Non vogliamo sminuire il lavoro svolto dall’assessorato regionale alle Attività produttive, da Irsap e dalla Zes Sicilia occidentale. Cerchiamo solo di capire se la Ue sta prendendo per i fondelli anche Palermo

Leggiamo di un mega progetto per la ‘rigenerazione’ di una zona di Palermo detta impropriamente ‘costa sud’. E’ il tratto di città che va dalla foce del fiume Oreto (o quasi) fino allo Sperone. Ma non è la costa ad est? Detto questo, leggiamo di una riunione che si è svolta, a Palermo, nella sede dell’assessorato regionale alle Attività produttive. Oltre all’assessore regionale, Edy Tamajo, erano presenti il commissario dell’Irsap (Istituto regionale per le attività produttive), Marcello Gualdani, e il commissario della Zona economica speciale (ZES) della Sicilia occidentale, Carlo Amenta. Le opere da realizzare sarebbero il Parco a mare allo Sperone voluto dal Consiglio comunale di Palermo, la riqualificazione del lungomare del tratto di costa della Bandita, la riqualificazione del porto della stessa Bandita il contratto di fiume e di costa sempre nell’area dei fiume Oreto. I fondi disponibili ammontano a circa 70 milioni di euro. Il problema è che di questi 70 milioni di euro ben 54 milioni sono fondi del Pnrr. E qui casca l’asino, perché a noi risulta che tantissimi progetti in tutta Italia finanziati con i fondi del Pnrr sono rimasti, fino ad oggi, lettera morta, perché i fondi del Pnrr non ci sono.
I soldi del Pnrr come i tartari di un celebre romanzo di Dino Buzzati…
E’ una questione che trattiamo da tempo grazie ai puntuali interventi del Segretario politico di Siciliani Liberi, Ciro Lomonte. Non si tratta di chiacchiere: le chiacchiere, semmai, le distribuiscono a piene mani i pagliacci dell’Unione europea dell’euro – quelli della gestione allegra della pandemia – e i politici da quattro soldi. Nel corso degli interventi di Lomonte che abbiamo pubblicato negli ultimi due mesi il Segretario politico di Siciliani Liberi ha citato decine di progetti finanziati con i fondi del Pnrr che non ci sono. Un caso eclatante è quello dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Trapani. I fatti li ha raccontati, con dovizia di particolari, il commissario della Asp di Trapani, Vincenzo Spera: “Noi abbiamo già fatto le gare d’appalto. Ci sono obbligazioni irreversibili. Non possiamo tornare indietro, sarà la Regione a trovare altre fonti di finanziamento, eventualmente”. Queste parole Spera le ha pronunciate lo scorso Agosto, in un’intervista. Spera ha raccontato di aver “fatto le corse contro il tempo per mandare in gara lavori complessivamente per oltre 40 milioni, che adesso non si capisce chi debba pagare”. L’Asp di Trapani dovrebbe realizzare 13 case di comunità, strutture sanitarie indispensabili per alleggerire la pressione nei Pronto soccorso (leggere Medicina territoriale). Durissima, al riguardo, la denuncia di Lomonte: “In altre parole, l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, un organo della Regione siciliana, ha mandato in gara lavori per 40 milioni di euro senza che sul c/c di Tesoreria della stessa Asp ci fosse un solo centesimo”. Non è che finirà così anche per il risanamento della costa orientale di Palermo? 70 meno 54 fa 16: non è che cominceranno i lavori con i 16 milioni di euro disponibili in attesa di eventi? Fino ad oggi, come potete leggere negli articoli che alleghiamo sotto, in molti casi, i soldi del Pnrr ricordano un po’ i tartari di un celebre romanzo di Dino Buzzati…
Ah, dimenticavamo: a quanto pare una buona parte dei fondi del Pnrr sono serviti all’Unione europea per foraggiare la guerra in Ucraina e per assistere i milioni di profughi ucraini arrivati in Europa (dicono che siano 6 milioni ma a noi ne risultano almeno il doppio).
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