Che fine ha fatto il maxi emendamento che contiene tra le altre cose una norma fondamentale per il futuro della Formazione professionale in Sicilia?

Ce lo chiediamo perché nei ‘Palazzi’ della politica siciliana gira una voce totalmente priva di fondamento

di Mandrake

Cosa stanno combinando negli uffici della Regione siciliana deputati alla pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della stessa Regione? Come mai non è ancora stato pubblicato il maxi emendamento approvato nei giorni scorsi dal Parlamento dell’Isola? Nei corridoi dei ‘Palazzi’ della politica siciliana circolano voci a nostro modesto avviso prive di fondamento. Si sussurra che potrebbe non materializzarsi il comma che prevede l’obbligo di assunzione per ogni sede formativa di almeno quattro lavoratori. A noi queste voci che girano sembrano assurde, perché una norma approvata dall’Assemblea regionale siciliana non può certo sparire nel nulla. Va ricordato che il testo di legge approvato da Sala d’Ercole comprende anche un’altra norma che cancella il tetto di finanziamento massimo per ciascun ente formativo in Sicilia, lasciando nelle mani di pochi il settore che darebbe luogo a un regime di oligopolio. Questa benedetta norma ha spaccato in due la maggioranza di centrodestra che sostiene il Governo di Renato Schifani. Il racconto di quanto accaduto non deve apparire irriverente, né può passare come uno sfottò tra due tifoserie di calcio. Quello che è accaduto ha però dell’incredibile. Il Governo non ne sapeva nulla di questa norma, molti parlamentari della maggioranza non ne sapevano nulla. Ovviamente non ne sapevano nulla i deputati dei partiti di minoranza all’Ars. Ma da dov’è spuntata ‘sta norma? Mistero. (sopra foto di Sala d’Ercole tratta da www.ars.sicilia.it)

Ma i sindacati non dovrebbero tutelare i lavoratori?

Non abbiamo finito di raccontare una storia che sembra la sceneggiatura di un copione teatrale in stile grottesco. I titolari del futuro oligopolio – i futuri Paperoni della Formazione professionale siciliana – sono contenti perché faranno incetta di fondi pubblici; ma sono anche scontenti, molto scontenti, perché saranno costretti ad assumere personale che pensavano di non assumere. I titolari degli enti che rimarranno senza fondi ovviamente protestano. Fino a qua nulla di grottesco, ci può pure stare. Viene da sorridere, anche se siamo di fronte, di fatto, a una riforma del settore della Formazione professionale imposta con un blitz notturno, constatare che anche le Organizzazioni sindacali sono insorte, contestando la norma che obbliga chi non l’ha ancora fatto ad assumere il personale nelle forma giuridica che rispetta la legge e il contratto collettivo di lavoro del settore. Ma i sindacati non dovrebbero tutelare i lavoratori? Sembra una barzelletta, ha il sapore grottesco, ma così sta andando. Quello che raccontiamo ai nostri lettori è rilevabile dalle tante dichiarazioni raccolte sui giornali, dai lavori parlamentari, dalle prese di posizione di molti deputati regionali e, in ultimo, dai movimenti strani.

Una domanda al Governo siciliano e alla presidenza dell’Ars: era proprio il caso di condensare un argomento così importante – la riforma della Formazione professionale – in due norme inserite in un maxi emendamento? Pessimo modo di legiferare e pessima gestione dei lavori parlamentari

Torniamo così all’inizio di questo articolo. Come già scritto, nella Gazzetta Ufficiale della Regione non è stato ancora pubblicato il maxi emendamento che, tra le tante cose, contiene sia l’istituzione, di fatto, di un oligopolio per la gestione dei fondi destinati alla Formazione professionale, sia la norma che obbliga gli enti di assumere il personale nelle forma giuridica che rispetta la legge e il contratto collettivo di lavoro del settore. Ribadiamo: le voci che raccontano che la norma che obbliga al rispetto del contratto collettivo di lavoro del settore potrebbe scomparire non hanno alcun fondamento. Non ci resta che aspettare la pubblicazione del maxi emendamento per smentire le odiose malelingue che mettono in giro teorie fantasiose per fomentare polemiche inutili. Appena questa riforma della Formazione professionale inserita nella legge omnibus verrà pubblicata informeremo i nostri lettori. Solo una nota alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana: un argomento così importante come la riforma della Formazione professionale siciliana non si ‘condensa’ in due norme da ‘infilare’ in un maxi emendamento. Sembra la storia di sei nuove linee del Tram di Palermo inserite in un emendamento al Piano triennale delle opere pubbliche! Ironia a parte, una riforma così importante – perché la Formazione professionale è importante – deve essere presentata con un apposito disegno di legge che deve essere discusso e approvato dalla Commissione legislativa di merito; poi deve essere discusso e approvato dalla Commissione Bilancio e, infine, deve essere discusso e approvato dal Parlamento siciliano. Gli uffici dell’Assemblea regionale siciliana hanno illustrato la procedura che avrebbe dovuto essere seguita alla presidenza dell’Ars e al Governo?

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