Scavando a Gaeta nel 1961 dal sottosuolo emerge una scena agghiacciante: i resti dei corpi di uomini, donne e bambini trucidati durante l’assedio nel 1860

Il 13 Febbraio 1861 dopo un assedio durato 102 giorni, con 75 giorni di continui bombardamenti, Gaeta si arrende agli invasori piemontesi foraggiati dall’Inghilterra. Giorno triste per il Sud Italia che noi ricordiamo con una storia particolare. Tutto comincia con gli scavi per la costruzione di una scuola

Quando nel 1961 si andò a costruire una scuola a Gaeta in occasione delle celebrazioni per l’anniversario di quella AGGRESSIONE ARMATA che i vincitori chiamano “unità”, ci si imbattè in una “sorpresa” a dir poco, AGGHIACCIANTE. Nello scavare, infatti, i lavori dovettero essere sospesi… A bloccare tutto non fu un cadavere ma dieci, cento, mille e mille cadaveri. Accatastati uno sull’altro. Portavano addosso ancora le divise borboniche a cui, puntualmente mancavano i bottoni di argento con i tre GIGLI… Ma non è tutto. Più si scavava e più ci si rendeva conto che la FARSA della scuoletta (da dedicare a qualche loro carnefice di quella unità) diventava impossibile, perché la Terra di Gaeta, la Nostra Terra continuava a far emergere cadaveri anche di civili. Uomini, donne, bambini che indossavano abiti semplici da pastori, da contadini, con le ciocie ai piedi, a centinaia e centinaia emergevano da sotto terra.

Testo tratto da ALTA TERRA DI LAVORO dal blog Regno delle Due Sicilia.eu

Foto tratta da Pontelandolfo News

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *