Se siete interessati a capire cosa c’è dietro la richiesta di risarcimento di 250 milioni di dollari chiesta dalla Cipriani USA Inc. per il ‘caso’ di Nicole Minetti seguite questo illuminante VIDEO di Franco Zanghì

Quando un giornalista è bravo bisogna riconoscerlo. Illustrare un fatto estremamente complesso con parole semplici non è facile

Il funzionamento della Giustizia americana è particolare e, soprattutto, è molto diversa dal funzionamento di quella italiana. Affrontiamo questo tema riprendendo un video, molto illuminante, di Franco Zanghì protagonista di ScenariGlobali. Si parla del ‘caso’ di Nicole Minnetti. E’ la storia dei 250 milioni di dollari che la Cipriani USA Inc. ha chiesto come risarcimento davanti alla Corte distrettuale di New York. Questa società ha citato in giudizio la società editoriale de Il Fatto Quotidiano e la Rai. Motivazione: le inchieste sulla grazia concessa a Nicole Minetti dalla presidenza della Repubblica italiana.

Tra Americane Rule e Discovery

Perché il video di Zanghì è importante? Perché con parole semplici, comprensibili a tutti, illustra gli aspetti tecnico-giuridici di questa complessa vicenda giudiziaria. Il problema, dice Zanghì, non sono i 250 milioni di dollari di risarcimento ma il meccanismo che si nasconde dietro questa citazione presso il Tribunale di New York. “Negli Stati Uniti – si legge nel post della pagina Facebook di Zanghì – vige la American Rule: ogni parte sostiene i propri costi legali indipendentemente dall’esito. Anche se Il Fatto e la Rai vincessero su tutta la linea, i milioni spesi in avvocati newyorchesi resterebbero a carico dei loro bilanci. Le tariffe degli studi legali di New York oscillano tra i 600 e i 1.500 dollari l’ora. C’è poi la Discovery – si legge sempre nel post -: lo strumento istruttorio più invasivo del sistema americano. Prima ancora che un giudice entri nel merito, i legali di Cipriani possono richiedere alle redazioni email interne, messaggi privati, bozze di articoli, registrazioni non trasmesse. Da sola, questa fase può prosciugare le risorse di un editore… L’obiettivo non è incassare quei soldi. È la guerra d’attrito. Il processo come arma. Il costo del difendersi come punizione”.

Chi è interessato alla vicenda non può perdersi

IL VIDEO DI ZANGHI’ CHE TROVATE QUI

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