In un VIDEO di Agostino Cascio le ragioni della crisi del grano duro e i responsabili di questo scempio. Agricoltori siciliani: mai più votare Movimento 5 Stelle, PD, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia

Parole come pietre che illustrano, passo dopo passo, come la malapolitica Ue e italiana stanno affossando il grano duro della nostra Isola

Chi si occupa di agricoltura in generale, chi produce grano duro in particolare, magari in Sicilia e nel Sud Italia, deve assolutamente seguire il video di Agostino Cascio, indomito e battagliero agricoltore siciliano. Io conosco da anni Agostino, conosco la sua passione, la sua onestà intellettuale e la sua conoscenza del mondo agricolo della nostra Isola, con particolare riferimento al grano. Una conoscenza che non è fatta solo suo testi di Agronomia e di Estimo, ma anche di esperienza, ovvero di contatto con la realtà. Ogni tanto Agostono si fa prendere la mano dall’irruenza e nei video che posta sulla rete perde la calma. In questo video, invece, forte della sua lunga esperienza su tale materia, illustra, passo dopo passo, la coltivazione del grano duro in Sicilia, dall’acquisto delle sementi alla lavorazione della terra, dalla concimazione in pre-semina alla semina, fino alla mietitrebbiatura del grano e alla vendita. Lo fa con grinta, certo, ma in modo sereno, pacato. E dimostra, ‘numeri’ alla mano, che oggi la coltivazione del grano duro, in Sicilia, è diseconomica (QUI IL VIDEO DI AGOSTINO CASCIO SULLA CRISI DEL GRANO DURO)

Il costo della concia delle sementi pari al prezzo del grano duro! Come i partiti politici hanno fatto sparire la CUN grano duro. La speranza che Trum elimini alla radice l’Unione europea

Tutta l’analisi di Agostino Cascio è pregevole. Molto interessanti, in particolare, il passaggio sulla cosiddetta ‘concia delle sementi‘ (processo agricolo essenziale che punta a migliorare la qualità e le prestazioni dei semi prima della semina), che oggi costa quanto il prezzo di vendita del grano; e la parte che riguarda le Borse merci, dove si formano i prezzi del grano. Superfluo ricordare la storia della CUN grano duro, sigla che sta per Commissione Unica Nazionale, strumento voluto per tutelare i produttori di grano duro italiani. Strumento affossato dai Governi nazionali che si sono succeduti dal 2018 ad oggi. La dimostazione matematica che gli agricoltori che producono grano duro nel Sud Italia e in Sicilia non debbono più votare Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che sono i partiti politicamente responsabili del mancato funzionamento della CUN grano duro, al di là delle chiacchiere. Il tutto con la copertura dell’Unione europea, che vuole trasformare tante aree dell’Europa mediterranea in immense distese di pannelli fotovoltaici. Il nostro auspicio è che il presidente americano Donald Trump distrugga l’attuale Unione europea e la globalizzazione. Ci sta provando, è vero: noi ci auguruamo che insista con maggiore determinazione.

In Sicilia, quest’anno, non si è salvato nemmeno il grano duro biologico. Stanno distruggendo tutta la granicoltura meridionale e siciliana

E’ proprio grazie al mancato decollo della CUN grano duro che il prezzo di questo cereale è precipitato a 20-22 euro al quintale. Per la gioia dei commerciani e delle industrie. Va da sé che con il grano duro che si vende al prezzo pari a 20-22 euro al quintale, mentre i prezzi della pasta e del pane sono in crescita, non è semplice andare avanti (qui un articolo). Ci dicono, addirittura!, che quest’anno il grano duro coltivato in biologico è stato pagato 29-30 euro al quintale. Una vergogna. E’ chiaro che dietro questa crisi voluta c’è un progetto politico di smantellamento del grano duro in Sicilia e nel Sud Italia. Per questo, ribadiamo, è importante che i produttori di grano duro della Sicilia e del Sud Italia e, in generale, tutti gli agricoltori del Mezzogiono non votino più Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che sono le forze politiche responsabili della crisi del grano duro. Sappiamo che gli agricoltori siciliani stanno provando ad organizzarsi per dare vita a un nuovo soggetto politico per difendere questo settore. Magari cercando alleati tra chi si batte per fare uscire l’Italia dalla fallimentare e massonica Unione europea (qui un articolo). L’importante è non perdere ancora tempo.

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