, giornalista che nella seconda metà degli anni ’80 del secolo passato si è anche occupato di mafia con qualche venatura polemica sul Palazzo di Giustizia di Palermo di quegli anni: qui un articolo). La Commmissione Covid è stata abbattuta in Italia. All’estero Commissioni analoghe stanno continuando a lavorare. La verità è figlia del tempo”.
In realtà, oggi Marina Berlusconi ha perso la favella, se è vero che non sembra più molto loquace sul ciclone Trump
Cominciamo precisando che La Verità non è, ovviamente, un giornale di centrosinistra e nemmeno riconducibile al partito che fu di Silvio Berlusconi. Da quello che si legge, è un quotidiano libero, anche se abbraccia alcune tesi del centrodestra. Il senso politico di questo articolo de La Verità è interessante, anche se un po’ superato dal vento che arriva dagli Stati Uniti d’America. Che Forza Italia con Tajani si stava preparando a governare l’Italia con il PD non abbiamo dubbi. Ma con Trump alla Casa Bianca la situazione è mutata. Quando si cominciò a parlare di dazi doganali Marina Berlusconi non lesinò dubbi e critiche al presidente USA. Oggi Marina Berlusconi non ci sembra molto loquace davanti a un accordo con gli Stati Uniti che è rovinoso per l’Unione europea. Non tanto per i dazi al 15%, che anzi agevolano alcune imprese europee ed italiane (che si avvantaggiano rispetto ad altri Paesi del mondo colpiti da dazi al 25%, al 30%, al 39% fino al 50% del Brasile), quanto per gli esborsi che l’Ue dovrà sostenere per acquistare petrolio, gas liquido e armi americane, più i 600 miliardi di euro di investimenti in America. Un disastro. In questo clima non vediamo grandi cambiamenti all’orizzonte, se non altro perché Trump, che vuole sbaraccare l’Unione europea a ‘trazione’ tedesca, se prende in antipatia qualche titolo ci mette mezza seduta di Borsa per farlo crollare. E ci mette due settimane a far saltare un gruppo economico europeo, anche solido. Trump in Scozia ha detto che l’immigrazione sta uccidendo l’Europa (qui un articolo). E in Inghilterra in queste ore c’è il caos contro i migranti. Non è da escludere che la protesta si allargi in altri Paesi europei. Non a caso Tajani non parla più di allargare le maglie per la cittadinanza agli immigrati. Detto con parole semplici, il peso politico di Trump si avverte anche in Europa.
Tajani si dovrà ‘rimangiare’ il ribaltone a Roma. Ma in Sicilia…
E allora? Tramontato il ribaltone di Forza Italia a Roma, i trasformisti del partito padronale per antonomasia potrebbero provare a tentare qualcosa in Sicilia. Per esempio, l’apparentemente bizzarra polemica giocata sul filo del fioretto tra il parlamentare nazionale di Forza Italia, Giorgio Mulè, e il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, anche lui di Forza Italia, potrebbe essere un esperimento azzurro che, però, parte già azzoppato. Mulè, politico di breve corso, ‘paracadutato’ nelle liste di Forza Italia in Sicilia alle ultime elezioni politiche, non ha una storia politica alle spalle. Perché, allora, si è autocandidato alla presidenza della Regione siciliana, suscitando la reazione ironica del presidente Schifani, che l’ha invitato a raccogliere le firme? Non è da escludere che l’autocandudatura del ‘paracadutato’ Mulè, addirittura sulla plancia di comando di Palazzo d’Orleans, sede del Governo dell’Isola, possa essere legata alla strategia portata avanti dall’ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e dall’ex coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè. I due hanno dato vita al solito movimento che, in accordo con l’ego smisurato dei due soggetti in questione, hanno chiamato ‘Grande Sicilia’. Ai due si è associato il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che s’illude di costruirsi un futuro politico addizionandosi agli avventurieri della politica Lombardo e Miccichè. Della partita dovrebbero essere anche PD e al Movimento 5 Stelle, due partiti politicamente disastrosi che in Sicilia, senza qualche ‘esperimento’, non vinceranno mai le elezioni regionali.
I Dioscuri del trasfomismo politico siciliano di nuovo all’opera
Per la cronaca, Lombardo e Miccichè sono due eccelsi professionisti del trasformismo politico. Per Lombardo non esistono destra, centro e sinistra ma esistono solo poltrone da occupare e i voti da incrementare con il clientelismo politico allo stato puro. Della stessa pasta Miccichè, che dal 2008, quando non riuscì a farsi eleggere presidente della Regione, forte del suo rapporto personale con Berlusconi, ha utilizzato Forza Italia come una sorta di albergo, entrando e uscendo a seconda della convenienza del momento. Di Lombardo si ricorda il suo celebre ribaltone del 2009. Eletto un anno prima presidente della Regione siciliana nel centrodestra con quasi il 70% dei voti di lista, grazie a una legge elettorale regionale che consente queste sconcezze politiche, Lombardo si sbarazzò dei rappresentanti del centrodestra per ‘imbarcare’ nel Governo il PD allora retto da Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia. Della partita faceva parte anche Confindustria Sicilia, allora retta da Antonello Montante. Quest’ultimo è caduto in disgrazia ma nessuno ricorda mai che per quasi sei anni è stato uno dei protagonisti dei Governi del centrosinistra siciliano. Chissà perché. Per onestà di cronaca, non tutto il centrosinistra e non tutto il PD siciliano erano d’accordo sul Governo Lombardo-Cracolici-Lumia-Montante: fu la segreteria nazionale a fare ‘inghiottire’ ai riottosi il ‘boccone’. Mentre Rita Borsellino e il suo gruppo si mantennero sempre molto lontani dal Governo Lombardo.
I ‘regali’ del Governo Lombardo ai cittadini siciliani: le ‘grandi riforme’ farlocche e il disastroso Governo Crocetta. Volete mettere?
Il Governo trasformista e ribaltonista di Lombardo si ‘spense’ nel 2012, non prima di aver praticamente distrutto la sanità pubblica siciliana, accorpando ‘a comu vinia’ ospedali e sbaraccando reparti ospedalieri e posti letto in cambio di una ‘Medicina del territorio’ novella Araba Fenice, quella del “che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”… E infatti ancora oggi, tre Governi regionali dopo, nessuno sa cosa sia e, soprattutto, dove sia l’immaginifica ‘Medicina del territorio’ in salsa sicula. Tra gli altri danni politici seri prodotti dal Governo Lombardo, non si può non citare la ‘riforma’ della pubblica amministrazione che, sembra incredibile!, è riuscita a peggiorare una situazione che nella nostra Isola era già delirante. Per non parlare della ‘riforma’ dell’Azienda Foreste Demaniali e, in generale, della gestione del verde, i cui effetti nefasti li paghiamo ogni anno in Estate con gli incendi boschivi, agevolati dalla mancanza di operai forestali a tutela delle aree verdi e da un ottuso sistema di gestione con le competenze rigorosamente divise tra i vari ‘Castelli kafkiani’ dell’amministrazione regionale. Da non dimenticare che Lombardo, Miccichè e Montante hanno anche regalato alla Sicilia il Governo di Rosario Crocetta, in assoluto il peggiore della storia dell’Autonomia siciliana.
Senza “l’autino” il centrosinistra in Sicilia non vince
Perché abbiamo ricordato tutto questo? Perché abbiamo la sensazione che sia partita la corsa per portare il fallimentare centrosinistra siciliano al Governo della Regione siciliana. Il centrosinistra a ‘trazione’ prima comunista e oggi post comunista non ha mai avuto i voti per governare la nostra Isola. Mai. Se ha governato, dall’operazione Milazzo di fine anni ’50 fino ad oggi, l’ha fatto grazie ai ribaltoni (il Governo di Silvio Milazzo fu, di fatto, un ribaltone voluto all’inizio dall’ENI di Enrico Mattei) e al discutibile ‘travaso’ dei voti. Crocetta, nel Novembre 2012, viene eletto solo perché Miccichè, con l’aiuto di Lombardo, si candida alla presidenza della Regione contro il candidato del centrodestra, Nello Musumeci, per farlo perdere e, di conseguenza, per fare vincere il candidato di centrosinistra. Nonostante questo l’operazione stava fallendo. Crocetta viene eletto solo perché a Catania e dintorni, in ‘zona Cesarini’, due esponenti di centrodestra tolgono i voti a Musumeci e li riversano su Crocetta. Se andate a consultare i risultati elettorali delle regionali siciliane del Novemvre 2012, vi accorgerete che Musumeci supera Crocetta nel collegio di Palermo, ma perde incredibilmente nella ‘sua’ Catania proprio per il tradimento dei due ‘Gani’ del centrodestra catanese, oggi politicamente scomparsi.
Megghiu u’ tintu canusciutu ca u bonu a’ canusciri
Ecco: magari, lanciando la sua candidatura nel mare della politica siciliana, Mulè pensa di diventare il candidato dei trasformisti di ‘Grande Sicilia’, del PD, del Movimento 5 Stelle e delle varie ‘frasche’ appassite del centrosinistra? Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che non possiamo dimenticare la fallimentare gestione della pandemia, prima con il Governo di Giuseppe Conte Atto II e poi con il Governo del ‘grande europeista’ Mario Draghi. Come dimenticare le chiusure dei cittadini in casa senza il voto da parte del Parlamento ma con DPCM, ovvero semplici atti amministrativi? Quindi l’insensato Green pass privo di valenza scientifica. E, ancora, il ‘presunto’ vaccino anti-Covid delle multinazionali farmaceutiche imposto ai cittadini, pena la sospensione dal lavoro e dallo stipendio: azioni degne degli Stati totalitari. Un ‘presunto’ vaccino sul quale fino ad oggi non abbiamo visto nulla, perché l’amministrazione Trump, con il Segretario della Salute, Robert Kennedy junior, non ha ancora tirato fuori le ‘carte’ ma solo piccolissimi ‘assaggi’ che già fanno tremare la sanità di mezzo mondo legata alle multinazionali farmaceutiche. In America si vocifera, ad esempio, dei paradisi fiscali molto gettonati in tempo di Covid. Altro che no vax! Quindi i morti, che ci sono stati; e i tanti cittadini colpiti dagli affetti avversi. E il silenzio che ancora oggi domina sull’aumento delle ‘morti improvvise’ causate da non si capisce che cosa. Quanto ai grillini in particolare, oltre al tradimento delle radici politiche e culturali del Movimento, ci sono i ‘buchi’ finanziari provocati dal Super-bonus 110%, che alla fine ha favorito i ricchi, e i ‘famigerati’ banchi di scuola con le rotelle. Se a questo aggiungiamo che il PD, quando ha governato la Sicilia con il citato Crocetta, ha polverizzato l’automomia finanziaria della Regione siciliana, beh, la ‘frittata’ è fatta. Non che il Governo Schifani ci faccia ‘impazzire’, se è vero che ha completato l’opera del centrosinistra, regalando a Roma circa 9 miliardi di euro di scippi al Fondo sanitario regionale siciliano. Insomma, siamo messi male. Ciò posto, verrebbe quasi da dire: Megghiu u’ tintu canusciutu ca u bonu a’ canusciri…
Foto tratta da Il Fatto Quotidiano








